Il Tirreno

Ambientalisti contro la camionabile 

Ambientalisti contro la camionabile 

Il Grig chiede a Rossi di intervenire per bloccare il progetto che collega i bacini del Sagro e Carrara

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CARRARA. Il Grig ha visionato il progetto di realizzazione della prevista nuova strada privata camionabile di collegamento tra i bacini del Sagro e i bacini di Carrara e si rivolge al presidente Enrico Rossi per bloccarla. «La sua realizzazione ricade totalmente nel territorio del Comune di Carrara, in area parco, Zsc e Zps - sostengono gli ambientalisti – certamente non funzionale alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, in manifesta violazione delle invarianti del piano strutturale del comune di Carrara, del Pit e del Piano del Parco».
In via preliminare, il Grig evidenza che il tracciato della nuova viabilità privata camionabile è stato inserito dal Parco solo successivamente all’approvazione da parte del Consiglio Regionale (2016) del Piano del Parco: pertanto, a loro avviso, la previsione cartografica della viabilità e d’indirizzo normativo, oggi presente nel Piano del Parco, necessita di un ulteriore parere confermativo da parte del Consiglio Regionale. L’intento dei quattro politici che hanno sottoscritto il protocollo di intesa dovrebbe quantomeno essere ratificato dai colleghi in Consiglio Regionale.
«Come il Grig ha potuto verificare presso gli Uffici tecnici del comune di Carrara – scrivono – la prevista nuova strada privata, che non si qualifica come opera di pubblico interesse in quanto esclusivamente funzionale ai soli coltivatori del bacino del Sagro, verrà costruita ex novo demolendo e ampliando un preesistente sentiero del Cai e una preesistente via di lizza, in manifesta violazione delle previste invarianti strutturali del Comune di Carrara e del Parco, contro il Piano del Paesaggio e contro il buon senso.»
Il Grig ritiene che debba valutarsi con attenzione se l’impegno economico dei privati nella costruzione ex novo di una viabilità camionabile privata comporti la contestuale “proprietà” della strada in capo agli stessi.
«I privati proponenti considerano la prevista viabilità come un’opera di recupero edile del sedime esistente – argomentano dunque – ma non ci può essere recupero dell’esistente se il progetto prevede la demolizione del sentiero Cai esistente, della esistente via di lizza, dell’allargamento del sedime attuale, della costruzione di canalette per la raccolta delle acque piovane, di muri di sostegno e abbattimento di parete rocciosa. Gli stessi proponenti descrivono l’intervento da loro previsto come molto impattante. I sentieri Cai e le vie di lizza oggetto del previsto scempio architettonico, dal punto di vista dell’archeologia industriale e del disegno storico paesaggistico hanno costituito un tratto di collegamento arcaico con i bacini estrattivi del Murlungo, di grande importanza per il trasporto di blocchi con carri e animali, ma non, certamente, con mezzi meccanici».
Dunque l’appello al presidente: «Lei ci ha rassicurato, per quanto Le è dato sapere, che la strada privata del Sagro non sarebbe, al momento, niente più che un atto d’intenti. Purtroppo, non risulta sia così».

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