Gioco
Prevenzione, Montignoso premia gli organizzatori
Dalla giornata è emerso che ancora in molti non conoscono i sintomi, i rischi e la possibile prevenzione dell’ictus
MONTIGNOSO. La giornata di prevenzione sul rischio cardio vascolare e ictus, organizzata sabato 14 dall’Associazione sanitaria onlus “Solidarietà è progresso” d’intesa con l’Amministrazione comunale montignosina, la Fraternità di Misericordia “San Francesco” e l’Associazione Alice Massa-Carrara (Associazione Lotta Ictus Cerebrale) ha riportato un grande successo. Il sindaco Gianni Lorenzetti assieme all’assessore alla sanità del Comune Dottoressa Giorgia Podestà sabato 3 giugno alle ore 11 a Villa Schiff consegnerà ai volontari della Misericordia assieme al neo commissario del sodalizio Bruno Ciuffi ed all’Associazione “Solidarietà è progresso” che ha portato tutti gli specialisti e ad Alice un attestato per l’attività svolta nella giornata. Poche le persone anziane che sanno che cosa è l’ictus. Questo uno dei dati emersi dall’analisi di un questionario della Neurologia dell’ospedale di Massa diffuso in occasione della Giornata di prevenzione a Montignoso. Il questionario è stato distribuito dal dottor Giovanni Orlandi, direttore della Unità operativa di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’Ospedale Apuane di Massa a Montignoso nei locali della scuola media “G. B. Giorgini in occasione della “Giornata di prevenzione del rischio cardio-vascolare, ictus, ed osteoporosi”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.15391168:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15391168:1652365201/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Grazie appunto al Dottor Orlandi e al Dott. Gino Volpi (Direttore Società Neurologia e Neurofisiopatologia degli ospedali di Pistoia e Pescia), con la collaborazione del Tecnico di Neurofisiopatologia Giulia Berchina, la popolazione ha effettuato, tra l’altro, gratuitamente la visita neurologica e l'ecocolordoppler dei tronchi sovraortici e soprattutto hanno avuto le informazioni riguardanti il rischio di ictus cerebrale. Il Dottor Orandi, come dicevamo ha consegnato un questionario di conoscenza sull'ictus a 31 soggetti di età compresa tra i 42 e gli 81 anni e con un'età media di 62 anni. Interessanti i dati raccolti, L'87% dei soggetti è risultato a conoscenza del fatto che si tratta di una malattia cerebrovascolare, ma circa il 70% non ne conosce la reale frequenza e la metà non conosce i propri fattori di rischio. La maggior parte dei soggetti (91%) conosce almeno uno dei principali sintomi di ictus, tra cui il più noto è il forte mal di testa mai provato prima (71%), seguito dalla bocca deviata (68%) e il meno noto è il deficit visivo (26%), e praticamente tutti (94%) sanno che si tratta di un'emergenza medica per cui è necessario chiamare il 118 perché esiste la possibilità di un trattamento tempo-dipendente. E' diffusa in tutti la consapevolezza che l'ictus possa provocare vari gradi di disabilità, ma è comunque largamente diffusa (29%) la percezione che le conseguenze siano lievi. I soggetti più anziani sono risultati quelli meno informati sull'argomento, specie sul ritenersi o meno a rischio ictale, anche in casi con scolarità di livello superiore, così come i giovani sono risultati meno consapevoli delle conseguenze dell'ictus. Questi dati depongono per una buona conoscenza dell'ictus nel campione esaminato, ma stimolano a migliorare l'informazione sulla popolazione, a prescindere all'età. I Dottori Orlandi e Volpi sottolineano che precisato che «l’ictus non è soltanto una malattia dell’anziano. Infatti dei 200.000 nuovi casi di ictus che si verificano ogni anno nel nostro Paese, circa 4.200 riguardano soggetti con età inferiore ai 45 anni. L’Ictus causa ogni anno più morti di quelli attribuiti all'Aids, tubercolosi e malaria messi insieme: ogni anno, nel mondo, colpisce 15 milioni di persone, e di queste quasi 6 milioni muoiono. È la terza causa di morte a livello mondiale e, solo in Italia, interessa 200.000 persone ogni anno: di questi, il 20-30% muore il 40% rimane disabile il 10 % ha una recidiva entro l’anno. In Toscana,poi, i casi sono circa 10.000 l'anno. Oggi, però, dobbiamo essere consapevoli che questa patologia non solo si può curare, ma si può prevenire nell’80% dei casi, seguendo adeguati stili di vita: un’alimentazione sana come prevede la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa, del Diabete mellito e della fibrillazione atriale e con l’astensione dal fumo ed una attività fisica costante». E ancora: «Conoscere l’ictus cerebrale non serve solo a prevenirlo, ma anche a curarlo poiché saper riconoscere precocemente i sintomi è di cruciale importanza per un intervento tempestivo in fase acuta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
