Il Tirreno

Toscana economia

Nasce una Fondazione per i lavoratori licenziati

di Alessandra Vivoli
Jonathan Milani e l’avvocato Claudio Lalli
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Jonathan Milani e l’avvocato Claudio Lalli

A sostenere il progetto è l’avvocato di Carrara Claudio Lalli che ha istituito un fondo intitolato al padre e destinato all’assistenza dei lavoratori che subiranno licenziamenti illegittimi

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CARRARA. Una Fondazione, intitolata al padre, l’avvocato Ezio Lalli, con un fondo economico destinato all’assistenza dei lavoratori che subiranno licenziamenti illegittimi.E una convenzione con un Centro giuridico del lavoro (CGL) che avrà come finalità una assistenza a 360 gradi di tutti i lavoratori subordinati, coordinati e continuativi, soci di cooperative e rappresentanti del commercio. E che fornirà una verifica gratuita delle posizioni lavorative, contabili, degli inquadramento e delle buste paga. Due grandi progetti che diventeranno realtà in tempi strettissimi: entro un mese. E che portano la firma di uno dei più noti avvocati del lavoro italiani, il carrarese Claudio Lalli.

Claudio Lalli in questa intervista parla, per la prima volta, dei suoi rapporti con la Cgil (di cui per anni è stato unico referente), del futuro e, soprattutto della possibilità di tornare a lavorare con il sindacato di cui è stato l’avvocato per anni e anni.Lalli trova lo spunto per la sua riflessione a cuore aperto dall’ultima - solo in ordine di tempo - causa vinta, quella del dipendente di Esselunga Jonathan Milani reintegrato al suo posto nel supermercato Esselunga di Massa.Una vicenda delicata che si è conclusa nel migliore dei modi per il lavoratore che, commentando l’esito della causa, chiama l’avvocato Lalli: «un amico, che mi è stato sempre vicino e mi ha fatto sentire sempre tranquillo e ben tutelato».

L’intervista comincia con la situazione attuale fra il legale e l’organizzazione sindacale che ha rappresentato per parecchio tempo.

Avvocato Lalli, qual è il suo rapporto attuale con la Cgil?
«Il mio rapporto con il sindacato, e con coloro che lo rappresentano in questo momento, è in crisi. Io credo, tuttavia, ancora in un rapporto di collaborazione, quando, inevitabilmente cambieranno gli uomini. E, soprattutto, riscuotendo ancora la fiducia sia di molti sindacalisti che di tutti i lavoratori, ho deciso che, al momento, il mio studio avvierà unna convenzione con un Centro giuridico del lavoro».

Come funzionerà la convenzione con il Centro giuridico del lavoro?
«L’obiettivo è dare una assistenza quanto più completa possibile ai lavoratori. Per quel che riguarda le loro posizioni e le verifiche contabili, l’applicazione corretta del Contratto collettivo nazionale del lavoro e il conteggio riepilogativo dei diritti economici nei vari istituti. E in fase in fase stragiudiziale per quel che riguarda i procedimenti di risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro e i licenziamenti».

Quali sono le novità?
«Il Centro fornirà anche assistenza medico legale questo signifca che sarà possibile effetturae perizie per quel che riguarda situazioni di mobbing, malattie professionali e infortuni sul lavoro. Verrà offerta assistenza anche per quel che riguarda le posizioni contributive con la verifica del versamento dei contributi, il recupero di quelli versati e il risarcimento danni per i contributi prescritti».
«Il lavoratore - continua Lalli - troverà anche assistenza legale giudiziale e stragiudiziale per tutto quello che riguarda le cause e i rapporti con le aziende e i propri titolari».

Ci parli della Fondazione. Qual è la mission?
«L’idea è quella di creare una Fondazione, ci stiamo già lavorando e sarà operativa fra circa un mese, intitolata a mio padre, l’avvocato Ezio Lalli. Verrà costituito un fondo economico destinato proprio all’assistenza dei lavoratori alle prese con licenziamenti illegittimi. Uno strumento che considero molto importante soprattutto in un territorio come il nostro».

Quali sono gli altri punti su cui si concentrerà il lavoro della Fondazione?
«Molto sarà investito per quello che riguarda la formazione professionale per i rappresentanti dei lavoratori e per la sicurezza sull’ambiente del lavoro stesso. Insomma sarà una Fondazione che mette al primo posto la difesa dei diritti dei lavoratori, questo è importante».

Questi progetti segnano il suo allontanamento definitivo dal sindacato? Ci spieghi meglio.
«No, non è questo il mio obiettivo perché, ci tengo a precisarlo, non ho buoni rapporti con alcuni degli uomini che rappresenta in questo momento il sindacato, ma riscuoto ancora fiducia da molti sindacalisti e da tutti i lavoratori.Per questo il mio augurio è che il Centro giuridico del lavoro possa affiancarsi al più presto all’organizzazione sindacale di riferimento che rimane una grande organizzazione».
Insomma nessuna separazione burrascosa ma, da parte dell’avvocato Claudio Lalli la porta aperta a una futura collaborazione con il sindacato. Intanto il legale lancia la convenzione con il CGL e la nascita della fondazione dedicata al padre: strumenti importantissimi per un mondo del lavoro, quello apuano, costantemente alle prese con la crisi e le grandi vertenze.
 

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