La protesta
LAVORO
«Migliorie Inps al monte? È merito nostro»
di Francesca Vatteroni
Carrara, la Lega dei cavatori: «Siamo stati noi ad andare più volte a Firenze per sollecitare una soluzione»
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CARRARA. La Lega dei Cavatori ha accolto con gioia la notizia che l’Inps riconosce la cassa integrazione ordinaria Cigo in caso di temperature eccezionalmente elevate, anche percepite: «Siamo contenti di constatare che i nostri sforzi sono stati premiati e che i numerosi incontri sul colpo di calore e sulla sicurezza in cava, che abbiamo avuto in Regione lo scorso ottobre e l’ultimo, a inizio di marzo quando gli assessori Vincenzo Ceccarelli, Stefania Saccardi e Piergiuseppe Calà ci avevano promesso che avrebbero parlato al più presto con il direttore Inps, abbiano dato i loro frutti» afferma il Presidente della Lega, Andrea Vannucci. «Certo è sconcertante-prosegue Vannucci- osservare la destrezza con cui altri si siano presi i nostri meriti: meriti su risultati ottenuti grazie ai nostri sforzi, perché siamo andati noi, prendendo giorni di ferie quindi senza usufruire di permessi sindacali essendo la Lega un patto associativo e non sindacale appunto, per andare a discutere a Firenze di sicurezza in cava». Vannucci ribadisce che è da un anno che la Lega si sta prodigando per portare avanti queste tematiche legate alla sicurezza e al colpo di calore: «Quello della Cassa Integrazione è solo un risultato, ma non finisce qua» promette. Il presidente si riferisce al fatto che c’è un’altra grossa questione su cui la Lega si sta battendo in merito alle alte temperature: «Attenzione-dice Andrea Vannucci-il colpo di calore deve essere valutato come rischio lavorativo, deve essere inserito nel Documento di Sicurezza e Salute, vale a dire l'analisi di rischio prevista dalla normativa in materia di cave e miniere, inoltre deve esserci un medico che curi la salute del lavoratore esposto a stress termico-sostiene ancora e poi sottolinea-la Cassa Integrazione è l’ultimo passaggio, la situazione estrema, quando le temperature non permettono assolutamente di lavorare, ma ci sono altre fasi di minor gravità ma comunque insidiose per la salute del lavoratore e da tutelare». Vannucci si riferisce alle situazioni in cui anche se non si arriva a toccare i 35 gradi previsti per la Cigo, c’è comunque un rischio per chi lavora, che determina la necessità di una sorveglianza sanitaria per monitorare i lavoratori, perché comunque è da mettere in conto che un lavoratore più anziano potrebbe reagire in modo diverso alle alte temperature rispetto a chi è più giovane e che ciascuno ha una propria sensibilità, e poi, sempre secondo Vannucci, bisognerebbe individuare e seguire particolari accorgimenti, come concentrare le operazioni più pesanti durante la prima mattinata, per esempio. «E’ da oltre un anno che ci stiamo battendo sui temi legati alla sicurezza e se i sindacati volessero aggiungere altri punti, sarebbero ben accetti -invita il Presidente della Lega- sul rinnovo dei contratti per esempio».
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