Il Tirreno

«Mi sono trovato davanti i ladri, mio figlio sparando mi ha salvato» 

«Mi sono trovato davanti i ladri, mio figlio sparando mi ha salvato» 

Il racconto choc in aula di un uomo che ha tentato di sventare un furto: «Mi stavano aggredendo» Il congiunto ha fatto fuoco: «Due volte in aria, poi ho abbassato la mira per farli fuggire»

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AVENZA. Avevano i i ladri in casa e hanno reagito: il padre ha inseguito i malviventi dopo aver sentito il suo cane abbaiare nervosamente e se li è trovati di fronte al buio, il figlio per salvarlo (lo stavano minacciando con un piede di porco) ha sparato tre colpi di fucile, due in aria e uno ad altezza uomo. Tanto che un malvivente è stato colpito a una gamba e i carabinieri, quando lo hanno individuato, hanno avuto la conferma che era lui uno della banda di topi di appartamento che stavano cercando. L’episodio è successo nell’agosto del 2015 e adesso è finito in tribunale. Ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati, hanno testimoniato i componenti della famiglia che ha vissuto quella notte da incubo ad Avenza. Alla sbarra Nicolin Matrizi e Nuan Biunga.
I ladri, albanesi, erano entrati nell’abitazione di Maurizio Ferrari, perché quella sera l’uomo era uscito per partecipare a una festa. Ma non avevano fatto i conti con il resto della famiglia, che abitava negli appartamenti adiacenti a quello che volevano svaligiare (e dove hanno trafugato dei monili). Così i loro movimenti sono stati sentiti sia dal padre Renzo che dal fratello Lorenzo. Il primo è uscito con un bastone per capire cosa stava accadendo e ha visto delle ombre allontanarsi: «Li ho rincorsi, ma quando sono arrivato fuori dalla mia proprietà non li ho più visti. Stavo per desistere, ma all’improvviso in due sono spuntati fuori da sotto un rimorchio. Erano vicini e uno mi puntava la torcia in faccia mentre l’altro mi faceva dei gesti minacciosi. È spuntato anche un piede di porco che mi smulinavano davanti alla faccia. Avevo paura e ho chiesto aiuto, temevo che potessero farmi del male. Erano più giovani e più forti di me. Per fortuna è intervenuto Lorenzo». L’uomo però incalzato dal pubblico ministero Alberto Dello Iacono non si è detto sicuro di poter riconoscere chi aveva davanti quella notte quando gli è stato mostrato lo stesso album di foto segnaletiche che gli avevano messo davanti i carabinieri dopo poche ore.
E il figlio Lorenzo ha confermato: «È stata mia moglie a dirmi che c’erano i ladri a casa di mio fratello. Non credevo fosse possibile perché noi non eravamo usciti. Avevamo le luci accese. Mi sono alzato da letto perché stavo riposando. Sono andato a cercare il fucile e le cartucce che avevo dentro un armadio. Sono andato dalla finestra e quando ho visto papà minacciato da un’ombra ho sparato in aria. Due volte; ma questi qui non se ne andavano. Allora ho abbassato la mira, ma di poco. Non so se ho colpito qualcuno, ma ho visto tre persone che scappavano».

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