Il Tirreno

«Mercato la domenica e con pochi banchi» 

«Mercato la domenica e con pochi banchi» 

Il presidente Lotto: «Serve una sede fissa, nel centro storico, gestita da privati. Contro la crisi c’è solo da dare qualità»

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MASSA. La discussione in atto in questi giorni sulla fruibilità e il funzionamento anche dal punto di vista del reddito dei mercati sia di Massa che di Marina e il bilancio a due anni al ritorno in centro città dell'appuntamento del martedì stimola una riflessione del presidente di Confimprese Claudio Lotto.
Che va oltre la spada di damocle della Bolkestein. «Il mercato non svolge più quella funzione sociale di aggregazione e bisogno che da sempre ha svolto – afferma chiaro e tondo Lotto – volendo essere più chiari se avessimo ipotizzato il trasferimento dei mercati 20 o 30 anni fa i fruitori avrebbero seguito la nuova destinazione ovunque, anche facendo fronte a disagi di varia natura. Il mercato come l'Agorà fungeva da centro dove, oltre ad acquistare prodotti era un punto di scambio di opinioni e pareri sulla vita del rione o della città. Questo ruolo adesso è scomparso». Ed è da questa presa di coscienza che a suo pare bisogna ripartire per una riflessione che non sia effimera e abbia impatto sulla realtà. Lo sguardo è rivolto verso il nuovo: «Le nuove forme di distribuzione organizzata, media e grande distribuzione, hanno preso il sopravvento, Adesso l'Agorà è in un posto chiuso dove si sta freschi d'estate e caldi d'inverno. Quello è il nuovo centro di aggregazione sociale che dovrà fare i conti con il nuovo che avanza».
E quando parla di nuovo intende l’on-line, che se proprio una novità non è, di certo sta cominciando a fare sentire i suoi effetti con più forza da qualche tempo. «Le prime tendenze di spesa on-line già in atto anche in realtà come le nostre saranno sempre più frequenti e molto probabilmente nell'arco di 10 15 anni rivoluzioneranno nuovamente il sistema commerciale ed i centri commerciali avranno i medesimi problemi che i mercati ambulanti vivono oggi. Un problema di difficile soluzione le cui risultanze sono certamente complesse ed articolate, crediamo che a tutto questo si risponda solo in un modo, alzando sempre più la qualità, se cerchi un prodotto di nicchia di qualsiasi genere non lo trovi al supermercato ma lo trovi pagandolo nelle attività specializzate o in rete».
Questa dinamica deve essere in qualche modo riproposta e portata più in là anche nelle realtà fisiche: «Così deve essere per il mercato - prosegue Lotto – una selezione massima sulla merce esposta, una selezione massima sulla capacità di fare impresa, una selezione massima sulla formazione di chi fa impresa, Attribuire alla crisi le mancate vendite e i mancati ricavi è un errore» .
Perciò a poco serve a suo avviso spostare in continuazione il mercato fuori dai suoi “confini storici”. «La politica mercatale passata – ricorda Lotto – adottata da varie amministrazioni nel corso degli anni era quella di spostare il mercato in aree con difficoltà commerciali in sede fissa, per tentare di favorirne la ripresa. Su questa linea anche il mercato di Massa dopo la parentesi del Viale Roma fu riportato dal Viale Roma in centro città e, non nel centro storico post restauro, sua sede naturale da sempre. Noi crediamo che un mercato ambulante rispetto alle richieste odierne necessiti di aree adeguate e attrezzate sulla falsa riga dei centri commerciali con servizi necessari.
Ed ecco la proposta: «Condividiamo la proposta dell'assessore Carioli – conclude Lotto – di realizzare un mercato domenicale a banchi limitatissimi e nel centro storico, ma anche se è una saggia iniziativa dovrà necessariamente avere una regia privata, l'organizzazione pertanto dovrà essere affidata in parte alle associazioni ma sopratutto a consorzi di categoria».

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