Gioco
68 licenziamenti in vista per gli operai dell'indotto Nuovo Pignone
La lettera ai sindacati con l'annuncio della ditta Andaloro: "Scade l'appalto, a maggio tutti a casa". Il picchetto dei lavoratori stamattina di fronte allo stabilimento di Massa
MASSA. 68 posti a rischio nell'indotto del Nuovo Pignone. Una mail arrivata ieri, martedì 16 maggio, dalla ditta Andaloro, subappaltante per i lavori di verniciature, alle rappresentanze sindacali. La motivazione è la scadenza del contratto di appalto con il Nuovo Pignone. "Dal prossimo 31 saremo costretti a licenziare tutti i dipendenti per la scadenza dei contratti d'appalto in essere nei siti di Massa e Carrara". Parole secche, che suonano come una condanna per i lavoratori. Quelli massesi, la gran parte e gli altri 15 che lavorano a Firenze. E per tutti si tratta di un film già visto, con le ditta in subappalto che si scambiano il ruolo con frequenza incredibile.
Questa mattina i lavoratori, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil, hanno organizzato un picchetto davanti alla sede del Nuovo Pignone per dire no ai licenziamenti e chiedere sicurezza per i posti di lavoro. Di mattina la ditta incontrerà le rappresentanza sindacali in cerca di una soluzione. I lavoratori raccontano di una situazione quotidiana problematica, con continui ritardi nel pagamento degli stipendi.
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