Il Tirreno

Il Comune deve pagare 2 milioni di euro 

di Manuela D’Angelo
Il Comune deve pagare 2 milioni di euro 

Destinati a Riva dei Ronchi srl per gli oneri di urbanizzazione già pagati. C’è un ricorso al Tar, ma i soldi vanno resi

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MASSA. Riva dei Ronchi, il complesso turistico alberghiero nella zona tra viale della Repubblica e via Ronchi, non si farà, ma costerà alle casse comunali, e dunque alla cittadinanza, 2 milioni di euro. I proprietari vanno risarciti, per il momento, degli oneri di urbanizzazione già pagati al comune dal 1994, anno della stipula della convenzione urbanistica e, benché l’amministrazione di Alessandro Volpi abbia cercato in tutti i modi di evitare questo oneroso pagamento, ricorrendo al Tar contro la società, oggi pare ci sia poco da fare. È ufficiale: quei soldi gli vanno resi.
E infatti spunta all’interno della prima (grande) variazione di bilancio 2017, l’accantonamento del primo milione di euro, che andrà a coprire l’intera cifra dovuta a Riva dei Ronchi.
La delibera. Nella proposta al consiglio comunale, che si riunisce oggi pomeriggio alle 17 per votare la variazione di bilancio, c’è molta carne al fuoco: i 2,8 milioni di euro stanziati dal Governo per il palazzetto dello sport, che devono essere messi a bilancio, conseguentemente l’elenco dei lavori che l’amministrazione intende coprire con i soldi risparmiati e un milione di euro stanziato per una “misteriosa” operazione: «Considerato- si legge nella delibera- che dalle segnalazioni pervenute dai settori interessati emerge una situazione di contenzioso, per la restituzione di permessi a costruire su interventi non realizzati, nell’ipotesi di una emanazione di sentenza di condanna risulta necessario apportare a bilancio di previsione 2017-2019 1.003.978,00 euro». Questi soldi, si legge sempre nella delibera, verranno presi in parte da «avanzo vincolato» per 863 mila euro e in parte da «avanzo destinato a investimenti».
Attacco politico. «La situazione di contenzioso, che l’amministrazione volutamente non cita nella delibera- commentano gli Arancioni riuniti, Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini, Andrea Ofretti e Elena Cordoni, presidentessa della 28 Aprile- ovviamente è quella relativa a Riva dei Ronchi: ma l’assessore al Bilancio Rutili e il sindaco Volpi forse non vorrebbero darne troppa pubblicità. Riva dei Ronchi è stato, negli anni, un pasticcio colossale- continuano- ma il sindaco Roberto Pucci, sapendo che arrivare in Tribunale contro la società sarebbe costato troppo alla comunità, cercò un compromesso. Non fece in tempo: arrivato Volpi decise di rompere la trattativa e lasciar aprire il contenzioso».
«Hanno cercato di tenerlo nascosto fino alla fine- racconta il consigliere Brizzi-, ma in comune già giravano da tempo le voci di una lettera arrivata dalla società, un parere dei nostri uffici, e una richiesta del dirigente alla giunta di iniziare a mettere da parte i soldi. Oggi escono allo scoperto evitando di nominare Riva dei Ronchi nella variazione di bilancio, perché dimostrano di aver sbagliato strategia, ancora una volta. Ai cittadini dovranno dire che c’è da pagare e non è mai una buona pubblicità».
La storia infinita. Erano gli anni Novanta quando si stabilì che in quel pezzo di area verde e degradata, andava costruito un maxi albergo, con appartamenti, parco pubblico, parcheggio e viabilità annessa. Un siluro alto 16 metri e lungo 100 per una volumetria totale di 105 mila metri cubi, di cui 20 mila destinati ad albergo, con 120 camere, 68 mila ad Rta, per un numero complessivo di 600 appartamenti e 5 mila metri cubi per negozi. In poche parole un eco-mostro.
L’ex sindaco Pucci, durante un consiglio comunale, chiese: «Lo realizziamo lavandocene le mani come Ponzio Pilato, lo cancelliamo aprendo un contenzioso molto pericoloso o discutiamo su un altro progetto? Per fare questo è necessario trovare un accordo con la proprietà».
Intanto la Pirelli Re aveva ceduto il passo alla Riva dei Ronchi srl (finita poi in liquidazione) e il nuovo Regolamento Urbanistico adottato dall’amministrazione Volpi (subentrata a Pucci nel 2013) , classificò quell’area “Pime”, cioè ad alta pericolosità idraulica, cancellando completamente la possibilità che un giorno si potesse tornare a costruire.
Nel maggio 2016 Riva dei Ronchi Srl presentò ricorso al Tar per chiedere la restituzione degli oneri di urbanizzazione, fino ad allora sempre puntualmente versati al comune e il sindaco Volpi decise di seguirli, presentando a sua volta un ricorso per danni. Ma se oggi il comune ammette di accantonare parte della cifra richiesta in un fondo di garanzia, forse crede che la partita al Tar sia persa. Il conto presentato agli uffici urbanistica è di 2 milioni di euro e il dirigente responsabile sa che, per legge, è tenuto a farli pagare, se non vuole correre il rischio che la Corte dei Conti si rivalga su di lui.

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