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operazione aurora 

«Danneggiamo il sistema» Indagini apuane sui neonazi

LA SPEZIA . «Niente gerarchie, niente obblighi e doveri. Solo odio, ultra violenza e discriminazioni razziali». «Sieg Heil». «88!!». «Abbiamo di tutto». «Si va a caccia di negri». Sono queste alcune...

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LA SPEZIA . «Niente gerarchie, niente obblighi e doveri. Solo odio, ultra violenza e discriminazioni razziali». «Sieg Heil». «88!!». «Abbiamo di tutto». «Si va a caccia di negri». Sono queste alcune delle frasi dette al telefono oppure durante i loro incontri dai componenti della cellula neonazista smantellata dai carabinieri nei giorni scorsi. L’indagine, chiamata operazione Aurora, continua. E potrebbe interessare la provincia apuana, dato che alcuni episodi di matrice estremista sono al momento senza un colpevole.
Per quasi un anno gli inquirenti hanno cercato di ricostruire i movimenti di una cellula di estrema destra composta da sette ragazzi di età compresa fra 20 e 23 anni. Le indagini sono incominciate dopo che due svastiche erano state tracciate vicino alla sede del Partito Democratico. Tre indagati sono adesso sottoposti all’obbligo di dimora. Per tutti l’accusa è di «associazione finalizzata all’incitamento, alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali». «Lo scopo principale è fare una rivoluzione e danni seri al sistema - dicevano senza alcun timore -. Poi, ci mancherebbe, se si beccano degli antifascisti di merda, botte. Ma la cosa principale dovrebbero essere atti intimidatori al sistema. Bisogna costruire il terreno per un colpo di Stato». Facevano riunioni segrete dentro una roulotte parcheggiata vicino al fiume Magra. Avevano bandiere naziste. Mazze e tirapugni da usare contro i nomadi che frugano nei cassonetti, balestre e bombe molotov. Prendevanono di mira la Caritas perché aiuta i migranti.

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