Il Tirreno

Matrimonio a (Libera) Padula 

di Francesca Vatteroni
Matrimonio a (Libera) Padula 

All’evento di Assemblea Permanente la prima cerimonia nel parco: sposi “Angelino” e la “Zarina”

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CARRARA. Ogni storia che si rispetti dovrebbe avere il lieto fine magari coronato da un bel matrimonio, tra danze, voglia di festeggiare, amici e parenti. E’ quanto deve aver pensato, augurandosi così un lieto fine anche per il parco La Padula, Assemblea Permanente quando, in occasione di LiberaPadula, ha festeggiato uno dei matrimoni più trash, kitsch, goliardici e improbabili che si siano mai visti in città, tra polvere di marmettola lanciata al posto del riso da buffe damigelle improvvisate, un sindaco autodefinitosi ribelle, un boss delle cerimonie più casalese e cafone che mai, con almeno un paio di giri di catenaccio d’oro scintillante attorno al collo e sul petto villoso e una disturbatrice popolana allontanata tra gli sberleffi, i selfie burini di gruppo e le risate. Così Angelino Minotti e Zarina Verace, gli sposi capaci di fare impallidire perfino Ivano e Jessica di “Viaggi di Nozze”, con tanto di bacio e scambio di chewingum finale a suggellare la sacra promessa e i cui nomi rimandano, neanche tanto velatamente, uno dei protagonisti della politica carrarese e al soprannome affibbiato da tempo a una nota dirigente comunale, hanno pronunciato il loro sì. Un matrimonio che rappresenta una provocazione, alla recente proposta avanzata dall’amministrazione in una commissione, di utilizzare il piano terra e l’interrato della villa Fabricotti, per catering matrimoniali. La festa LiberaPadula quindi, una tradizione che si ripete ormai da 3 anni, «per proporre e denunciare, la situazione in cui versa il parco che da anni è senza accessibilità e con un museo che doveva prendere vita dentro la villa ma che ad oggi ancora non c’è» spiega lo Giacomo Bertolini, uno dei ragazzi di Assemblea Permanente, diventa ancora protagonista della scena, con tantissime di famiglie e cittadini arrivati per fare pic-nic, per giocare a palla, per ballare sulle note dei canti popolari di Stornelli Scordati, il gruppo musicale ospite della festa e soprattutto per stringersi attorno al loro parco. Una storia lunga quella del parco, che l’architetto Maria Grazia Contarini di Assemblea Permanente ci ricorda: «Nel 2002, 1 milione di euro stanziati per la Biennale e per creare un museo all’aperto che è stato abbandonato poi a sé stesso, con le tante statue di grande pregio artistico vandalizzate o trafugate; nel 2009 il progetto Piuss, con cui viene investito 1 milione di euro per una parziale ristrutturazione, ma che poi si ferma per obiezioni sollevate dalla Sovrintendenza che vede l’abbandono da parte della ditta incaricata dei lavori, il pagamento di una pesante penale da parte dell’amministrazione e il rischio di restare fuori dal progetto Piu e quindi dai finanziamenti. A questo punto per non restare fuori dal progetto - ricorda la Contarini- l’amministrazione ha in fretta e furia approvato 2 appalti che coprivano 2 milioni di euro: uno per opere interne alla villa e uno per opere di sistemazione dei percorsi, grazie ai quali sono stati costruiti 4 bagni per disabili disseminati nel parco tra i monumenti, volumetricamente impattanti rispetto all’area del parco e un grande vano tecnico informativo costruito fuori dalla villa anziché ricavato al suo interno e senza prevedere un minimo di investimento per recuperare il museo all’aperto, per ripristinate il ponte di accesso al parco costruito per la biennale del 2002 e nel frattempo danneggiato dall'incuria». Ad oggi, lamenta il popolo di Assemblea Permanente, non solo il parco è abbandonato al degrado e non ha un accesso adeguato, ma il museo è ancora sfornito di arredo, dell’hardware e del software per l’allestimento dell’impianto virtuale: «Ma l’amministrazione non ha i soldi per terminare, tant’è che alla fine di marzo 2016 ha chiesto alla Regione ulteriori 900.000 euro» incalza l'architetto». A questo punto prosegue Rosa Cambria, altra pasionaria di Assemblea Permanente: «Il nostro gruppo è apolitico: siamo quei cittadini che non si fermano a mettere una “x” sulla scheda elettorale ma che fanno cittadinanza attiva per controllare e pungolare». Alla festahanno presenziato anche 2 dei candidati sindaco. Claudia Bienaimé (Carrara Bene Comune e Lista DemA) che è di casa, avendo partecipato a tutte le precedenti edizioni:«Carrara ha sempre avuto nel cuore la Padula fin dalla manifestazione “A piedi nudi nel parco”, negli anni 70, quando a seguire i concerti e i dibattiti veniva gente fin da Modena o da Spezia».
Le fa eco Francesco De Pasquale (M5S): «Assemblea Permanente-merita di essere ringraziata per l’impegno che ha sempre messo nelle sue battaglie, diverse delle quali sono condivise dal Movimento».

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