Il Tirreno

Rissa e bottigliate tra rivali in amore 

di Alfredo Faetti
Rissa e bottigliate tra rivali in amore 

Massa: denunciati tre magrebini. I residenti: «Vogliamo le ronde»

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MASSA. L’epilogo della rissa è un mucchio di fazzoletti insanguinati vicino all’aiuola della stazione. Tra quelle macchie rosse, sparsa qua e là anche sull’asfalto, c’è la rivalità tra due uomini per una donna, la rabbia di un quartiere, il degrado denunciato dai residenti. «Prima si sono azzuffati - racconta un testimone - Poi quello che ha avuto la peggio è venuto qui ad accasciarsi», dice indicando il prato, dove il ferito ha aspettato l’ambulanza insieme alla donna contesa. L’altro invece, dopo aver aggredito il rivale con il collo di una bottiglia rotta, era già sparito lungo via Carducci. Ma la sua fuga è servita a poco, perché la polizia conosce già da tempo i tre protagonisti di questa storia, tutti denunciati per rissa e, nel caso dell’aggressore, anche per lesioni aggravate.

Lo scontro si consuma di fronte di uno dei kebab di viale Stazione. «Io stavo lavorando quando ho sentito la confusione, ma è avvenuto tutto fuori», spiega il titolare. I tre protagonisti, tutti d’origine nord africana, iniziano a discutere attorno ai tavoli del locale, finché la situazione non precipita. «Stavano litigando per la ragazza» spiegano dal call center accanto, da cui è partita la chiamata alla polizia. I due uomini non vanno per il sottile e durante la rissa fanno cadere sedie e scooter parcheggiati di fronte al kebab, nonostante alcuni presenti tentino di fermarli. Poi, uno dei due spacca una bottiglia di vetro e con il collo colpisce il rivale all’altezza dell’orecchio, provocandogli una ferita profonda. Il malcapitato inizia a perdere sangue dal taglio e si allontana in direzione della stazione, insieme alla ragazza; l’altro intanto capisce di averla fatta grossa e se la dà a gambe.

Una mossa che anticipa di un soffio l’arrivo delle volanti e della Mobile, sul posto nel giro di due minuti. Il ferito è seduto sul muricciolo che circonda l’aiuola, impegnato a tamponare l’emorragia con dei fazzoletti di carta: lui viene caricato sull’ambulanza del 118 e trasferito all’ospedale per le cure del caso, mentre la ragazza, rimasta al suo fianco, viene portata in Questura per gli accertamenti. I due non sono facce nuove alla polizia e neanche il terzo, di cui gli agenti vengono a sapere subito il nome: i primi due vengono denunciati sul posto per rissa, mentre per il terzo, che verrà raggiunto in serata, c’è anche l’accusa di lesioni aggravate.

«Ma si rende conto della situazione che abbiamo qui? Lo vede quanti bambini ci sono in giro a quest’ora?», chiede un residente, mentre un’alunna della scuola Fucini passa nel suo grembiule rosa. «Qua la situazione è fuori controllo: chieda ai commercianti». Andiamo a provare e se da una parte c’è la voglia di denunciare una situazione di degrado, dall’altra nessuno vuole dare il proprio nome. «Non vorrei che tornassero a dare noia» spiega uno il titolare di uno dei negozi lungo via Pellegrini. «Qua dobbiamo organizzare delle ronde, perché non c’è modo per avere la certezza della sicurezza - continua - Servirebbero delle pattuglie fisse in questa zona e non qualcuna di passaggio. Abbiamo chiesto anche al Comune di aiutarci, ma non c’è stata alcuna risposta».

Nel negozio accanto, dove si sono riuniti anche dei residenti, la musica è la stessa: «magari per questi episodi viene fuori che “la stazione è terra di nessuno” e noi ci giochiamo anche la stagione. Così non è proprio possibile andare avanti». La richiesta di una presenza maggiore delle istituzioni della zona arriva da tutte le persone che si sono riunite lungo il marciapiede per discutere dell’accaduto. «Per fortuna hanno chiamato subito la polizia», dicono. A fare il 113 è stata la moglie del titolare del call center, anche lui nord africano. «Siamo tutti qua per lavorare», spiega.
 

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