Il Tirreno

Il Pd di Zeri scarica Petacchi 

Il partito non si riconosce nelle scelte condotte e non concede l’uso del simbolo

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ZERI. La scena politica zerasca sta vivendo in queste ore una situazione di grande divisione per quanto riguarda la creazione della lista di centrosinistra. Se si dovesse usare un’espressione per descriverla si potrebbe usare “liberi tutti”, visto che il Pd di Zeri, nella persona del segretario di circolo Stefano Ferrari, si smarca dai pre-accordi per la costruzione della lista, ritenendosi non pienamente soddisfatto per quanto concerne la scelta dei candidati a supporto del candidato primo cittadino, che rimarrà l’imprenditore Cristian Petacchi, indipendente non legato ad alcun partito, non trovando neppure l’accordo sulla redazione del programma elettorale. Un vero e proprio fulmine a cielo sereno, con Petacchi che verrà sostenuto solamente dai socialisti e dalla lista civica “Cittadini per Zeri” creata da Enrico Petriccioli. Lo stesso segretario Ferrari comunica che non verrà data la disponibilità del simbolo in quanto il Pd non si riconosce nelle scelte che sono state sin qui condotte. Questa sottolineatura emerge molto bene nel comunicato che è stato diramato internamente dallo stesso Partito Democratico di Zeri al Segretario Provinciale Cesare Leri per comunicare la decisione presa. «A seguito degli incontri e dei contatti intercorsi nei giorni scorsi tra il Pd di Zeri, il Psi e i rappresentanti della lista “Cittadini per Zeri” finalizzati al tentativo di comporre un quadro politico di centrosinistra per le prossime elezioni amministrative, il partito democratico esprime l’impossibilità di aderire pienamente a tale accordo precedentemente avviato, non concedendo l’uso del simbolo alla nascente lista civica. Questo sia in considerazione del mancato riconoscimento di una opportuna e necessaria visibilità politica del Partito Democratico, che ha fatto venir meno la disponibilità ad eventuali candidature all’interno della predetta lista, sia per la non chiarezza sui contenuti programmatici». Giunge poi in chiusura la diffida all’utilizzo del simbolo nel corso delle prossime elezioni amministrative, fatto salve eventuali decisioni dei livelli superiori del partito, i quali però se ne dovranno assumere le responsabilità, come afferma in chiusura Ferrari.

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