La protesta
Cella: «Nessun caso Lega, scelta libera»
CARRARA. «Non abbiamo nulla da commentare: la segreteria ha deciso che marito e moglie non potevano candidarsi. Non si sono mai visti marito e moglie in consiglio comunale». Andrea Cella, segretario...
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CARRARA. «Non abbiamo nulla da commentare: la segreteria ha deciso che marito e moglie non potevano candidarsi. Non si sono mai visti marito e moglie in consiglio comunale». Andrea Cella, segretario provinciale della Lega Nord, taglia corto sulla denuncia di Nicola Pieruccini e Alida Lobascio, coniugi, prima candidati e poi fatti fuori dalla lista del Carroccio a Carrara. I due si sono lamentati di aver visto il loro impegno degli ultimi mesi vanificato dalle decisioni della segreteria provinciale, fino alla decisione di ritirarli dalla candidatura.
«Loro non hanno ruoli all’interno della Lega - spiega Cella - I simpatizzanti entrano nel partito inizialmente come sostenitori e poi, trascorso un anno, posso chiedere di diventare militanti. Ecco, loro erano ad una fase embrionale del percorso. E la segreteria ha preso la sua decisione in libertà, visto che ne aveva piena facoltà».
Cella poi offre la sua versione del finale della vicenda, cercando di spiegare che non esistono dietrologie in questo caso in seno al Carroccio: «Noi volevamo candidare solo Lobascio, sia per una questione di quote rosa sia perché all’inizio la tessera l’ha fatta soltanto lei. Poi però la storia è andata a finire così. Dispiace, ma non serviamo rancore. Inoltre, ora come ora, con le elezioni alle porte, abbiamo ben altro a cui pensare». (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Loro non hanno ruoli all’interno della Lega - spiega Cella - I simpatizzanti entrano nel partito inizialmente come sostenitori e poi, trascorso un anno, posso chiedere di diventare militanti. Ecco, loro erano ad una fase embrionale del percorso. E la segreteria ha preso la sua decisione in libertà, visto che ne aveva piena facoltà».
Cella poi offre la sua versione del finale della vicenda, cercando di spiegare che non esistono dietrologie in questo caso in seno al Carroccio: «Noi volevamo candidare solo Lobascio, sia per una questione di quote rosa sia perché all’inizio la tessera l’ha fatta soltanto lei. Poi però la storia è andata a finire così. Dispiace, ma non serviamo rancore. Inoltre, ora come ora, con le elezioni alle porte, abbiamo ben altro a cui pensare». (al.f.)
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