Il Tirreno

Bullismo, due incontri per conoscere il male 

di Sara Lavorini
Bullismo, due incontri per conoscere il male 

Conferenze ai Quercioli con esperti voluti da Ucipem  «I giovani troppo spesso vivono abbandonati a se stessi»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il bullismo rappresenta una delle espressioni più pericolose del disagio giovanile, nella famiglia e nella società. Spesso è accompagnato, nelle nuove generazioni, anche da altre dannose abitudini: l’esasperato uso dei video giochi, lo stordimento con la musica per via auricolare, il precoce consumo di bevande alcoliche ed infine l’uso di droga, spesso reperita e consumata all’interno di locali dove la fuga dalla realtà è pressoché totale. «La vita moderna ha creato – afferma Giuliano Ronchieri presidente di Ucipem – delle famiglie distratte, in cui la genitorialità orienta la sua funzione quasi esclusivamente alla soddisfazione dei bisogni materiali. I giovani troppo spesso vivono in solitudine la loro crescita, sono abbandonati a se stessi, privi di una guida che li accompagni in un processo di crescita graduale, salda e ancorata a valori certi e duraturi. Hanno smarrito il senso della vita. L’io e il tutto subito, preteso e ottenuto senza fatica, sono i due imperativi che li guidano in un processo di auto affermazione all’interno famiglia e tra i compagni. Il “noi” della fratellanza, della comunione, della mutualità, dell’interesse comune è relegato alla “banda”, al “gruppo di divertimento”, ad un’entità di opposizione».
Allora, in questo vuoto, in cui l’assenza del ruolo dei genitori e la solitudine dei figli, tra il trambusto per il superfluo e l’apparente, il bullismo cova, si nasconde e si muove come una mina vagante. E si spiega, quando esplode, come l’esercizio di una azione punitiva verso il più debole, ma il cui vero destinatario sarebbe colui che lo pratica. Un’azione forte che richiama il desiderio di una guida, di rimproveri e, persino, di punizioni. Che fare per mitigare e per prevenire? «Certo non esistono ricette semplici, soprattutto quando il fenomeno è giunto alla sua manifestazione. Si può, invece, agire facendo prevenzione con una formazione continua dei genitori e degli insegnanti, con un’attenta vigilanza dei nuclei familiari, con una sentita e voluta collaborazione tra scuola, famiglia e istituzioni» . Con questo proposito, il Consultorio Ucipem “La Famiglia”, unitamente ad altre iniziative in fase di progettazione, ha organizzato due incontri sull’argomento. Il preoccupante tema, di drammatica attualità, sarà trattato durante due conferenze presso l’oratorio del Santuario di Quercioli, da Laura Crapanzano, criminologa della polizia municipale del comune di Massa. Il primo è per questa sera (ore 21) “analisi socio-pedagogica del bullismo: come riconoscerlo e come intervenire”. Sabato 20 maggio, alle 21, “Il Bullismo telematico: tra prevenzione ed educazione”. Contrastare il bullismo significa educare gli adulti a prendersi cura dei figli e fornire ai ragazzi, in particolare gli adolescenti, gli anticorpi per contrastare l’insorgere della violenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web