Il Tirreno

Carrara, ladri “antiquari” alla ditta Telara

Carrara, ladri “antiquari” alla ditta Telara

I malviventi hanno portato via tre calcolatrici e due macchine fotografiche d’epoca

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CARRARA. Furto su commissione in una nota ditta di marmo. I ladri sono entrati, di notte, nella azienda Carlo Telara, storica ditta del marmo carrarese.
Hanno rovistato negli scaffali e nei cassetti, senza toccare denaro in contante e assegni. Si sono fatti un caffè alla macchinetta e hanno portato via alcuni reperti importanti (e preziosi) degli archivi storici dell’azienda protetti dalla Sovrintendenza: tre macchine calcolatrici antiche (la ditta Telara è attiva dal 1925) e due macchine fotografiche a soffietto (di proprietà della famiglia Lucchetti).

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Un furto che si tinge di giallo e che, molto probabilmente (le indagini sono in corso e potrebbero avere un ruolo fondamentale le riprese delle telecamere che si trovano nel perimetro dell’azienda) è stato eseguito su commissione. Questa sarebbe la pista su cui si stanno concentrando gli inquirenti: il denaro non è stato asportato, neppure due penne d’oro che erano nei cassetti. Non sono stati toccati i computer e i documenti. Il bottino, su cui i ladri si sono concentrati sono stati proprio i reperti storici della ditta, che, oltre ad avere un valore sul mercato dell’antiquariato (la cifra sarà oggetto di una perizia) rappresentano anche un valore affettivo importante per la famiglia Telara.

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Ad accorgersi del furto è stato il titolare dell’azienda, Carlo Telara. Entrando negli uffici ha trovato scaffali aperti e disordine. I ladri erano entrati, approfittando di un guasto al sistema di allarme, dalla finestra del bagno, utilizzando una scala. Una volta all’interno hanno cercato e trovato, in breve tempo, le macchine che cercavano. Poi hanno avuto il tempo per fare un caffè espresso e per magiare un lecca lecca che si trovava in una delle scrivanie.
Ma proprio questo break pausa caffè prima di portare via la refurtiva potrebbe avere conseguenze pesanti per i malviventi. La scientifica ha effettuato tutti i rilievi, anche sulle impronte digitali lasciate nell’ufficio dopo aver messo a segno il colpo.
La merce, intanto, potrebbe già avere preso il volo da Carrara per finire in alcuni circuiti di antiquariato che si occupano principalmente di collezionisti a caccia di reperti industriali antichi.
Alessandra Vivoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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