Il Tirreno

Picchia la compagna e poi si impicca 

Picchia la compagna e poi si impicca 

Il quarantenne soffriva di depressione. Si è tolto la vita con una corda in viale XXV Aprile, ma nessuno si è accorto di lui

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SARZANA. Le ha dato un colpo che le ha fratturato il naso, lasciandola in un lago di sangue. Non le ha nemmeno chiesto come stava: è uscito dall’appartamento che dividevano da qualche tempo e ha sbattuto la porta. Aveva deciso di togliersi la vita e lo ha fatto nel modo più drammatico possibile: impiccandosi a un cartello pubblicitario che si trova a fianco di un negozio di biciclette di viale XXV Aprile. È rimasto così per diverso tempo, nonostante la strada sia trafficatissima anche nelle ore notturne, dato che collega Sarzana a Marinella. Fino a che una guardia giurata non si è accorta che quello appeso non era un fantoccio ma una persona. Ormai senza vita. E ha dato l’allarme.

Ma i carabinieri stavano già cercando quell’uomo, di origini milanesi, perché la compagna, una trentenne sarzanese, era andata al pronto soccorso a farsi medicare. E aveva raccontato al dottore quello che era capitato. Da qui la segnalazione alle forze dell’ordine che ha fatto scattare le ricerche. Anche perché la donna era preoccupatissima, dato che il motivo della lite tra i due era proprio l’intenzione del compagno di farla finita. Il quarantenne soffriva da tempo di una forte depressione e questo spesso lo portava a essere violento. Sabato sera tra la coppia è scoppiata l’ennesima lite, più furiosa del solito.

Non è ancora chiaro se la colluttazione sia nata perché lei ha provato a farlo desistere dal suo intento, oppure perché i due si stessero azzuffando per altri motivi. Comunque quello che è certo è che a un tratto è partito un colpo talmente violento che ha fratturato le ossa nasali alla trentenne. Lei è rimasta tramortita, ma era un pugno che avrebbe messo al tappeto chiunque. E lui ne ha approfittato per scappare. Senza nemmeno accertarsi delle condizioni della ragazza: ha sbattuto la blindata ed è sparito.

Erano circa le 21.30 e il suo corpo senza vita è stato trovato alle 23.30. Non si sa cosa abbia fatto in questo arco di tempo. Siccome l’abitazione della coppia non si trova troppo distante dal viale, probabilmente ha girovagato per un po’ eppoi ha raggiunto il cancello del negozio di biciclette. Il cartello pubblicitario si trova in alto, ma c’è un muretto e basta metterci un piede sopra per raggiungere la sbarra di ferro dove poi il quarantenne ha attaccato la corda che ha stretto al collo. Una fine tremenda, lenta e straziante. Ancor di più perché avvenuta in una strada dove passano tantissime auto. Ma vuoi l’oscurità, vuoi la posizione di quel cartello, nessuno si è accorto di quello che stava avvenendo oppure era avvenuto.

Solo un vigilante, arrivato nei pressi della recinzione della rivendita/officina per controllare che tutto fosse a posto, si è trovato a tu per tu con quella figura che penzolava dall’alto. E facendo luce con gli abbaglianti ha visto che non era un fantoccio ma una persona. Ha chiamato il 112 e una pattuglia dei carabinieri è arrivata nel giro di pochi istanti. L’identificazione è stata immediata, dato che aveva i documenti all’interno del portafoglio che teneva nella tasca posteriore dei pantaloni. Non si sa se ha lasciato un biglietto, ma a quanto pare no.

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di Redazione web