La protesta
Rompe la scrivania e minaccia le assistenti
Mattinata di tensione al Distretto socio sanitario. La testimonianza choc di una delle dottoresse
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CARRARA. «Stiamo vivendo una situazione di grande tensione. Minacce e aggressioni sono purtroppo molto, troppo frequenti e rendono difficile poter lavorare con serenità».
Parla una delle due assistenti sociali del Comune di Carrara vittima di una aggressione, l’altra mattina, nella sede del Distretto socio sanitario di piazza Sacco e Vanzetti. Il racconto è quello di una mattinata ad altissima tensione.
«Si è presentato negli uffici un signore, molto agitato che voleva parlare con la sua assistente sociale di riferimento – racconta la collega che, per ragioni di lavoro e soprattutto per evitare di creare ulteriore tensione preferisce rimanere anonima - Gli ho detto che non era ancora arrivata e lui ha subito dato segni di grande agitazione, insisteva per vederla e per parlarle. Una volta che la collega è arrivata in Distretto le ho detto di ricevere il suo assistito nel mio ufficio, visto che la situazione era già complicata». «La mia collega - continua il racconto - lo ha fatto accomodare, io ero all’altra scrivania: l’uomo aveva fatto richiesta per un contributo economico e la commissione l’aveva respinta. La collega ha provato a spiegargli le ragioni ma lui non le ha dato modo: ha cominciato a urlare, ha afferrato la scrivanie e prima l’ha spinta contro la mia collega, schiacciandola contro il muro. Poi l’ha sollevata più volte, fino a spaccarla».
«Ma non è finita qui – continua il racconto una delle due assistenti sociali vittime dell’aggressione – Io a quel punto ho provato a uscire per chiedere aiuto. Lui ha intercettato il mio sguardo e mi ha detto: stai ferma lì. Poi ha preso a calci il cestino della carta, e scaraventato la sedia contro il muro e si è allontanato».
Ma, nel frattempo le colleghe dell’Asl, che lavorano nella stessa palazzina del Distretto, davanti al monoblocco, avevano chiamato i carabinieri che sono arrivati e hanno ascoltato il resoconto dei fatti da parte delle due assistenti sociali. «Purtroppo non è il primo episodio di questo genere – racconta la dottoressa – solo poche settimane fa una signora ha spaccato la porta a vetri ed è entrata minacciandoci. Io e la mia collega ci siamo chiuse dentro l’ufficio e siamo state costrette a scappare dalla finestra. È una situazione davvero difficile».
(a.v.)
Parla una delle due assistenti sociali del Comune di Carrara vittima di una aggressione, l’altra mattina, nella sede del Distretto socio sanitario di piazza Sacco e Vanzetti. Il racconto è quello di una mattinata ad altissima tensione.
«Si è presentato negli uffici un signore, molto agitato che voleva parlare con la sua assistente sociale di riferimento – racconta la collega che, per ragioni di lavoro e soprattutto per evitare di creare ulteriore tensione preferisce rimanere anonima - Gli ho detto che non era ancora arrivata e lui ha subito dato segni di grande agitazione, insisteva per vederla e per parlarle. Una volta che la collega è arrivata in Distretto le ho detto di ricevere il suo assistito nel mio ufficio, visto che la situazione era già complicata». «La mia collega - continua il racconto - lo ha fatto accomodare, io ero all’altra scrivania: l’uomo aveva fatto richiesta per un contributo economico e la commissione l’aveva respinta. La collega ha provato a spiegargli le ragioni ma lui non le ha dato modo: ha cominciato a urlare, ha afferrato la scrivanie e prima l’ha spinta contro la mia collega, schiacciandola contro il muro. Poi l’ha sollevata più volte, fino a spaccarla».
«Ma non è finita qui – continua il racconto una delle due assistenti sociali vittime dell’aggressione – Io a quel punto ho provato a uscire per chiedere aiuto. Lui ha intercettato il mio sguardo e mi ha detto: stai ferma lì. Poi ha preso a calci il cestino della carta, e scaraventato la sedia contro il muro e si è allontanato».
Ma, nel frattempo le colleghe dell’Asl, che lavorano nella stessa palazzina del Distretto, davanti al monoblocco, avevano chiamato i carabinieri che sono arrivati e hanno ascoltato il resoconto dei fatti da parte delle due assistenti sociali. «Purtroppo non è il primo episodio di questo genere – racconta la dottoressa – solo poche settimane fa una signora ha spaccato la porta a vetri ed è entrata minacciandoci. Io e la mia collega ci siamo chiuse dentro l’ufficio e siamo state costrette a scappare dalla finestra. È una situazione davvero difficile».
(a.v.)
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