Gioco
Guerra legale nel Pd, contestati atti e commissariamento
Il ricorso di Vannucci è firmato dal legale Alessio Menconi Il partito a sostegno di Zanetti è assistito dal prof. Carrozza
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CARRARA. Ci sono gli atti, non solo il simbolo del partito democratico, al centro della vicenda giudiziaria che vede l’una contro l’altra, nell’aula del tribunale di Massa lo zoccolo duro del Pd carrarese (quello che sostiene la candidatura a sindaco di Andrea Vannucci) e l’altra anima del partito, quella del commissariamento e del candidato Andrea Zanetti. E ci sono due noti legali: l’avvocato del foro di Massa Alessio Menconi (che ha firmato il ricorso presentato da Vannucci) e il professor pisano Paolo Carrozza a tutelare gli interessi del Pd post commissariamento.
L’appuntamento, lo ricordiamo, è fissato per il prossimo martedì: l’udienza dell’altro pomeriggio infatti è slittata per un problema di notifica.
Ma intanto, per quel che riguarda il ricorso, a finire nel mirino della contestazione sono gli atti: in particolare l’annullamento dell’assemblea del Pd comunale e le modalità del commissariamento.
Secondo il partito carrarese che ha presentato il ricorso al giudice l’assemblea che aveva individuato la candidatura a sindaco di Andrea Vannucci sarebbe stata annullata in manier aimpropria. : in sostanza si sostiene una linea precisa e cioè che i probi viri avrebbero dovuto semplicemente fare mettere in calendario una nuova assemblema, senza arrivare al commissariamento. E per quel che riguarda le primarie, o meglio il passaggio del Pd carrarese di Raffaele Parrini direttamente all’assemblea comunale, nel ricorso si sostiene di avere agito nel rispetto del regolamento.
Insomma sono gli atti che hanno portato, in ultima battuta alla candidatura di Andrea Zanetti a essere al centro del ricorso che attiene, comunque, anche il simbolo del Partito democratico. Simbolo conteso e su cui Andrea Vannucci e parte del Pd carrarese che con lui si è schierata anche nella sfida alle amministrative dell’11 giugno, accampa pieno diritto.
In attesa di conoscere il parere dle giudice, che dovrebbe esprimersi proprio nella stessa giornata di martedì, i diretti interessati preferiscono non intervenire e non rilasciare alcun commento. Stessa linea anche da parte del commissario del Pd, Gianni Anselmi che dal ricorso viene chiamato in causa più volte, anche per quel che attiene la scelta del candidato (Andrea Zanetti): scelta che per Vannucci co. sarebbe stata non condivisa ma imposta dai vertici fiorentini del parrito in continuità con l’amministrazione uscente.
(a. v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’appuntamento, lo ricordiamo, è fissato per il prossimo martedì: l’udienza dell’altro pomeriggio infatti è slittata per un problema di notifica.
Ma intanto, per quel che riguarda il ricorso, a finire nel mirino della contestazione sono gli atti: in particolare l’annullamento dell’assemblea del Pd comunale e le modalità del commissariamento.
Secondo il partito carrarese che ha presentato il ricorso al giudice l’assemblea che aveva individuato la candidatura a sindaco di Andrea Vannucci sarebbe stata annullata in manier aimpropria. : in sostanza si sostiene una linea precisa e cioè che i probi viri avrebbero dovuto semplicemente fare mettere in calendario una nuova assemblema, senza arrivare al commissariamento. E per quel che riguarda le primarie, o meglio il passaggio del Pd carrarese di Raffaele Parrini direttamente all’assemblea comunale, nel ricorso si sostiene di avere agito nel rispetto del regolamento.
Insomma sono gli atti che hanno portato, in ultima battuta alla candidatura di Andrea Zanetti a essere al centro del ricorso che attiene, comunque, anche il simbolo del Partito democratico. Simbolo conteso e su cui Andrea Vannucci e parte del Pd carrarese che con lui si è schierata anche nella sfida alle amministrative dell’11 giugno, accampa pieno diritto.
In attesa di conoscere il parere dle giudice, che dovrebbe esprimersi proprio nella stessa giornata di martedì, i diretti interessati preferiscono non intervenire e non rilasciare alcun commento. Stessa linea anche da parte del commissario del Pd, Gianni Anselmi che dal ricorso viene chiamato in causa più volte, anche per quel che attiene la scelta del candidato (Andrea Zanetti): scelta che per Vannucci co. sarebbe stata non condivisa ma imposta dai vertici fiorentini del parrito in continuità con l’amministrazione uscente.
(a. v.)
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