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Maxi operazione al casello Fermati con 10 chili di cocaina
A Sarzana la guardia di finanza ha bloccato il boss dominicano “El Principe” e altri cinque aiutanti Per non insospettire i criminali i militari si sono travestiti da lavoratori delle autostrade
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SARZANA. Si chiama Leandro Matos Herasme, 44 anni, dominicano residente a Madrid soprannominato 'El principe', il boss del traffico internazionale di stupefacenti arrestato dalla Guardia di Finanza della Spezia nell'ambito della maxi operazione avvenuta al casello autostradale di Sarzana che ha portato al sequestro di dieci chilogrammi di cocaina destinati al mercato locale e a sei arresti.
Per beccarlo gli uomini delle fiamma gialle si sono camuffati da lavoratori dell’autostrada, facendo sì che il trafficante e il gruppetto di aiutanti cadesse nella trappola senza insospettirsi se non quando ormai erano praticamente scattate le manette.
Due le auto utilizzate per la 'staffetta': una Honda Civic e quella col carico di droga, una Ford Fiesta. Su quest'ultima c'erano due giovani spezzini, un disoccupato di 28 anni, Pier Luca Marigliari, e una ragazza di 22 anni Giulia Sabatini.
Nell'altra auto, assieme al boss, viaggiavano Paulinho Raulin Mota di 31 anni, Juan Josè Castillo Polanco, 37 anni, residente a Madrid, Jullermo Taveras Velez, 60 anni, con dimora a Barcellona. Il carico di droga era stato imbarcato nella zona di Parma.
Da tempo erano seguiti nei loro spostamenti tra la Spagna e l’Italia; le investigazioni, hanno permesso di individuare e delineare i ruoli svolti da ciascun membro di un gruppo criminale dedito al traffico di stupefacenti in città e provincia.
Nella giornata di ieri, dopo lunghi pedinamenti e servizi occulti, la banda di narcotrafficanti, capitanata guidata dal dominicando “El Principe”, è stata intercettata ed inseguita in autostrada insieme ad una coppia di insospettabili italiani, residenti in città.
Al casello di Sarzana le due utilitarie sono state fermate e gli occupanti immobilizzati e neutralizzati da una nutrita squadra di finanzieri che si era mimetizzata tra gli addetti al servizio dell’autostrada.
A seguito della perquisizione sono stati scoperti ben dieci chili cocaina confezionati in modo “industriale” in circa 40 buste sottovuoto, un espediente utilizzato al fine di evitare il fiuto dei cani antidroga. Ma questa volta non c’è stato bisogno del loro intervento. I successivi controlli nelle le abitazioni dei fermati, tutti in città, hanno permesso di rinvenire ulteriori elementi utili per delineare le responsabilità della banda di trafficanti, tra cui telefoni cellulari ed altri stupefacenti.
Al termine delle operazioni il procuratore della Repubblica ha disposto che i fermati venissero associati al carcere di via Fontevivo, mentre la ragazza a quello femminile di Genova-Pontedecimo. Gli oltre 10 chili di cocaina sequestrata, di ottima qualità e ancora da “tagliare”, avrebbero portato in tasca ai trafficanti un ricavo superiore ad un milione di euro se venduti al dettaglio.
Per beccarlo gli uomini delle fiamma gialle si sono camuffati da lavoratori dell’autostrada, facendo sì che il trafficante e il gruppetto di aiutanti cadesse nella trappola senza insospettirsi se non quando ormai erano praticamente scattate le manette.
Due le auto utilizzate per la 'staffetta': una Honda Civic e quella col carico di droga, una Ford Fiesta. Su quest'ultima c'erano due giovani spezzini, un disoccupato di 28 anni, Pier Luca Marigliari, e una ragazza di 22 anni Giulia Sabatini.
Nell'altra auto, assieme al boss, viaggiavano Paulinho Raulin Mota di 31 anni, Juan Josè Castillo Polanco, 37 anni, residente a Madrid, Jullermo Taveras Velez, 60 anni, con dimora a Barcellona. Il carico di droga era stato imbarcato nella zona di Parma.
Da tempo erano seguiti nei loro spostamenti tra la Spagna e l’Italia; le investigazioni, hanno permesso di individuare e delineare i ruoli svolti da ciascun membro di un gruppo criminale dedito al traffico di stupefacenti in città e provincia.
Nella giornata di ieri, dopo lunghi pedinamenti e servizi occulti, la banda di narcotrafficanti, capitanata guidata dal dominicando “El Principe”, è stata intercettata ed inseguita in autostrada insieme ad una coppia di insospettabili italiani, residenti in città.
Al casello di Sarzana le due utilitarie sono state fermate e gli occupanti immobilizzati e neutralizzati da una nutrita squadra di finanzieri che si era mimetizzata tra gli addetti al servizio dell’autostrada.
A seguito della perquisizione sono stati scoperti ben dieci chili cocaina confezionati in modo “industriale” in circa 40 buste sottovuoto, un espediente utilizzato al fine di evitare il fiuto dei cani antidroga. Ma questa volta non c’è stato bisogno del loro intervento. I successivi controlli nelle le abitazioni dei fermati, tutti in città, hanno permesso di rinvenire ulteriori elementi utili per delineare le responsabilità della banda di trafficanti, tra cui telefoni cellulari ed altri stupefacenti.
Al termine delle operazioni il procuratore della Repubblica ha disposto che i fermati venissero associati al carcere di via Fontevivo, mentre la ragazza a quello femminile di Genova-Pontedecimo. Gli oltre 10 chili di cocaina sequestrata, di ottima qualità e ancora da “tagliare”, avrebbero portato in tasca ai trafficanti un ricavo superiore ad un milione di euro se venduti al dettaglio.
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