Il Tirreno

Forno crematorio, oggi il verdetto sull’apertura 

di Cinzia Chiappini
Forno crematorio, oggi il verdetto sull’apertura 

La conferenza dei servizi a Lucca si pronuncerà sull’autorizzazione ambientale Intanto il comitato non rinuncia alla sua battaglia: «Fruibile solo ai residenti»

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CARRARA. L’impianto di cremazione da 1,2 milioni di euro costruito da Apuafarma nel perimetro del cimitero di Turgliano per dare alla città quello che alcuni politici locali hanno definito «un servizio di civiltà» è ormai completato. I lavori per la realizzazione dell’area di sosta adiacente il sito devono ancora essere completati ma il forno crematorio vero e proprio è praticamente pronto. Per la sua entrata in funzione, dunque, sarà decisivo l’esito della conferenza dei servizi che si tiene questa mattina a Lucca e che vedrà riuniti enti quali l’azienda sanitaria Usl Toscana Nord Ovest e Arpat per il rilascio dell’autorizzazione ambientale .
Se da Lucca arriverà il disco verde, intorno alla metà di giugno il tempio crematorio di Turigliano sarà in grado di entrare in funzione. Si tratta di un servizio nuovo per la città in grado di soddisfare la crescente domanda di cremazioni che ha raggiunto ormai le 550-600 richieste all’anno. Fino a questo momento i carraresi sono stati costretti a lunghe e spesso costose trasferte per soddisfare le ultime volontà del caro estinto. Con il nuovo impianto chi vorrà accedere a questa opzione potrà dunque risparmiare tempo e denaro: la tariffa si aggirerà intorno ai 600 euro a cremazione ma saranno previste agevolazioni – si parla di qualche decina di euro di “sconto” – per i residenti. Se da Lucca non dovesse arrivare parere favorevole allora l’attivazione dell'impianto slitterà probabilmente a dopo l’estate, visto che la prossima conferenza dei servizi non si terrà prima di altri due mesi.
Intanto però il comitato “Salute pubblica” - il gruppo fondato da alcuni residenti della zona adiacente Turigliano, inizialmente battezzato i “no-forno” - non se ne sta con le mani in mano e porta avanti la sua battaglia per limitare l’accesso all’impianto ai soli residenti del comune di Carrara. Il comitato infatti ha espresso a più riprese preoccupazioni per le emissioni prodotte dal processo di cremazione e, oltre a chiedere controlli serrati, ha invitato l’amministrazione e Apuafarma a “contingentare” l’utilizzo dell’impianto. Dell’argomento si è dibattuto, a più riprese, anche in consiglio comunale e alla fine Palazzo Civico ha stabilito che a Turigliano saranno cremate al massimo 1000 persone ogni anno.
«Noi non siamo contrari all’impianto, chiediamo però garanzie per chi vive nella zona. Ci sono tanti casi di crematori bloccati per inquinamento, come dimostra il recente stop all’impianto di Massa» spiega la dottoressa Lorenza Giromini, biologa, una delle anime del comitato. Gli avvocati di “Salute pubblica” sono al lavoro proprio per trovare una strategia “legale” che limiti l’utilizzo dell’impianto ai residenti. «Chiediamo solo l’applicazione della delibera 362, quella cioè che riserva l’uso del tempio ai carraresi» conclude la dottoressa Giromini citando uno degli atti approvati dall’amministrazione durante il dibattito sul forno crematorio.

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