Il Tirreno

Almeno due mesi per rialzare il sipario 

Almeno due mesi per rialzare il sipario 

Secondo l’ingegner Macerini è la migliore delle ipotesi. Ma la burocrazia potrebbe ritardare tutto

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CARRARA. La Procura ha deciso, le porte del Teatro degli Animosi possono tornare ad aprirsi ma solo ed esclusivamente per consentire i lavori di adeguamento alla norma. E così a giorni, venerdì o lunedì, il direttore dei lavori Alfredo Macerini, con la “Cooperativa Archeologia” e i Vigili del Fuoco torneranno all’interno dell’edificio per fare il punto sullo stato di avanzamento delle 120 contestazioni che hanno fatto scattare i sigilli. Per conoscere i tempi di riapertura al pubblico del Teatro invece si dovrà attendere quanto meno il faccia a faccia tra i vigili del fuoco e la direzione lavori sull’interpretazione di alcune prescrizioni: «Nella migliore delle ipotesi basteranno un paio di mesi» spiega l’ingegner Macerini precisando che dei 120 punti contestati «una serie sono immediatamente eseguibili appena riaperto il teatro, per altri servono verifiche sul posto e un compenso aggiuntivo per l’impresa mentre per altre ancora serve un’analisi più approfondita«.
Ed è proprio questa terza serie di opere a tenere tutti con il fiato sospeso, soprattutto per gli eventuali adempimenti burocratici che potrebbero comportare. Il direttore dei lavori ribadisce infatti che non ci sono e non ci sono mai state minacce all’incolumità delle persone: «Il teatro era sicuro e nelle condizioni di aprire ma quando si è alzato il sipario mancava ancora qualcuno degli atti previsti dalla legge» spiega Macerini che cita tra le lacune che hanno fatto muovere la Procura, la mancata convocazione della commissione comunale di vigilanza. Si tratta dell’organismo deputato a verificare la corrispondenza tra le carte prodotte da chi ha lavorato sul teatro e quanto è stato effettivamente realizzato: normalmente, dopo la dichiarazione di fine lavori, la commissione effettua un sopralluogo per poi dare l’agibilità all’edificio. Agli Animosi invece, complice la voglia dell’amministrazione di far partire la stagione di prosa, il teatro è stato aperto dietro presentazione delle prove funzionali e del collaudo statico ma senza scia e senza che la commissione di vigilanza sia stata nemmeno convocata. Questo ha complicato il percorso delle ordinanze in deroga emesse dal sindaco Angelo Zubbani per autorizzare le rappresentazioni pur in mancanza dei consueti adempimenti formali.
Insomma, aggiunge il direttore, sul teatro non ci sono “grandi opere” da effettuare si tratta solo di chiarire con i vigili del fuoco l’interpretazione di alcune norme. Il problema è che per questi adempimenti potrebbe essere necessaria la presentazione di una richiesta in deroga al comando regionale dei Vigili del fuoco, cosa che allungherebbe molto i tempi. «Se invece potremo rapportarci con il solo comando provinciale, allora in un paio di mesi saremo in grado di sistemare tutto» conclude l’ingneger Macerini.
Cinzia Chiappini

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