Sicurezza
Morbillo, quattro casi al Noa. I sanitari: «Vaccinatevi»
di Cinzia Chiappini
Da inizio anno in provincia sono una dozzina le persone finite in ospedale Per gli operatori il proliferare è dovuto alla flessione delle vaccinazioni
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Altre quattro persone ricoverate all’Ospedale delle Apuane per morbillo: si tratta di giovani adulti, tra i 35 e i 40 anni, che non versano in condizioni critiche ma vengono comunque tenuti sotto stretto monitoraggio alla luce delle complicazioni anche gravi che può avere soprattutto negli adulti questa malattia infettiva. «Si tratta di episodi che destano grande attenzione perchè il morbillo è molto contagioso: abbiamo preso tutte le precauzioni del caso, anche per il nostro personale ma va detto che si tratta di ordinaria amministrazione» ha precisato Giuliano Biselli, irettore Medico di Presidio dell’Azienda Usl Toscana nord ovest.
Per quanto riguarda la provincia di Massa-Carrara, l’ultimo precedente risale a inizio aprile quando un uomo, anche lui intorno ai 40 anni, era stato ricoverato in viale Mattei per complicazioni da morbillo. Con le ultime quattro degenze sale a una dozzina il numero dei pazienti apuani che da inizio anno sono finiti al Noa per il morbillo: un dato che conferma il trend in corso in tutto il paese e che porta gli esperti a parlare di una vera e propria epidemia.
«Sta succedendo un po’ in tutte le ex Asl, non solo nel nostro territorio ma in generale in Italia» conferma la dottoressa Giuseppina Ghiselli responsabile del servizio Igiene Pubblica e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria locale.
Secondo l’esperta «il problema è che ci sono adulti e bambini non vaccinati e persone che continuano a non vaccinarsi, nemmeno quando si ammala un amico o un parente». Cosa che rappresenta un problema piuttosto preoccupante visto che a detta di tutti gli esperti il morbillo è una malattia altamente infettiva, che si trasmette per via aerea, dunque molto contagiosa. «Invito tutti a vaccinarsi, bambini e adulti, adolescenti e chiunque non abbia avuto la malattia: le complicazioni polmonari del morbillo possono essere pericolose» insiste la dottoressa Ghiselli ricordando che i rischi, per questo tipo di vaccino, sono molto limitati.
Ma la responsabile del servizio Igiene Pubblica è ben consapevole della moda “anti-vaccino” che ormai da qualche anno ha investito anche il nostro paese: «Chi ha dei dubbi si informi, ma lo faccia attraverso i canali giusti» insiste la dottoressa, che parla senza tanti di giri di parole di «un’epidemia in corso che ha raggiunto ormai la fase più acuta e sta iniziando a scemare».
La dottoressa Ghiselli si rivolge infine anche a pediatri e medici di famiglia: «Molto spesso i casi di morbillo non vengono notificati ufficialmente all’azienda. E invece avere un quadro chiaro e preciso della situazione ci aiuterebbe a migliorare le campagne di vaccinazione e dunque la prevenzione» conclude l’esperta.
Per quanto riguarda la provincia di Massa-Carrara, l’ultimo precedente risale a inizio aprile quando un uomo, anche lui intorno ai 40 anni, era stato ricoverato in viale Mattei per complicazioni da morbillo. Con le ultime quattro degenze sale a una dozzina il numero dei pazienti apuani che da inizio anno sono finiti al Noa per il morbillo: un dato che conferma il trend in corso in tutto il paese e che porta gli esperti a parlare di una vera e propria epidemia.
«Sta succedendo un po’ in tutte le ex Asl, non solo nel nostro territorio ma in generale in Italia» conferma la dottoressa Giuseppina Ghiselli responsabile del servizio Igiene Pubblica e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria locale.
Secondo l’esperta «il problema è che ci sono adulti e bambini non vaccinati e persone che continuano a non vaccinarsi, nemmeno quando si ammala un amico o un parente». Cosa che rappresenta un problema piuttosto preoccupante visto che a detta di tutti gli esperti il morbillo è una malattia altamente infettiva, che si trasmette per via aerea, dunque molto contagiosa. «Invito tutti a vaccinarsi, bambini e adulti, adolescenti e chiunque non abbia avuto la malattia: le complicazioni polmonari del morbillo possono essere pericolose» insiste la dottoressa Ghiselli ricordando che i rischi, per questo tipo di vaccino, sono molto limitati.
Ma la responsabile del servizio Igiene Pubblica è ben consapevole della moda “anti-vaccino” che ormai da qualche anno ha investito anche il nostro paese: «Chi ha dei dubbi si informi, ma lo faccia attraverso i canali giusti» insiste la dottoressa, che parla senza tanti di giri di parole di «un’epidemia in corso che ha raggiunto ormai la fase più acuta e sta iniziando a scemare».
La dottoressa Ghiselli si rivolge infine anche a pediatri e medici di famiglia: «Molto spesso i casi di morbillo non vengono notificati ufficialmente all’azienda. E invece avere un quadro chiaro e preciso della situazione ci aiuterebbe a migliorare le campagne di vaccinazione e dunque la prevenzione» conclude l’esperta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
