Il dolore
Cellula neonazista preparava ordigni e ronde punitive
Sei individui legati all’ultradestra indagati dalla procura Avevano una base logistica in una roulotte. «Pericolosi»
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MASSA CARRARA. Neonazisti che volevano realizzare ordigni e fare delle ronde anti immigrati. Anche nella nostra provincia. Pericolosi. Tanto che il procuratore capo di La Spezia Antonio Spataro dopo un anno di indagini ha chiuso il cerchio e ottenuto restrizioni alla libertà di alcune persone residenti nella città ligure e perquisizioni a quelli che vengono ritenuti dei veri e propri covi. Per tre di loro è stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza con il divieto di allontanamento dall'abitazione nelle ore notturne. In tutto gli iscritti nel registro degli indagati sono sei. Italiani, ritenuti responsabili dei reati di "associazione finalizzata all'incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali" e a vario titolo anche per reati di danneggiamento e danneggiamento seguito da incendio aggravati.
L'indagine - il nome dell’operazione è Aurora - è partita a seguito delle denunce presentate ai carabinieri per l'imbrattamento, avvenuto con l'apposizione di svastiche e simboli nazisti, all'esterno della sede del Partito democratico di La Spezia. I sospetti era caduti su alcuni noti militanti dell'ultradestra locale e una perquisizione aveva portato al ritrovamento di armi bianche, materiale documentale e informatico di chiara ispirazione nazista. Da qui Spataro aveva chiesto al comando provinciale dell’Arma di approfondire la questione. Approfondimento che ha consentito di individuare l'esistenza e l'attività di un gruppo clandestino, denominato 'Autonomi NS La Spezia' composto da militanti della frangia più oltranzista dell'estrema destra riconducibili all'area naziskin. Per farsi propaganda affiggevano nelle vie cittadine simboli nazisti e imbrattavano targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista. Con una escalation ritenuta preoccupante dalla procura. Tanto che è stato deciso di agire. Anche perché, secondo i carabinieri, il gruppo stava organizzando ronde illegali punitive, nei confronti di cittadini extracomunitari, e in alcune circostanze ha appiccato il fuoco a raccoglitori di indumenti usati della Caritas diocesana della Spezia e a un macchinario di una cava.
I neonazisti avevano anche una base logistica: una roulotte parcheggiata in una zona boschiva di Follo, nello spezzino, dove i militari ieri mattina hanno trovato istruzioni per fabbricare ordigni rudimentali, realizzabili con componenti di uso comune normalmente in vendita. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto del munizionamento detenuto illegalmente, una balestra, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, nonché materiale documentale propagandistico di ispirazione neonazista e memorie informatiche ora al vaglio degli investigatori.
L’acronimo NS è stato oggetto di particolare attenzione da parte del procuratore capo e del comando provinciale dell’Arma: significa naziskin ma da esso indipendente (per questo l’aggettivo “Autonomi”), ispirato per l’appunto all’ideologia nazionalsocialista, dedito ad attività di propaganda attraverso l’apposizione sulle pubbliche vie della provincia di simboli nazisti e l’imbrattamento attraverso di essi di targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista. Per questo verranno valutati alcuni vandalismi avvenuti nella provincia apuana rimasti ancora senza un colpevole.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
L'indagine - il nome dell’operazione è Aurora - è partita a seguito delle denunce presentate ai carabinieri per l'imbrattamento, avvenuto con l'apposizione di svastiche e simboli nazisti, all'esterno della sede del Partito democratico di La Spezia. I sospetti era caduti su alcuni noti militanti dell'ultradestra locale e una perquisizione aveva portato al ritrovamento di armi bianche, materiale documentale e informatico di chiara ispirazione nazista. Da qui Spataro aveva chiesto al comando provinciale dell’Arma di approfondire la questione. Approfondimento che ha consentito di individuare l'esistenza e l'attività di un gruppo clandestino, denominato 'Autonomi NS La Spezia' composto da militanti della frangia più oltranzista dell'estrema destra riconducibili all'area naziskin. Per farsi propaganda affiggevano nelle vie cittadine simboli nazisti e imbrattavano targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista. Con una escalation ritenuta preoccupante dalla procura. Tanto che è stato deciso di agire. Anche perché, secondo i carabinieri, il gruppo stava organizzando ronde illegali punitive, nei confronti di cittadini extracomunitari, e in alcune circostanze ha appiccato il fuoco a raccoglitori di indumenti usati della Caritas diocesana della Spezia e a un macchinario di una cava.
I neonazisti avevano anche una base logistica: una roulotte parcheggiata in una zona boschiva di Follo, nello spezzino, dove i militari ieri mattina hanno trovato istruzioni per fabbricare ordigni rudimentali, realizzabili con componenti di uso comune normalmente in vendita. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto del munizionamento detenuto illegalmente, una balestra, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, nonché materiale documentale propagandistico di ispirazione neonazista e memorie informatiche ora al vaglio degli investigatori.
L’acronimo NS è stato oggetto di particolare attenzione da parte del procuratore capo e del comando provinciale dell’Arma: significa naziskin ma da esso indipendente (per questo l’aggettivo “Autonomi”), ispirato per l’appunto all’ideologia nazionalsocialista, dedito ad attività di propaganda attraverso l’apposizione sulle pubbliche vie della provincia di simboli nazisti e l’imbrattamento attraverso di essi di targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista. Per questo verranno valutati alcuni vandalismi avvenuti nella provincia apuana rimasti ancora senza un colpevole.
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