Il Tirreno

«La foce piena di sabbia per la scogliera» 

«La foce piena di sabbia per la scogliera» 

Italia Nostra chiede che sia rimossa. L’Anmi, il concessionario: «Si riempiva anche prima che fosse spostata lì» 

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MASSA. Nell’ultimo incontro organizzato da Italia Nostra alle Stanze del Teatro Guglielmi, sul problema dei Parchi Pubblici un esperto geologo ambientalista ha denunciato il cattivo funzionamento della foce del Frigido. Infatti da qualche anno - la tesi di Italia Nostra - «dopo lo spostamento del braccio di scogliera che era posizionato davanti al bagno Arlecchino e cioè molto più a valle verso Viareggio per ricollocarlo a proseguimento dell’argine sinistro del fiume, la foce ogni anno si riempie di sabbia che poi va dragata di continuo a spese pubbliche». «Chiediamo al sindaco — dicono da Italia Nostra -di spiegare i motivi dello spostamento del braccio di scogliera e chi fu l’artefice di questa operazione e se non crede sia arrivato il momento per ristabilire il vecchio progetto liberando la foce dal braccio che la opprime e riportarlo al suo posto». E citano in proposito la Direttiva Quadro sulle acque che prescrive che «per una reale tutela delle acque, i corpi idrici non devono essere oggetto di antropizzazione ma conservare la propria “naturalità”. Per tale motivo deve essere vietato qualsiasi intervento, opera antropica o modifica delle aree di pertinenza dei corpi idrici.) Il Piano di Tutela delle Acque della Toscana dovrebbe contenere le tipologie di interventi da vietare nelle aree del demanio idrico e marittimo ed in particolare nella modifica delle aree di golena degli alvei naturali pennelli. Attuare i progetti predisposti dalla Regione sui corsi d’acqua come il Frigido ed il Carrione significa realizzare opere abusive ed esporre ulteriormente i territori a nuovi rischi idrogeologici ed allo sconvolgimento dei delicati equilibri dinamici dei corsi d’acqua».
A Italia Nostra risponde l’Associazione nazionale marinai d’Italia, tramite il suo presidente Giampiero Bertipagani «Più volte Italia Nostra ha pubblicato articoli nei quali afferma che l’insabbiamento alla foce del Frigido è causato dallo spostamento della scogliera dal bagno Margherita. Anche nell’ultimo, “propone una soluzioneche elimini una volta per tutte il problema dell’insabbiamento della foce. Premesso che, essendo noi concessionari fin dal 1950 del tratto di arenile che insiste sull’argine sinistro del Frigido, sarebbe stato opportuno chiedere anche un nostro parere storico, vogliamo spiegare a Italia Nostra e al suo geologo che la nostra associazione ha a disposizione numeroso materiale fotografico che mostra la foce del Frigido prima dello spostamento del pennello. Da questi documenti, si evince come l’insabbiamento fosse già presente quando il pennello era al suo posto originale — anche in misura maggiore di quanto succede ora — solo che era depositato a sinistra della foce del Frigido e non a destra». E attaccano, sostenendo che l’interessamento di Italia Nostra sia avvenuto solo in tempi recenti.
«Non per provocazione, e non vuole essere il nostro intento, ma solo ad onor del vero, non ricordiamo, prima dello spostamento della scogliera, articoli di Italia Nostra che denunciavano il problema dell’insabbiamento, l’aumento del rischio idraulico né convegni organizzati dalla stessa sull’argomento Si aggiunga che, al contrario di quanto accade ora, ad ogni mareggiata o “fiumana” l’arenile prospiciente lo stabilimento balneare era invaso da legnami e plastica che veniva rimosso dai nostri associati».
Abbandonando la polemica poi l’Associazione lancia una sua proposta per recuperare: «Pensiamo che una soluzione potrebbe essere la riprofilatura dell’argine destro del Frigido spostando il pennello ora ubicato a confine tra il Circolo della Vela e il bagno Rep collocandolo in prosecuzione del predetto argine allungandolo leggermente rispetto al pennello a sinistra. Questo permetterebbe di indirizzare lo scarico in mare aperto dei detriti portati dal fiume, che ora si depositano nella vasca, e d’impedirne il rientro in virtù della prosecuzione dello stesso. Peccato che questo progetto, a leggere i giornali, pur già completamente finanziato dalla Regione Toscana sia previsto da realizzare, dalla stessa Regione, nel 2023, ottimisticamente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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