Sicurezza
Il primo maggio si farà I capigruppo vanno in prefettura
di Manuela D’Angelo
Il prefetto ha spiegato che non si può negare l’autorizzazione Alberti (Pd): «No al concerto alla Comasca, Volpi si attivi»
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MASSA. Il primo maggio di Lotta Studentesca, contro la disoccupazione, si farà, che piaccia, oppure no. Lo ha confermato ieri mattina il prefetto di Massa Carrara Enrico Ricci ai capigruppo del comune di Massa, che gli avevano chiesto un incontro per capire la “pericolosità” di un evento di questo tipo e gli spazi di manovra della politica per evitare disordini.
D’altra parte, lo dice la Costituzione italiana, articolo 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Lo ha ricordato anche il prefetto ai capigruppo: non è possibile negare l’autorizzazione a manifestare, è possibile correggere percorsi e destinazioni, per evitare che si creino problemi di ordine pubblico o che si compiano reati, come l’apologia di fascismo.
L’autorizzazione ai ragazzi di Lotta Studentesca, dunque, è stata data, come vuole la Costituzione, ma con alcune prescrizioni: non potranno effettuare il corteo, come avevano richiesto, dalla piazza della Stazione fino a piazza Garibaldi, tragitto troppo lungo e troppo pieno di “simboli” della Resistenza; non potranno stare neanche all’interno del centro storico, né vicino alla zona industriale, dove invece si terranno le manifestazioni dei sindacati con i lavoratori, ma potranno “sostare” in uno spazio di periferia, lontano da tutto ciò che ricorda o riguarda la sinistra, i partigiani, la Resistenza, le lotte per il lavoro, o le vecchie Camere del lavoro.
Nessuno, ancora, dovrebbe sapere la location scelta dal tavolo di ordine pubblico per la manifestazione stazionaria di Lotta studentesca: il prefetto non l’ha rivelata neanche ai capigruppo, per evitare che si organizzino “visite” improvvise, o che si verifichino contro manifestazioni di militanti di estrema sinistra, con possibili problemi e disagi per tutti.
In realtà il luogo della manifestazione contro la disoccupazione sta già circolando da giorni, come pure il numero di manifestanti che dovrebbero prendere parte alla “anti festa”, circa 200 persone, provenienti anche da altre province toscane.
Tutto, però, si è ridimensionato e tutto sembra sotto controllo, a parte l’amarezza di Forza Nuova, che anche da Roma difende i suoi ragazzi e le loro idee e a parte uno striscione contro la loro manifestazione, apparso il 25 aprile alle poste centrali di Massa, appositamente affisso sotto la sede provinciale di Forza Nuova, che recita: «Il primo maggio è nostro, nessuno spazio agli sciacalli fascisti», firmato dalla “Casa rossa occupata”. Atteggiamenti e iniziative di questo tipo sono quelle che preoccupano Prefettura e forze dell’ordine.
Sui social alcuni consiglieri, non appartenenti alla sinistra locale, si scagliano contro quello che viene definito un “regime”, fatto di “minacce e intimidazioni”; qualcuno attacca i giovani della casa Rossa: «difendono una Costituzione che poi non rispettano».
Il consigliere del Pd Stefano Alberti si appella ancora al sindaco Alessandro Volpi: «Chiediamo un tuo immediato atto che cancelli, almeno, il concerto neofascista in programma al parco della Comasca», ricordando che «durante il fascismo, la festa del 1 maggio fu cancellata e sostituita con il Natale di Roma da celebrare il 21 aprile. Questa data per noi è simbolica ed è vero che la Costituzione prevede la libertà di manifestare, ma prevede anche il reato di ricostituzione del partito fascista, in qualsiasi forma e propaganda». La capogruppo del Pd Giovanna Santi, a seguito dell’incontro con il Prefetto, commenta: «Vorrei dare il meno spazio possibile a questa manifestazione di Lotta Studentesca; invito tutti a partecipare alla manifestazione dei sindacati, e a dar voce ai lavoratori, stando lontani dalle provocazioni e da ciò che non ci appartiene».
D’altra parte, lo dice la Costituzione italiana, articolo 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Lo ha ricordato anche il prefetto ai capigruppo: non è possibile negare l’autorizzazione a manifestare, è possibile correggere percorsi e destinazioni, per evitare che si creino problemi di ordine pubblico o che si compiano reati, come l’apologia di fascismo.
L’autorizzazione ai ragazzi di Lotta Studentesca, dunque, è stata data, come vuole la Costituzione, ma con alcune prescrizioni: non potranno effettuare il corteo, come avevano richiesto, dalla piazza della Stazione fino a piazza Garibaldi, tragitto troppo lungo e troppo pieno di “simboli” della Resistenza; non potranno stare neanche all’interno del centro storico, né vicino alla zona industriale, dove invece si terranno le manifestazioni dei sindacati con i lavoratori, ma potranno “sostare” in uno spazio di periferia, lontano da tutto ciò che ricorda o riguarda la sinistra, i partigiani, la Resistenza, le lotte per il lavoro, o le vecchie Camere del lavoro.
Nessuno, ancora, dovrebbe sapere la location scelta dal tavolo di ordine pubblico per la manifestazione stazionaria di Lotta studentesca: il prefetto non l’ha rivelata neanche ai capigruppo, per evitare che si organizzino “visite” improvvise, o che si verifichino contro manifestazioni di militanti di estrema sinistra, con possibili problemi e disagi per tutti.
In realtà il luogo della manifestazione contro la disoccupazione sta già circolando da giorni, come pure il numero di manifestanti che dovrebbero prendere parte alla “anti festa”, circa 200 persone, provenienti anche da altre province toscane.
Tutto, però, si è ridimensionato e tutto sembra sotto controllo, a parte l’amarezza di Forza Nuova, che anche da Roma difende i suoi ragazzi e le loro idee e a parte uno striscione contro la loro manifestazione, apparso il 25 aprile alle poste centrali di Massa, appositamente affisso sotto la sede provinciale di Forza Nuova, che recita: «Il primo maggio è nostro, nessuno spazio agli sciacalli fascisti», firmato dalla “Casa rossa occupata”. Atteggiamenti e iniziative di questo tipo sono quelle che preoccupano Prefettura e forze dell’ordine.
Sui social alcuni consiglieri, non appartenenti alla sinistra locale, si scagliano contro quello che viene definito un “regime”, fatto di “minacce e intimidazioni”; qualcuno attacca i giovani della casa Rossa: «difendono una Costituzione che poi non rispettano».
Il consigliere del Pd Stefano Alberti si appella ancora al sindaco Alessandro Volpi: «Chiediamo un tuo immediato atto che cancelli, almeno, il concerto neofascista in programma al parco della Comasca», ricordando che «durante il fascismo, la festa del 1 maggio fu cancellata e sostituita con il Natale di Roma da celebrare il 21 aprile. Questa data per noi è simbolica ed è vero che la Costituzione prevede la libertà di manifestare, ma prevede anche il reato di ricostituzione del partito fascista, in qualsiasi forma e propaganda». La capogruppo del Pd Giovanna Santi, a seguito dell’incontro con il Prefetto, commenta: «Vorrei dare il meno spazio possibile a questa manifestazione di Lotta Studentesca; invito tutti a partecipare alla manifestazione dei sindacati, e a dar voce ai lavoratori, stando lontani dalle provocazioni e da ciò che non ci appartiene».
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