Sicurezza
«Grazie Asl, così ci sentiamo più sicuri»
La responsabile prevenzione Pellegri discute le misure con i cavatori. I lavoratori: «Dobbiamo essere i primi a rispettarle»
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«In merito chiedo suggerimenti, voi cosa ne pensate?» domanda alla platea di cavatori radunati in assemblea indetta dai sindacti presso la sala della Marmoteca dell’Imm, l’ingegner Maura Pellegri sull’altezza a cui dovrebbe essere tagliata la bancata di marmo.
La responsabile Asl della Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro ha partecipato infatti all’assemblea dei lavoratori per discutere delle procedure di lavoro in cava: «Vogliamo costruire insieme ai cavatori le procedure di lavoro che si stanno studiando in seguito agli infortuni mortali che sono successi» spiega l’ingegnere.
«Una cosa di questo tipo non è mai stata fatta-fa presente Roberto Venturini della Fillea Cgil - prima di oggi si andava a parlare cava per cava, adesso per la prima volta si è organizzato un incontro con tutti i cavatori: è un buon segno e una bella iniziativa in cui si parlerà non solo di sicurezza ma anche di riordino della normativa della Cassa Integrazione e dell’intenzione di proporre alla Inps di fare rientrare nelle condizioni meteo che ne danno diritto anche i colpi di calore».
«Un discorso sulla sicurezza dopo la scia delle morti bianche in cava e al piano - gli fa eco Giacomo Bondielli di Filca Cisl- era necessario: non si può più continuare a morire di lavoro nel 2017» ed è così anche per Francesco Fulignani che, abbracciando con lo sguardo tutti i cavatori venuti all’incontro, dice: «Siamo in tanti, ce lo aspettavamo perché questo argomento è molto sentito: noi siamo più che contenti e pensiamo di ripeterlo più spesso questa collaborazione con la Asl».
E loro, i cavatori sono in effetti arrivati in tanti, quasi 200, ma sono poco disposti a parlare e a lasciare commenti. Tra i pochi c’è Michele Tartarelli che lavora in cava da 33 anni, che parla anche dell’opportunità secondo lui di creare una scuola-cava dove si imparino le prime nozioni sulla sicurezza e a mandare i mezzi: «Per me la Pellegri ha parlato bene, le misure che ha spiegato sono giuste: comunque da quando è successa l’ultima serie di incidenti le cose sono cambiate molto, perché le regole c’erano anche prima ma non c’era la mentalità giusta e non venivano rispettate: il direttore dei lavori adesso viene un po’ più spesso in cava e adesso se non sei imbragato ti abbaiano subito e hanno ragione! Comunque secondo me l’operaio per primo deve fare attenzione, anche perché il sorvegliante può distrarsi o può essere concentrato a seguire altre operazioni e poi bisogna che la Asl si impegni a venire più spesso».
Anche Lucio Pietro Salini ci spiega la sua opinione. Lui è capocava e fa il cavatore dal 1979. Anche per lui le misure proposte dall’ufficio prevenzione Asl vanno nella direzione giusta: «Secondo me vanno benissimo, anche se magari su alcuni punti ci si potrebbe ragionare: come quando propongono di ribaltare e appoggiare a terra subito le bancate ormai sezionate e tagliate, secondo me dipende, in alcuni casi non è necessario farlo subito e se si è fine giornata di lavoro si può rimandare al giorno dopo». Pienamente d’accordo con quanto proposto in assemblea è anche Mario Paradiso, che ha 60 anni : «Siamo noi cavatori che ci dobbiamo mettere nell’ordine delle idee di mettere in pratica le cose che ci vengono dette»,
La responsabile Asl della Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro ha partecipato infatti all’assemblea dei lavoratori per discutere delle procedure di lavoro in cava: «Vogliamo costruire insieme ai cavatori le procedure di lavoro che si stanno studiando in seguito agli infortuni mortali che sono successi» spiega l’ingegnere.
«Una cosa di questo tipo non è mai stata fatta-fa presente Roberto Venturini della Fillea Cgil - prima di oggi si andava a parlare cava per cava, adesso per la prima volta si è organizzato un incontro con tutti i cavatori: è un buon segno e una bella iniziativa in cui si parlerà non solo di sicurezza ma anche di riordino della normativa della Cassa Integrazione e dell’intenzione di proporre alla Inps di fare rientrare nelle condizioni meteo che ne danno diritto anche i colpi di calore».
«Un discorso sulla sicurezza dopo la scia delle morti bianche in cava e al piano - gli fa eco Giacomo Bondielli di Filca Cisl- era necessario: non si può più continuare a morire di lavoro nel 2017» ed è così anche per Francesco Fulignani che, abbracciando con lo sguardo tutti i cavatori venuti all’incontro, dice: «Siamo in tanti, ce lo aspettavamo perché questo argomento è molto sentito: noi siamo più che contenti e pensiamo di ripeterlo più spesso questa collaborazione con la Asl».
E loro, i cavatori sono in effetti arrivati in tanti, quasi 200, ma sono poco disposti a parlare e a lasciare commenti. Tra i pochi c’è Michele Tartarelli che lavora in cava da 33 anni, che parla anche dell’opportunità secondo lui di creare una scuola-cava dove si imparino le prime nozioni sulla sicurezza e a mandare i mezzi: «Per me la Pellegri ha parlato bene, le misure che ha spiegato sono giuste: comunque da quando è successa l’ultima serie di incidenti le cose sono cambiate molto, perché le regole c’erano anche prima ma non c’era la mentalità giusta e non venivano rispettate: il direttore dei lavori adesso viene un po’ più spesso in cava e adesso se non sei imbragato ti abbaiano subito e hanno ragione! Comunque secondo me l’operaio per primo deve fare attenzione, anche perché il sorvegliante può distrarsi o può essere concentrato a seguire altre operazioni e poi bisogna che la Asl si impegni a venire più spesso».
Anche Lucio Pietro Salini ci spiega la sua opinione. Lui è capocava e fa il cavatore dal 1979. Anche per lui le misure proposte dall’ufficio prevenzione Asl vanno nella direzione giusta: «Secondo me vanno benissimo, anche se magari su alcuni punti ci si potrebbe ragionare: come quando propongono di ribaltare e appoggiare a terra subito le bancate ormai sezionate e tagliate, secondo me dipende, in alcuni casi non è necessario farlo subito e se si è fine giornata di lavoro si può rimandare al giorno dopo». Pienamente d’accordo con quanto proposto in assemblea è anche Mario Paradiso, che ha 60 anni : «Siamo noi cavatori che ci dobbiamo mettere nell’ordine delle idee di mettere in pratica le cose che ci vengono dette»,
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