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«Tempi difficili, serve tranquillità» 

«Tempi difficili, serve tranquillità» 

Giorgio Mori: «Ad oggi non vedo un futuro lieto, ma me lo auguro»

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CARRARA. In una giornata molto significativa per lui, è rimasto costretto a casa con l’influenza e i suoi 94 anni. «Il corpo mi gioca qualche scherzetto, ma lo spirito è forte» dice Giorgio Mori, partigiano ed ex presidente provinciale dell’Anpi. «Se non avessi avuto l’influenza sarei andati senza dubbio a Fosdinovo - assicura - Quei ragazzi riescono non solo ad assicurare una festa capace di ospitare migliaia di persone, ma riescono soprattutto a ricreare lo spirito della Resistenza, con i loro progetti e le loro musiche. A me piacciono particolarmente quelle arrangiate».
Ma se da una parte Mori è ben felici di vedere che lo spirito della Resistenza è ancora vivo in una fetta di giovani, dall’altra storce la bocca preoccupato per come stanno andando le cose: sulle Apuane, in Italia e nel mondo. «È un momento assai complicato - dice il partigiano - Non solo per la situazione politica ma anche per molti altri aspetti. Prendiamo i migranti ad esempio, con da una parte le morti sui barconi nel Mediterraneo e dall’altra il ritorno dei nazionalismi ad essi collegato. Vuole sapere sinceramente cosa penso?». Prego. «Io non lo vedo roseo l’avvenire. Me lo auguro certamente, ma non lo vedo così». Anche il territorio non infonde fiducia in Giorgi. «Adesso c’è questa questione del corteo a Massa, con Anpi e i sindacati che vogliono dire no all’espressione di queste forze neofasciste. Purtroppo c’è un clima pessimo e noi non abbiamo bisogno di violenza, ma di tranquillità. Il mondo è già abbastanza devastato per conto suo, non serve che ci mettiamo anche noi con le nostre città a complicarlo ancora di più. Spero, anche qui, che tutto possa risolversi senza troppi problemi. Ne abbiamo già abbastanza di quelli».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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