Il Tirreno

Agri marmiferi, Zanetti per il percorso partecipativo 

Agri marmiferi, Zanetti per il percorso partecipativo 

Il candidato del Pd: «Tema serio, non sia strumento di campagna elettorale» «Giusta la scelta di rinviare al prossimo mandato. Sarà come la carta costituzionale»

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CARRARA. «Il regolamento agri marmiferi è argomento troppo serio e delicato per farne uno strumento di campagna elettorale». Il candidato del Pd Andrea Zanetti fa alcune considerazione sul tema e sul rinvio al prossimo mandato. E appoggia il percorso partecipativo.
«Dopo la procedura di consultazione – spiega in un comunicato – il gruppo del pd e la coalizione hanno convenuto su rinviare l’approvazione al prossimo mandato. E credo sia stata una scelta saggia. Perché un testo come questo deve diventare una sorta di “carta costituzionale” per la città e deve vedere la massima partecipazione delle diverse parti sociali e degli altri portatori di interesse, come la tutela dell’ambiente o della sicurezza sul lavoro. Il regolamento sugli agri marmiferi dovrà essere davvero espressione di quella nuova concezione di “sostenibilità” sulla quale stiamo definendo il programma».
E sul tema attacca i 5 stelle, tra gli avversari più temibili in questa competizione elettorale. «Dopo aver detto che si doveva approvare un regolamento senza tener conto della legge regionale – attacca Zanetti –,perché sarebbe stata una rinuncia ad esercitare i propri autonomi poteri da parte del Comune, ora accusano la maggioranza di “golpe” perché l’approvazione del testo non sarebbe coerente con il percorso della legge regionale. Del resto agitano il parere dell’antitrust e la sentenza della Consulta fingendo di ignorare che entrambi affermano chiaramente che sulla questione dei beni estimati è necessario un intervento del Parlamento. E quindi un giorno si preoccupano di eventuali ricorsi da parte degli industriali e l’altro si indignano perché il testo non affermerebbe la natura pubblica di tutte le cave carraresi . In compenso, non risulta nemmeno una mezza proposta di legge da parte dei parlamentari pentastellati locali per risolvere la questione».
E racconta la sua verità sulla bozza di regolamento, in sei punti. Primo, «la bozza di regolamento non legittima affatto alcuna forma di proprietà “privata” ma prende atto che esistono situazioni (i beni estimati) di non certa definizione sul piano del diritto (e lo dicono Corte Costituzionale e Antitrust) che non possono essere risolte a livello comunale»
In seconda battuta Zanetti sostiene che il regolamento riafferma i criteri di temporaneità e onerosità delle concessioni delle cave e la necessità che vangano affidate con regolari gare pubbliche
Terzo punto. «Si introducono regole che garantiscono la tracciabilità dei blocchi e le verifiche sulla filiera –sostiene il candiato – per controllare lo sviluppo in città delle attività di trasformazione e di valorizzazione non solo della materia prima ma anche dei prodotti: il regime transitorio resta fissato per legge in 7 anni, il regolamento introduce criteri premiali. Ffno a 18 anni ma solo se le imprese garantiranno la trasformazione in loco del 50 per cento del materiale escavato».
Nei restanti tre punti, dice Zanetti, «si istituisce l’Osservatorio per determinare il valore effettivo dei marmi escavati da sottoporre a imposizione equa, si prevede che nelle gare vengano inserite regole che impediscano concentrazioni e monopoli e sono inserite clausole sociali che garantiscono i livelli occupazionali e i diritti acquisiti dai cavatori nella fase di riassegnazione con gara delle concessioni».
«Insomma – conclude – è un bene che a fronte delle numerose questioni rimaste ancora aperte si sia aperto un percorso partecipato, che dovrà essere mantenuto anche nel futuro».

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