Il Tirreno

Carrara, rinviato il regolamento delle cave

Carrara, rinviato il regolamento delle cave

I capigruppo di maggioranza: «Poco tempo per le osservazioni delle parti sociali»

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CARRARA. Due su due, en-plein. Quelli che pochi mesi fa erano stati indicati come obiettivi di fine legislatura, sono diventati argomento per la prossima. Il Poc, il vecchio regolamento urbanistico, era stato rinviato direttamente dal sindaco Angelo Zubbani pochi giorni fa in consiglio comunale; per quanto riguarda invece il regolamento degli agri marmiferi, nonostante il commissario Pd Gianni Anselmi avesse detto domenica scorsa che il lavoro di Cristiano Bottici, presidente della commissione, era ok, sono i capigruppo consiliari a ufficializzare quello che già era nell’aria, e cioè che del Regolamento delle Cave se ne riparlerà dopo il voto. Fra l’altro, proprio ieri anche Legambiente aveva chiesto il rinvio.
Nella nota, i capigruppo del Pd Roberta Crudeli, del Psi Leonardo Buselli, del Pri Enrico Isoppi e di Carrara Futura Luciano Tonarelli «ritengono che il lavoro e l’impegno della Commissione Marmo e dei gruppi consiliari abbia consentito la stesura di un regolamento in grado di segnare una vera svolta nei rapporti fra il mondo del marmo con la città e con tutte le sue componenti sociali. Un lavoro importante che si è protratto negli ultimi anni e in condizioni di incertezza dovute non certo a mancanza di obiettivi o di volontà politica ma a ripetuti cambiamenti del quadro normativo che peraltro deve essere ancora completato». Si ricorda: «Dopo l’approvazione della Legge Regionale 35/15 che nei concetti fondamentali ha recepito molti degli indirizzi dell’Amministrazione, la Commissione, di concerto con l’Amministrazione e con le forze politiche ha completato la stesura del Regolamento inserendo regole chiare e stringenti per le attività estrattive oltre a recepire, per la prima volta, l’obbligo di gara di evidenza pubblica per l’ottenimento delle concessioni. Il pronunciamento della Corte Costituzionale del settembre 2016, che, con la sentenza numero 288 ha dichiarato illegittimo l’articolo 2 della Legge Regionale 35, che definiva la natura giuridica pubblica dei “beni estimati”, ha purtroppo imposto un ulteriore importante lavoro di revisione del regolamento. È noto a tutti che la Giunta Regionale, in data 10 aprile scorso, ha apportato le modifiche al testo della legge 35, subito recepite nel testo del Regolamento Comunale immediatamente rimodulato dagli uffici comunali per gli aspetti previsti dalla normativa regionale e che quindi poteva essere portato all’esame del consiglio comunale. Negli ultimi giorni, a seguito delle modifiche apportate si sono svolti incontri e consultazioni con associazioni e parti sociali a seguito dei quali i sindacati e le associazioni di categoria, pur dando atto del lavoro svolto, hanno fatto emergere un’oggettiva difficoltà a fornire osservazioni e contributi sui punti maggiormente qualificanti del testo a causa dei tempi ristretti». Insomma, i capigruppo esprimono «apprezzamento per il lavoro fatto che ha portato alla stesura di un regolamento moderno ed efficace», «Purtuttavia, in considerazione del fatto che si tratta di uno strumento di alto valore e di estremo interesse per gli equilibri economici e sociali della città, i capigruppo, tenendo conto dell’imminente scadenza del consiglio comunale e recependo le posizioni espresse dalle parti sociali, ritengono opportuno consegnare agli atti di questa legislatura il testo elaborato che costituirà, senza alcun dubbio, una piattaforma di lavoro importante a disposizione della prossima amministrazione».

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