Il Tirreno

Discussione sul destino della Lista Trump. Parlano i protagonisti: «Ma tutto è finito lì» 

Diverbio dai toni accesi fra Gianni Musetti e Caffaz 

Diverbio dai toni accesi fra Gianni Musetti e Caffaz 

CARRARA. In città molti parlano di un forte diverbio fra Gianni Musetti, ad oggi candidato a sindaco per la Lista Trump, e Simone Caffaz, che candidato a sindaco lo fu nel 2007 contro Angelo Zubbani...

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CARRARA. In città molti parlano di un forte diverbio fra Gianni Musetti, ad oggi candidato a sindaco per la Lista Trump, e Simone Caffaz, che candidato a sindaco lo fu nel 2007 contro Angelo Zubbani (arrivando al 36% a capo di una coalizione allargata del centrodestra). Niente di meglio, anche alla luce dell’esplodere sui social di tutta una serie di ricostruzioni di quanto avvenuto, che chiedere ai diretti interessati.
In sostanza, quello che emerge è che si è svolta una cena a Fossone, nella quale fra gli argomenti vi erano le strategie future della Lista Trump, e su quale direzione prendere, o alleanza con il centrodestra o altro. Qui la discussione, come spesso accade quando si parla di politica e in particolare a Carrara, avrebbe preso toni accesi ma, assicurano entrambi, il diverbio non è sfociato in altro: pugni sul tavolo, toni alti di voce, ma non uno scontro fisico. Ma perché tanta veemenza?
Forse è meglio partire dall’inizio: Simone Caffaz era stato contattato da Musetti per una serie di consigli, quale esperto, fra l’altro di comunicazione. «Alcuni consigli li ha seguiti, altri no: io ribadisco che non ho mai fatto parte della Lista Trump. Né è mai stata in discussione una mia adesione alla Lista, ho sempre precisato anche al “Tirreno” che non condivido le politiche del presidente degli Stati Uniti Trump; era evidente che non potessi aderire in prima persona. Il diverbio – aggiunge Caffaz – è avvenuto nell’ambito di una discussione politica, ma in realtà ha motivazioni personali: ho percecipito che mi si volesse in qualche modo attribuire un comportamento che non avevo assolutamente tenuto. Penso che su questo nessuno abbia dubbi. Ma se sul momento i toni possono anche essere stati accesi, e per fortuna la politica appassiona ancora, per quanto mi riguarda la cosa è finita lì e francamente mi stupisco di tutto questo can-can; da un lato può anche fare piacere che la gente continui a tirarmi in ballo ma ribadisco che sono al di fuori da questa competizione. In molti mi chiamano per avere consigli, forse perché al pari di Giulio Andreani negli ultimi vent’anni abbiamo avuto il miglior risultato dell’opposizione, ma ormai seguo la politica solo da cittadino. E da cittadino dico che in città ci deve essere un cambiamento, e non può essere un salto nel buio verso i Cinque stelle. Sto ragionando sul votare il candidato che non sia dei 5 Stelle, ma neppure dell’asse Pd-Zubbani, che ha più possibilità di essere eletto. Tutto questo da cittadino”.
Gianni Musetti aggiunge: «In effetti è andata così. Adesso sto facendo una valutazione politica se andare all’unità del centrodestra oppure correre da sindaco con la mia Lista Trump. Una decisione la prenderò la prossima settimana. La mia preferenza è un centrodestra unito per puntare al ballottaggio, e sarei disposto a un passo indietro, pur mantenendo la mia lista Trump».

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