Sicurezza
Confimpresa boccia la Ztl in centro storico
«L’amministrazione dovrebbe verificare quanti negozi hanno chiuso e rivedere in parte la decisione»
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Ztl in centro? «Una bella cosa – interviene Antonio Tarantino, presidente di Confimpresa Toscana – ma, a distanza di quasi due anni dalla partenza, sarebbe doveroso fare un’analisi, una verifica sugli elementi positivi prodotti e su quali problemi ha creato, in particolare al tessuto commerciale del centro città. Tante sono le saracinesche abbassate e molti i negozi storici che hanno chiuso, in via Alberica come in via Bastione, questo dovrebbe indurre chi amministra ad aprire una seria riflessione. Per non parlare poi di un centro storico fatto sempre più di locali "serali e notturni" e che per il resto della giornata diventa scarsamente vissuto. Ma è questa la città del futuro, la città che vogliamo? Il rischio è di veder scomparire i negozi tradizionali per lasciare spazio soprattutto alla movida notturna».
«L’ amministrazione comunale, non da sola – prosegue - , dovrebbe fare una analisi e verificare quanti sono i negozi che sono stati chiusi, cercare di comprenderne le motivazioni e tentare di costruire un progetto di rilancio per l'intero centro città. Oggi si fa presto a dire che se i negozi chiudono è “colpa della crisi”. Sicuramente la recessione economica incide negativamente sulle attività commerciali ma se non si fa nulla per comprendere il motivo e tentare di formulare proposte per impedire questo fenomeno, si finisce nel baratro».
Insomma, per il presidente Tarantino chi amministra dovrebbe chiedersi quanti sono i fondi sfitti e da quanti anni: un dato che dovrebbe preoccupare l'amministrazione e consentirgli di indicare strategie concrete se vuole tentare un progetto di rilancio possibile.
«La scelta della Ztl tutto il giorno è da rivedere almeno parzialmente e invito l’amministrazione a farlo, prendendo esempio da altre città che hanno fatto un passo indietro per non morire. Sarebbe sufficiente magari, chiudere al traffico dalle 18 in poi. Chiaramente ci sono alcune strade del cuore della città che devono restare chiuse, quali via Dante, ma il resto? È difficile abituare le persone a lasciare l’auto e questo è comprensibile, ma in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo, non possiamo permetterci di veder morire il tessuto commerciale di una città, con una emorragia continua di posti di lavoro. Invito l’amministrazione a fare una riflessione, una seria verifica sul numero dei negozi chiusi durante il periodo della Ztl e valutare la riapertura di alcune strade favorendo il ritorno della clientela e quindi la ripresa dell’economia legata al commercio. La mia impressione è che i disagi e i danni subiti dal settore del commercio superino i benefici di tenere Massa chiusa al traffico. Ma non voglio essere io a dirlo: dopo la verifica sarebbe utile un confronto aperto tra amministrazione, cittadini e categorie. Purtroppo – conclude - è stato sottovalutato il profondo dissenso contro la Ztl 24 ore che vedeva la preoccupazione delle categorie di settore, prevedendo la diminuzione della presenza di avventori nel centro storico. Migliorare è possibile».
«L’ amministrazione comunale, non da sola – prosegue - , dovrebbe fare una analisi e verificare quanti sono i negozi che sono stati chiusi, cercare di comprenderne le motivazioni e tentare di costruire un progetto di rilancio per l'intero centro città. Oggi si fa presto a dire che se i negozi chiudono è “colpa della crisi”. Sicuramente la recessione economica incide negativamente sulle attività commerciali ma se non si fa nulla per comprendere il motivo e tentare di formulare proposte per impedire questo fenomeno, si finisce nel baratro».
Insomma, per il presidente Tarantino chi amministra dovrebbe chiedersi quanti sono i fondi sfitti e da quanti anni: un dato che dovrebbe preoccupare l'amministrazione e consentirgli di indicare strategie concrete se vuole tentare un progetto di rilancio possibile.
«La scelta della Ztl tutto il giorno è da rivedere almeno parzialmente e invito l’amministrazione a farlo, prendendo esempio da altre città che hanno fatto un passo indietro per non morire. Sarebbe sufficiente magari, chiudere al traffico dalle 18 in poi. Chiaramente ci sono alcune strade del cuore della città che devono restare chiuse, quali via Dante, ma il resto? È difficile abituare le persone a lasciare l’auto e questo è comprensibile, ma in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo, non possiamo permetterci di veder morire il tessuto commerciale di una città, con una emorragia continua di posti di lavoro. Invito l’amministrazione a fare una riflessione, una seria verifica sul numero dei negozi chiusi durante il periodo della Ztl e valutare la riapertura di alcune strade favorendo il ritorno della clientela e quindi la ripresa dell’economia legata al commercio. La mia impressione è che i disagi e i danni subiti dal settore del commercio superino i benefici di tenere Massa chiusa al traffico. Ma non voglio essere io a dirlo: dopo la verifica sarebbe utile un confronto aperto tra amministrazione, cittadini e categorie. Purtroppo – conclude - è stato sottovalutato il profondo dissenso contro la Ztl 24 ore che vedeva la preoccupazione delle categorie di settore, prevedendo la diminuzione della presenza di avventori nel centro storico. Migliorare è possibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
