Il Tirreno

Regolamento agri marmiferi,  arriva il “no” dei sindacati 

di Luca Barbieri
Regolamento agri marmiferi,  arriva il “no” dei sindacati 

Roberto Venturini (Fillea Cgil): ci sono molti punti della normativa che devono essere definiti meglio Cisl e Filca Cisl: la bozza è decisamente tardiva e pericolosamente inserita nella campagna elettorale

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CARRARA. «Il nuovo regolamento degli agri marmiferi tutela i lavoratori? È opportuno farlo adesso a poche settimane dalle elezioni amministrative?»
A porre queste domande sono state Cgil, Uil, Cobas e Lega dei cavatori all'incontro con la commissione marmo. Al vaglio dei sindacati, appunto, il regolamento degli agri marmiferi che verrà.
Ma non solo domande da parte delle sigle sindacali, perché entrando nel merito della bozza del regolamento ci sono aspetti da definire meglio a loro parere, a partire dalla valutazione dell'offerta.
«Su questo aspetto – ha spiegato infatti Roberto Venturini (Fillea Cgil Massa Carrara) – abbiamo chiesto che siano declinati meglio i requisiti di chi fa l'offerta per la concessione».
Un punto che va a braccetto con un altro, quello sulla concorrenza: «bisogna verificare – ha proseguito Venturini – meglio l'assetto societario per evitare la creazione di monopoli per tutelare sia i lavoratori, ma anche le imprese della zona». No alla formazione di monopoli, dunque, per tutelare imprese e lavoratori.
«Non solo per stabilizzare – ha osservato Venturini – ma anche per assumere più lavoratori a tempo indeterminato. Sull'articolo della decadenza, invece, bisogna che vengano definite meglio le parti che riguardano la sicurezza. E anche quelle che riguardano la filiera». Filiera, assunzioni e più sicurezza, riassumendo, e «un totale di tonnellate da non superare per dipendente».
Ma le osservazioni del mondo sindacale all'amministrazione, in tema di regolamento degli agri marmiferi, non finiscono qui.
«Vogliamo che il mondo sindacale sia compreso nell'Osservatorio del marmo perché per adesso non c'è», ha concluso Roberto Venturini.
A tornare poi sulla tempistica della bozza, ormai giunti a poco meno di due mesi dalle elezioni, anche Cisl e Filca Cisl attraverso una nota.
«Considerato il breve lasso di tempo avuto a disposizione – si legge proprio nella nota – per poter esprimere valutazioni di merito approfondite, soppesate e possibilmente condivisibili, considerato altresì che, curiosamente questa rapida convocazione della parti sociali, è la prima che perviene al sindacato unitario Cgil Cisl Uil dopo mesi forse anni di voluta latitanza in materia, dai tempi del 'distretto lapideo', ormai defunto e colpevolmente mai ricostituito».
Viene quindi ribadito nella stessa nota: «quanto sia importante, in una logica municipalistica carrarese, questo tipo di regolamentazione rispetto ad altre forme regolamentari anche di altri comuni» e «atteso che il Regolamento – continua la nota – che si vuole portare alla attenzione del consiglio comunale, dopo la scelta di coinvolgere la regione Toscana, pretendendo una cornice normativa poi parzialmente stravolta – in materia di beni estimati – dalla corte costituzionale, appare paradossalmente non ancora deliberato dal consiglio regionale ma invece dalla sola Giunta dell'ente toscano, in questo caso e differentemente dal percorso preliminare della legge 35, il tutto avvenuto senza il coinvolgimento delle sigle sindacali confederali regionali».
Insomma una disamina precisa di una questione che riguarda centinaia di lavoratori. E così, pur ribadendo la loro «volontà di svolgere azioni sindacali tese al benessere dei lavoratori, in materia di sicurezza, garanzia del posto di lavoro in caso di chiusura giuridica e successiva apertura di nuove cave o subentro in concessione, rinnovo dei contratti collettivi nazionali e territoriali anche in materia di scivolo pensionistico anticipato contrattuale» dalla Cisl e Filca Cisl fanno sapere che «ritengono di non potersi esprimere nel merito del Regolamento proposto, valutando come assolutamente tardiva la bozza e troppo pericolosamente inserita nella campagna elettorale ormai in essere».
Precisato questo le sigle sindacali «sono ovviamente disponibili – concludono la loro nota – ad un confronto continuo in materia, cosa peraltro come detto non avvenuta, valutando come la strategica adozione dell'atto regolamentare sia condizione imprescindibile per una regolamentazione di questo distretto produttivo, in un'ottica che coniughi il diritto alla escavazione con la sicurezza dei lavoratori, del lavoro ed anche con la necessità di rendere compatibile l'escavazione con l'ambiente dei nostri monti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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