Il Tirreno

Ber-Mar, i re degli automatismi per la sicurezza 

di ALDO ANTOLA
Ber-Mar, i re degli automatismi per la sicurezza 

Un’azienda costruita da zero dal titolare Dodici dipendenti e tecnologie sempre nuove 

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B er-Mar, esempio di azienda che anche in tempo di crisi ha dimostrato di come si può sopravvivere ed anzi crescere. Ed è nata negli anni Ottanta!
Al contrario di tante altre aziende costruite dagli avi e portate avanti, anche se molto bene, dagli eredi, quello della Ber-Mar è l'esempio della forza, volontà, sacrifico ma anche intuizione che un giovane può avere per arrivare al successo, a lasciare agli eredi materiale concreto su cui puntare per il futuro. E' la descrizione precisa di Mario Bertuccelli, cinquantenne, che appena finito l'Ipsia (Istituto professionale statale industria artigianato) si mette al lavoro, un paio di anni di pratica con un elettricista, dove impara i primi segreti e manualità che la scuola non può dare, quindi il servizio militare e quando rientra decide di mettersi in proprio. Ha le idee chiare.
Nella breve esperienza lavorativa è stato con gli occhi bene aperti, ha visto un campo di lavoro nuovo, che lo appassiona ed inizia da solo. E' un terreno che riguarda sempre anche l'elettricità ma è più fine, più specializzato e soprattutto lo vede con molto spazio davanti e proiettato nel futuro. E' quello che riguarda gli automatismi, antifurto, video controllo, chiusure ed aperture elettriche di cancelli, porte, portoni e tutto quanto porta sicurezza nelle case, nei condomini, nelle fabbriche, nelle caserme, ospedali ecc. Insomma da tutte le parti.
«Ho cominciato da solo – inizia il racconto Mario Bartuccelli - cercando la manutenzione delle chiusure sui condomini, pian piano qualcuno mi ha conosciuto poi qualche amministratore ha avuto fiducia in me ed è aumentato il lavoro. Adesso la ditta che mi fornisce tutti questi automatismi, una grande a livello nazionale ed oltre (la Faac, sponsor anche del Bologna calcio in serie A) dopo i primi anni in cui dovevo andare ad acquistare il materiale da un suo esclusivista in Liguria, mi ha dato ampia libertà di fare da solo acquistando direttamente in fabbrica. Ed il lavoro ha avuto un’ulteriore accelerata – continua Mario - soprattutto con gli antifurto e le video controllo e serramenti, diventato molto richiesti negli ultimi anni. Naturalmente la Faac mi ha prima seguito, è una società molto quotata e voleva andare sul sicuro. Dopo pochi mesi, forse un anno, è entrata in campo anche mia moglie, Francesca Ricci. Abbiamo continuato insieme. Grande e decisivo è stato il suo contributo che nel frattempo doveva anche badare alla casa ed ai figli che stavano arrivando (tre figli, Dino di 26 anni, lavora e studia ancora, poi Andrea ( 22 anni) che si è appena diplomato all'Ipsia ed è già in campo, in squadra, e poi la più piccola Chiara (13), che è la mascotte del gruppo con le sue incursioni in azienda».
Un lavoro duro da portare avanti inizialmente?
«Sì è proprio cosi – riprende Bertuccelli – io e mia moglie ci siamo trovati a lavorare anche la notte per sistemare e controllare la contabilità, fatture, bolle ecc perché di giorno eravamo impegnatissimi nel lavoro tecnico sul campo, in giro dove dovevamo operare».
Ma dal movimento e dai mezzi parcheggiati vediamo che adesso la squadra è aumentata!
«Sì dopo i primi anni ed i sacrifici appena raccontati – riprende mister Ber-Mar- abbiamo avuto la necessità di assumere un ragioniere in gamba (Corrado) e già esperto, ed una segretaria valida (Valentina), poi pian piano abbiamo integrato il gruppo di operai tecnici giovani e specializzati: Cesare, Carlo, Roberto e Stefano, ma in precedenza era arrivato a far parte del gruppo anche mio fratello Massimo ed in questi ultimi mesi come già detto mio figlio Andrea».
Insomma da una persona sola adesso lavorano nella Ber-Mar un bel gruppetto di dipendenti, nuovi posti di lavoro in un periodo dove la crisi taglia posti? «Adesso in tutto siamo in dodici – precisa Bertuccelli – e devo dire che abbiamo un bel daffare, ma, e non sta a me dirlo, mi sembra che ci sia buona armonia».
Ed effettivamente è cosi, siamo venuti diverse volte per vari motivi in questa azienda e l'impressione avuta è quella della collaborazione. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che le aziende a livello familiare se condotte bene arrivano al successo. Certo opinioni diverse, specialmente sul terreno tecnico, ci saranno sicuramente ma poi la decisione finale appare la migliore, visto il successo. Naturalmente è una ditta che si occupa di questioni anche delicate, come la videosorveglianza, antifurto, cancelli a chiusure di sicurezza, di ambienti riservati come certi strutture statali (caserme), cliniche, e dunque la garanzia di lavoro e serietà deve essere massima. «Fino all'apertura del Noa ci occupavamo anche degli ospedali di Massa e Carrara – dice Bertuccelli – poi nel nuovo ospedale sono entrati diversi accordi con la ditta costruttrice ma comunque abbiamo gli altri presidi ospedalieri». Visto il tipo di lavoro, tutti automatismi, è possibile che nascano problemi improvvisi, festivi, notturni, insomma emergenze, come le trattate? «Abbiamo la reperibilità -continua Bertuccelli - ed in ogni momento possiamo intervenire. Succede di rado perché le apparecchiature che abbiamo (vedi Faac) danno la massima garanzia, ma può succedere, ed è successo diverse volte, che durante certi blak-out, temporali o altro, serve far ripartire manualmente porte o cancelli con le chiavi che diamo in dotazione ai clienti e molti presi dal panico non le trovano, ci chiamano ed interveniamo».
Casi particolari successi? «Molti, una volta sono restati chiusi all'interno del parcheggio dei mezzi di un “corpo di stato” addetto alla sicurezza della città, siamo dovuti intervenire per “liberarli”», dice ridendo simpaticamente. Ma poi la Ber-Mar è anche una società che pur silenziosamente partecipa alla vita cittadina, specialmente quella sportiva o di solidarietà. Per esempio segue la boxe, il calcio ed il ciclismo prestando sempre i suoi pulmini alle società durante le gare come al Gp Liberazione di Turano, oppure al Buffoni di Montignoso e alle gare femminili del gruppo apuano. Una società mobile, veloce e snella che ha anche capito l'importanza della promozione della sua attività riversando sulla città la sua riconoscenza sotto varie forme pubblicitarie.

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