Il dolore
Appello a Minniti per lo stop a Forza Nuova
di Libero Red Dolce
Mangiaracina (Fn): «Il prefetto ci ha detto che garantirà la libertà di manifestare». Ma la sinistra chiede la retromarcia
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MASSA. L’estrema destra che va in piazza contro il Primo maggio diventa un caso nazionale. La manifestazione di Lotta Studentesca non la vuole nessuno e Martina Nardi con un gruppo di parlamentari del Pd hanno mandato un interrogazione al ministro dell’Interno Marco Minniti chiedendogli «quali azioni intenda promuovere al fine di garantire l'ordine pubblico e il legittimo svolgimento della festa dei lavoratori.»
Ieri è toccato ai rappresentanti di Forza Nuova, la forza politica di cui Lotta Studentesca è l’associazione giovanile, andare a trovare il prefetto Enrico Ricci a Palazzo Ducale. «È stato un incontro conoscitivo che abbiamo chiesto noi – spiega Francesco Mangiaracina, leader di Forza Nuova in provincia – per presentarci con il prefetto. Gli abbiamo fatto presente la nostra attività, quello che facciamo politicamente. Non siamo mai stati un problema, in piazza non abbiamo mai fatto scontri».
L’incontro, a dire di Mangiaracina, è stato positivo. «Il prefetto è stato gentile e ci ha confermato che è sua intenzione garantire la libertà di manifestare a tutti in questa città. Oggi non abbiamo concordato il percorso, che era già stato deciso un mese fa nella discussione del comitato di ordine e sicurezza». Non ha voluto però spiegare come si svolgerà il corteo.
«Per i concerti previsti la sera prima invece non dobbiamo chiedere nessun permesso, li faremo in un’area privata, non servono autorizzazione. Si tratta di una festa privata», ha aggiunto.
Insomma Forza Nuova e Lotta Studentesca continuano a dirsi stupiti dell’attenzione rispetto alla loro manifestazione. «Si tratta di una manifestazione del nostro movimento giovanile – aggiungono – che vuole sottolineare come ci sia ben poco da festeggiare visto che i lavoratori stanno scomparendo».
A questo approccio hanno risposto a muso duro le forze di sinistra apuane. Mercoledì sera si sono date appuntamento all’Anpi, oltre a Cgil, Arci, Prc, Sinistra Anticapitalista e Archivi della Resistenza, una serie di altre realtà antifasciste della provincia, come la Casa Rossa Occupata. Annunciano un presidio democratico in difesa del Primo maggio. Difficile da gestire, se e quando verrà a contatto con il previsto corteo di Lotta Studentesca.
Non hanno ben digerito l’ambiguità del volantino di annuncio della manifestazione. Due righe. Sopra: «In piazza contro il Primo maggio». E sotto, quasi a smorzare: «Della disoccupazione giovanile». Se ci si ferma alla prima riga una dichiarazione di guerra, se si va alla seconda una manifestazione con finalità proprie.
La Filctem Cgil di Massa Carrara, che come sigla dovrebbe aderire al corteo unitario indetto dai sindacati nella zona industriale, ha fatto sapere che se l’autorizzazione verrà confermata sarà «nelle strade di Massa al fianco di tutti coloro che vorranno gridare con tutta la voce che hanno in corpo: “forzanovisti, Massa-Carrara non vi vuole”».
Casa Rossa ha toni ancora più duri sulla sua pagina facebook: «Ci schiereremo con ogni mezzo necessario per fermare il corteo nazionale che forza nuova nella sua componente studentesca intende fare a Massa il Primo maggio. La gravità della provocazione e la natura della ferita che verrebbe inflitta, non lasciano spazio a mediazioni».
Si può dire che la possibilità di un corteo di un’organizzazione neofascista per il Primo maggio ha compattato, al netto delle pratiche diverse, un fronte piuttosto ampio di forze che si richiamano all’esperienza antifascista e di lotta partigiana. Non a caso in molti in questi giorni hanno messo avanti con rinnovato orgoglio la medaglia d’oro alla Resistenza assegnata a Massa. E nel discorso politico il discorso simbolico è un motore potentissimo.
Il prefetto ora potrà decidere se negare o dare delle prescrizioni al corteo. L’annuncio del presidio democratico e dell’intenzione di rispondere alla provocatoria appropriazione di un simbolo qualche grattacapo sull’ordine pubblico di certo lo stanno dando. Probabile la decisione sia annunciata oggi.
Ieri è toccato ai rappresentanti di Forza Nuova, la forza politica di cui Lotta Studentesca è l’associazione giovanile, andare a trovare il prefetto Enrico Ricci a Palazzo Ducale. «È stato un incontro conoscitivo che abbiamo chiesto noi – spiega Francesco Mangiaracina, leader di Forza Nuova in provincia – per presentarci con il prefetto. Gli abbiamo fatto presente la nostra attività, quello che facciamo politicamente. Non siamo mai stati un problema, in piazza non abbiamo mai fatto scontri».
L’incontro, a dire di Mangiaracina, è stato positivo. «Il prefetto è stato gentile e ci ha confermato che è sua intenzione garantire la libertà di manifestare a tutti in questa città. Oggi non abbiamo concordato il percorso, che era già stato deciso un mese fa nella discussione del comitato di ordine e sicurezza». Non ha voluto però spiegare come si svolgerà il corteo.
«Per i concerti previsti la sera prima invece non dobbiamo chiedere nessun permesso, li faremo in un’area privata, non servono autorizzazione. Si tratta di una festa privata», ha aggiunto.
Insomma Forza Nuova e Lotta Studentesca continuano a dirsi stupiti dell’attenzione rispetto alla loro manifestazione. «Si tratta di una manifestazione del nostro movimento giovanile – aggiungono – che vuole sottolineare come ci sia ben poco da festeggiare visto che i lavoratori stanno scomparendo».
A questo approccio hanno risposto a muso duro le forze di sinistra apuane. Mercoledì sera si sono date appuntamento all’Anpi, oltre a Cgil, Arci, Prc, Sinistra Anticapitalista e Archivi della Resistenza, una serie di altre realtà antifasciste della provincia, come la Casa Rossa Occupata. Annunciano un presidio democratico in difesa del Primo maggio. Difficile da gestire, se e quando verrà a contatto con il previsto corteo di Lotta Studentesca.
Non hanno ben digerito l’ambiguità del volantino di annuncio della manifestazione. Due righe. Sopra: «In piazza contro il Primo maggio». E sotto, quasi a smorzare: «Della disoccupazione giovanile». Se ci si ferma alla prima riga una dichiarazione di guerra, se si va alla seconda una manifestazione con finalità proprie.
La Filctem Cgil di Massa Carrara, che come sigla dovrebbe aderire al corteo unitario indetto dai sindacati nella zona industriale, ha fatto sapere che se l’autorizzazione verrà confermata sarà «nelle strade di Massa al fianco di tutti coloro che vorranno gridare con tutta la voce che hanno in corpo: “forzanovisti, Massa-Carrara non vi vuole”».
Casa Rossa ha toni ancora più duri sulla sua pagina facebook: «Ci schiereremo con ogni mezzo necessario per fermare il corteo nazionale che forza nuova nella sua componente studentesca intende fare a Massa il Primo maggio. La gravità della provocazione e la natura della ferita che verrebbe inflitta, non lasciano spazio a mediazioni».
Si può dire che la possibilità di un corteo di un’organizzazione neofascista per il Primo maggio ha compattato, al netto delle pratiche diverse, un fronte piuttosto ampio di forze che si richiamano all’esperienza antifascista e di lotta partigiana. Non a caso in molti in questi giorni hanno messo avanti con rinnovato orgoglio la medaglia d’oro alla Resistenza assegnata a Massa. E nel discorso politico il discorso simbolico è un motore potentissimo.
Il prefetto ora potrà decidere se negare o dare delle prescrizioni al corteo. L’annuncio del presidio democratico e dell’intenzione di rispondere alla provocatoria appropriazione di un simbolo qualche grattacapo sull’ordine pubblico di certo lo stanno dando. Probabile la decisione sia annunciata oggi.
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