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Anpi: «Se vanno in piazza ci sarà un presidio» 

Anpi: «Se vanno in piazza ci sarà un presidio» 

L’associazione dei partigiani ha organizzato una riunione con le realtà antifasciste per organizzarsi

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MASSA. L’Anpi ha convocato una riunione mercoledì sera, con la partecipazione di moltissime realtà antifasciste apuane. Lo scopo è prepararsi per la mobilitazione nel caso in cui il corteo di Lotta Studentesca venga confermato. Se non verrà fermato il corteo si procederà con una mobilitazione, un presidio di piazza.
«I titoli e gli intenti delle iniziative sono estremamente provocatori – dicono da Anpi – e chiaramente strumentali in senso politico. Il richiamo al fascismo che prefigurano è inaccettabile per la città. Per l’1 maggio è previsto addirittura un corteo che sulla locandina recita: “In piazza contro il primo maggio”. Questi annunciati avvenimenti sono, infatti, pericolosi per tre motivi: per il clima di violenza che portano con sé e quindi per la sicurezza dei cittadini; perché rappresentano un oltraggio alla memoria della Resistenza e della Liberazione; perché costituiscono un attentato all’anima democratica della comunità apuana».
A essere attaccato, per l’associazione, è la storia partigiana della città: «La gravità tutta politica di tali iniziative, che puntano ad invadere una città ed una provincia decorate di Medaglia D’Oro per la Resistenza, non sfugge a nessuno e non può essere presa sottogamba come piccolo avvenimento. Queste manifestazioni rappresentano oggettivamente una studiata provocazione fascista di enorme gravità che prende di mira proprio la comunità, i suoi valori, con una valenza simbolica che travalica l’ambito locale».
Anche dall’associazione dei partigiani si fa appello alle istituzioni: «Come Anpi chiediamo pertanto alle autorità che ne hanno la competenza di non autorizzarne lo svolgimento e ricordiamo che le istituzioni, come previsto dalla nostra Costituzione, devono tutelare la vita sociale e politica. Rivendichiamo l’antifascismo come un valore costituzionale che deve essere recepito nella sostanza anche con provvedimenti di diniego di iniziative che sulla base di evidenti segnali si qualifichino come fascismo, e quindi pericolose dal punto i vista sociale, politico e culturale. L’annullamento delle iniziative è un provvedimento che non potrà essere definito antidemocratico, essendo conseguenza di una corretta applicazione normativa. Di fronte all’eventualità dell’autorizzazione, e quindi al conseguente svolgimento delle manifestazioni, la comunità apuana sarà giocoforza portata alla mobilitazione antifascista».

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