Proteste
«E adesso serviranno altri 7 anni?»
I carraresi chiedono quanto tempo ci vorrà perché il sipario torni ad alzarsi
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CARRARA. C’è chi non parla per «eccesso di rabbia», come i titolari della storica drogheria Riacci e chi invece si lascia andare come un fiume in piena, spinto dalla delusione di una speranza durata lo spazio di appena tre mesi.
Per capire l’effetto che hanno fatto i sigilli sul Teatro degli Animosi in città basta fare due chiacchiere con chi, vicino al prestigioso edificio di Piazza Battisti, vive o lavora. «Abbiamo subito per anni le transenne che tappavano l’ingresso della nostra attività e adesso, dopo tre mesi il teatro è chiuso di nuovo. Ricordiamoci che c’è chi, per quel cantiere infinito, ha deciso di spostarsi e lasciare il centro città» commenta Chiara Verzanini di Charme Studio Estetico citando la scelta di Libreria Nuova Avventura. «Finalmente eravamo tornati a vedere un po’di movimento. Non si capisce come dopo 7 anni non siano riusciti a completare tutto. Speriamo adesso non serva altrettanto tempo per riaprilo» dicono all’unisono Giuseppe e Lucilla Santucci, padre e figlia, titolari del ristorante Merope e del bar Leon D’Oro. «Quando ce l’hanno detto siamo cascati dalle nuvole. Sapevamo che gli spettacoli andavano in scena “in deroga” ma non ci aspettavamo certo il sequestro. Negli anni della ristrutturazione, soprattutto quelli del cantiere in piazza, la nostra e le altre attività hanno sofferto tanto» dice Francesco Romano del ristorante “Roma”.
Tra i più “arrabbiati” Andrea Fusani, del Fuorporta: «È un sequestro che per modalità e tempistica lascia perplessi. Pretendiamo che sia fatta chiarezza ma se come sembra si tratta di una questione meramente burocratica, l’atto ci appare spropositato. Dal prossimo giovedì il teatro sarebbe rimasto inattivo per più di un mese, c’era proprio questa urgenza di chiuderlo nel weekend pasquale? ».
Ma non sono solo i commercianti a gridare allo scandalo. «Io sono a lutto! Nemmeno 100 giorni dalla riapertura ed ecco spuntano i sigilli al Teatro Animosi» si rammarica Paola Cocchiararo, appassionata e abbonata alla stagione teatrale. E l’indignazione ha raggiunto anche chi, agli Animosi, non era ancora nemmeno entrato: «Devo dire che la notizia non mi ha sorpreso. Carrara è una città pressapochista dove, quando si chiude un cantiere, resta sempre qualche transenna o qualche cartello in giro» osserva Rita Ansuini, una distinta signora di origini umbre residente da tempo in città.
Ieri mattina poi, a qualche isolato dal Teatro, il candidato sindaco Andrea Zanetti ha inaugurato il suo comitato elettorale. All’iniziativa ha partecipato anche Massimliano Bernardi, assessore ai Lavori Pubblici durante la ristrutturazione del Teatro: «Si tratta di contestazioni di piccola entità. Il comune si era già attivato per provvedere e ci tengo a precisarlo, non c’è stata alcuna anticipazione dei tempi per motivi elettorali. Questi interventi “milionari” hanno sempre dei dettagli che vengono sistemati in corso d’opera e qui la Scia (Segnalazione certificata inizio attività, l’atto che autorizza l’avvio delle opere edili, ndr) era ancora aperta» rassicura l’esponente della giunta che esclude problemi per la sicurezza di spettatori e addetti ai lavori. Visti suoi trascorsi di assessore alla Cultura, non potevamo non chiedere un parere anche ad Andrea Zanetti: «Questa seconda chiusura è un’altra ferita. Bisogna capire come mai dopo una serie di lavori importanti si è arrivati a questo provvedimento».
Intanto un altro candidato sindaco, Gianni Musetti della Lista Trump chiede le dimissioni in blocco, «del dirigente alla Cultura Ildo Fusani e di i tutti i dirigenti che hanno avvallato l’apertura della stagione teatrale»
Cinzia Chiappini
Per capire l’effetto che hanno fatto i sigilli sul Teatro degli Animosi in città basta fare due chiacchiere con chi, vicino al prestigioso edificio di Piazza Battisti, vive o lavora. «Abbiamo subito per anni le transenne che tappavano l’ingresso della nostra attività e adesso, dopo tre mesi il teatro è chiuso di nuovo. Ricordiamoci che c’è chi, per quel cantiere infinito, ha deciso di spostarsi e lasciare il centro città» commenta Chiara Verzanini di Charme Studio Estetico citando la scelta di Libreria Nuova Avventura. «Finalmente eravamo tornati a vedere un po’di movimento. Non si capisce come dopo 7 anni non siano riusciti a completare tutto. Speriamo adesso non serva altrettanto tempo per riaprilo» dicono all’unisono Giuseppe e Lucilla Santucci, padre e figlia, titolari del ristorante Merope e del bar Leon D’Oro. «Quando ce l’hanno detto siamo cascati dalle nuvole. Sapevamo che gli spettacoli andavano in scena “in deroga” ma non ci aspettavamo certo il sequestro. Negli anni della ristrutturazione, soprattutto quelli del cantiere in piazza, la nostra e le altre attività hanno sofferto tanto» dice Francesco Romano del ristorante “Roma”.
Tra i più “arrabbiati” Andrea Fusani, del Fuorporta: «È un sequestro che per modalità e tempistica lascia perplessi. Pretendiamo che sia fatta chiarezza ma se come sembra si tratta di una questione meramente burocratica, l’atto ci appare spropositato. Dal prossimo giovedì il teatro sarebbe rimasto inattivo per più di un mese, c’era proprio questa urgenza di chiuderlo nel weekend pasquale? ».
Ma non sono solo i commercianti a gridare allo scandalo. «Io sono a lutto! Nemmeno 100 giorni dalla riapertura ed ecco spuntano i sigilli al Teatro Animosi» si rammarica Paola Cocchiararo, appassionata e abbonata alla stagione teatrale. E l’indignazione ha raggiunto anche chi, agli Animosi, non era ancora nemmeno entrato: «Devo dire che la notizia non mi ha sorpreso. Carrara è una città pressapochista dove, quando si chiude un cantiere, resta sempre qualche transenna o qualche cartello in giro» osserva Rita Ansuini, una distinta signora di origini umbre residente da tempo in città.
Ieri mattina poi, a qualche isolato dal Teatro, il candidato sindaco Andrea Zanetti ha inaugurato il suo comitato elettorale. All’iniziativa ha partecipato anche Massimliano Bernardi, assessore ai Lavori Pubblici durante la ristrutturazione del Teatro: «Si tratta di contestazioni di piccola entità. Il comune si era già attivato per provvedere e ci tengo a precisarlo, non c’è stata alcuna anticipazione dei tempi per motivi elettorali. Questi interventi “milionari” hanno sempre dei dettagli che vengono sistemati in corso d’opera e qui la Scia (Segnalazione certificata inizio attività, l’atto che autorizza l’avvio delle opere edili, ndr) era ancora aperta» rassicura l’esponente della giunta che esclude problemi per la sicurezza di spettatori e addetti ai lavori. Visti suoi trascorsi di assessore alla Cultura, non potevamo non chiedere un parere anche ad Andrea Zanetti: «Questa seconda chiusura è un’altra ferita. Bisogna capire come mai dopo una serie di lavori importanti si è arrivati a questo provvedimento».
Intanto un altro candidato sindaco, Gianni Musetti della Lista Trump chiede le dimissioni in blocco, «del dirigente alla Cultura Ildo Fusani e di i tutti i dirigenti che hanno avvallato l’apertura della stagione teatrale»
Cinzia Chiappini
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