Sicurezza
«Mio nonno partigiano ma io mi candido con Beppe Grillo»
di CinziaChiappini
Tre commercianti raccontano il percorso verso l’adesione al Movimento Guadagni: odiavo la politica, per questo mi sono avvicinato ai 5 Stelle
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CARRARA. Commercio e rilancio della città, tre candidati del Movimento 5 Stelle ci raccontano la “ricetta” pentastellata per salvare Carrara da degrado e spopolamento e lo fanno da “addetti ai lavori” del settore. Si tratta di idee e proposte diverse, nate sul campo e avanzate da chi è approdato al seguito di Beppe Grillo attraverso percorsi differenti e soprattutto con un bagaglio politico unico, più o meno segnato dalla storia di una città governata da sempre dal centro sinistra.
Sì perché tra i candidati grillini c’è chi arriva da una famiglia che ha vissuto in prima linea la Resistenza e la lotta al nazifascimo, chi è cresciuto in un ambiente più o meno “di sinistra” e chi non si è mai interessato alla politica, ma anzi vi si è avvicinato solo grazie al Movimento.
Cesare Bassani è il titolare di Albert, lo storico negozio di bomboniere del centrro città: origini ebraiche, nonno partigiano, è cresciuto in una famiglia «socialista» che con l’attività di via VII Luglio ha segnato la storia del commercio carrarese. Lui però ha deciso di prendere le distanze dalla tradizione politica non solo famigliare ma anche cittadina perché, racconta, «non c’era più alcun riscontro tra le parole che sentivo dire e quello che veniva fatto, anche e soprattutto a livello locale». E così eccolo candidato, dopo una lunga esperienza come attivista, con il Movimento 5 Stelle: da commerciante è convinto che ci sia bisogno di una «maggiore flessibilità di regole» mentre per il problema dei fondi sfitti, Bassani, rilancia la proposta del sindaco grillino di Augusta, in Sicilia, che ha imposto ai proprietari «luci accese e il decoro delle vetrine».
Diversa la storia di Francesca Rossi, anche lei commerciante del centro città in corsa per un posto in consiglio comunale: «Sono sempre stata una persona di sinistra ma — ammette — non ho mai seguito molto la politica. Quando mi sono messa in proprio, qualche anno fa, ho sentito però l’esigenza di fare qualcosa e mi sono avvicinata al Movimento 5 Stelle tramite alcuni amici». Dal suo negozio di abbigliamento e accessori di via Loris Giorgi reclama «più pulizia e illuminazione, perché — dice — Carrara è bella ma deve ritrovare la sua dignità». Un presupposto indispensabile per il rilancio della città che passa anche attraverso il ripopolamento del centro: «I negozi vivono se c’è gente. Qui mancano spazi di aggregazione: perché allora non pensare a un accordo con il rinnovato Centro dei Gesuiti per tenerlo aperto tutta la settimana? » propone.
Tra i commercianti in quota al Movimento 5 Stelle c’è anche marinello doc, Gabriele Guadagni anche lui “erede” di una famiglia che ha fatto la storia del settore: «Non ho mai fatto politica anzi la odiavo. Mi sono avvicinato al M5S proprio perché non è un partito. A settembre 2016 ho visto su Facebook l’apertura delle candidature e ho deciso di partecipare, mosso dal “voltastomaco”: da commerciante mi rendo conto tutti i giorni che basterebbe davvero poco per rendere Carrara attrattiva a livello europeo e questo poco non è mai stato fatto in 50 anni». Gidò Jr ricorda che la sua famiglia ha chiuso tre negozi in centro città, «perché era impossibile andare avanti e se non si fa qualcosa subito contro il degrado e la mancanza di sicurezza la situazione peggiorerà ancora». E come si inverte, allora, la tendenza? «Servono criteri per stabilire chi può o non può stare in centro, e poi vanno rispettati. In più si devono agevolare le nuove aperture, magari con uno sgravio sulle imposte per tutto il primo anno di attività» conclude Guadagni.
Spunti e idee di chi vive la città “sul campo”, confluiti nel programma con cui, Francesco De Pasquale si presenterà agli elettori: «La nostra proposta si chiama “Cmt” l’acronimo di Cultura, Marmo e Turismo» sintetizza l’aspirante sindaco illustrando la formula grillina per il rilancio della città e del commercio. Ma di cosa si tratta in concreto? «Abbiamo incontrato i vertici dell’Accademia perché non ha senso fare l’apertura straordinaria dei negozi e lasciare chiuse le porte di Palazzo del Principe. Ci siamo confrontati anche con gli artisti locali per una nuova formula di “Studi Aperti”, che permetta di visitare i laboratori tutto l’anno» prosegue. Una filosofia l’insegnante sintetizza in una frase: «le scaglie di marmo che per alcuni escavatori del monte servono per fare il dentifricio, per noi sono sculture ancora da realizzare». E siccome i grillini sanno già da ora che avranno poche risorse a disposizione, «per colpa delle precedenti amministrazioni», l’aspirante sindaco propone di combattere il degrado attraverso «sanzioni ai proprietari che non curano i fondi sfitti ed eliminando imposte sulle insegne storiche, esattamente come succede per le auto d’epoca».
Anche perché, i pentastellati ne sono convinti, «la città ha tante bellezze non sfruttate: il Teatro degli Animosi - propone De Pasquale - potrebbe essere aperto alle visite turistiche e, perché non valorizzare il cimitero monumentale di Marcognano? Anni fa vi fu rappresentata “L’antologia di Spoon River” — ricorda — e la nostra filosofia va proprio in quel solco». Niente eventi una tantum, insiste il candidato sindaco grillino che ha in testa «un sistema coordinato, che guardi agli interessi di tutti e superi il “subcampanilismo” delle ultime amministrazioni che hanno guidato Carrara cercando di soddisfare alcuni interessi particolari con l’effetto - conclude - di disgregare la città»
Sì perché tra i candidati grillini c’è chi arriva da una famiglia che ha vissuto in prima linea la Resistenza e la lotta al nazifascimo, chi è cresciuto in un ambiente più o meno “di sinistra” e chi non si è mai interessato alla politica, ma anzi vi si è avvicinato solo grazie al Movimento.
Cesare Bassani è il titolare di Albert, lo storico negozio di bomboniere del centrro città: origini ebraiche, nonno partigiano, è cresciuto in una famiglia «socialista» che con l’attività di via VII Luglio ha segnato la storia del commercio carrarese. Lui però ha deciso di prendere le distanze dalla tradizione politica non solo famigliare ma anche cittadina perché, racconta, «non c’era più alcun riscontro tra le parole che sentivo dire e quello che veniva fatto, anche e soprattutto a livello locale». E così eccolo candidato, dopo una lunga esperienza come attivista, con il Movimento 5 Stelle: da commerciante è convinto che ci sia bisogno di una «maggiore flessibilità di regole» mentre per il problema dei fondi sfitti, Bassani, rilancia la proposta del sindaco grillino di Augusta, in Sicilia, che ha imposto ai proprietari «luci accese e il decoro delle vetrine».
Diversa la storia di Francesca Rossi, anche lei commerciante del centro città in corsa per un posto in consiglio comunale: «Sono sempre stata una persona di sinistra ma — ammette — non ho mai seguito molto la politica. Quando mi sono messa in proprio, qualche anno fa, ho sentito però l’esigenza di fare qualcosa e mi sono avvicinata al Movimento 5 Stelle tramite alcuni amici». Dal suo negozio di abbigliamento e accessori di via Loris Giorgi reclama «più pulizia e illuminazione, perché — dice — Carrara è bella ma deve ritrovare la sua dignità». Un presupposto indispensabile per il rilancio della città che passa anche attraverso il ripopolamento del centro: «I negozi vivono se c’è gente. Qui mancano spazi di aggregazione: perché allora non pensare a un accordo con il rinnovato Centro dei Gesuiti per tenerlo aperto tutta la settimana? » propone.
Tra i commercianti in quota al Movimento 5 Stelle c’è anche marinello doc, Gabriele Guadagni anche lui “erede” di una famiglia che ha fatto la storia del settore: «Non ho mai fatto politica anzi la odiavo. Mi sono avvicinato al M5S proprio perché non è un partito. A settembre 2016 ho visto su Facebook l’apertura delle candidature e ho deciso di partecipare, mosso dal “voltastomaco”: da commerciante mi rendo conto tutti i giorni che basterebbe davvero poco per rendere Carrara attrattiva a livello europeo e questo poco non è mai stato fatto in 50 anni». Gidò Jr ricorda che la sua famiglia ha chiuso tre negozi in centro città, «perché era impossibile andare avanti e se non si fa qualcosa subito contro il degrado e la mancanza di sicurezza la situazione peggiorerà ancora». E come si inverte, allora, la tendenza? «Servono criteri per stabilire chi può o non può stare in centro, e poi vanno rispettati. In più si devono agevolare le nuove aperture, magari con uno sgravio sulle imposte per tutto il primo anno di attività» conclude Guadagni.
Spunti e idee di chi vive la città “sul campo”, confluiti nel programma con cui, Francesco De Pasquale si presenterà agli elettori: «La nostra proposta si chiama “Cmt” l’acronimo di Cultura, Marmo e Turismo» sintetizza l’aspirante sindaco illustrando la formula grillina per il rilancio della città e del commercio. Ma di cosa si tratta in concreto? «Abbiamo incontrato i vertici dell’Accademia perché non ha senso fare l’apertura straordinaria dei negozi e lasciare chiuse le porte di Palazzo del Principe. Ci siamo confrontati anche con gli artisti locali per una nuova formula di “Studi Aperti”, che permetta di visitare i laboratori tutto l’anno» prosegue. Una filosofia l’insegnante sintetizza in una frase: «le scaglie di marmo che per alcuni escavatori del monte servono per fare il dentifricio, per noi sono sculture ancora da realizzare». E siccome i grillini sanno già da ora che avranno poche risorse a disposizione, «per colpa delle precedenti amministrazioni», l’aspirante sindaco propone di combattere il degrado attraverso «sanzioni ai proprietari che non curano i fondi sfitti ed eliminando imposte sulle insegne storiche, esattamente come succede per le auto d’epoca».
Anche perché, i pentastellati ne sono convinti, «la città ha tante bellezze non sfruttate: il Teatro degli Animosi - propone De Pasquale - potrebbe essere aperto alle visite turistiche e, perché non valorizzare il cimitero monumentale di Marcognano? Anni fa vi fu rappresentata “L’antologia di Spoon River” — ricorda — e la nostra filosofia va proprio in quel solco». Niente eventi una tantum, insiste il candidato sindaco grillino che ha in testa «un sistema coordinato, che guardi agli interessi di tutti e superi il “subcampanilismo” delle ultime amministrazioni che hanno guidato Carrara cercando di soddisfare alcuni interessi particolari con l’effetto - conclude - di disgregare la città»
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