Sicurezza
Asmiu, assenze record: 827 giorni nel 2017
di Manuela D’angelo
Il presidente chiamato in Commissione: in tre mesi una media di 78,8 ore a testa per i 116 dipendenti. «Siamo sotto organico»
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MASSA. Città sporca e problemi di personale: Asmiu non ce la fa con le poche risorse a sua disposizione e denuncia, attraverso il suo amministratore unico Federico Orlando, un assenteismo “fuori dal comune”. Nei primi tre mesi del 2017, 65 operatori su strada hanno accumulato 5.125 ore di assenza, di cui 4.089 ore per malattia e 1.036 per infortunio. Ci sono anche le ore richieste per la 104: 585 e quelle per congedo straordinario, che sono 196. «Una media di 78, 8 ore di assenza a testa — spiega Orlandi chiamato davanti alla commissione Ambiente del Comune di Massa — per un totale di 826 giorni di assenza, in soli tre mesi: 12 giorni in media a testa, lontani dal posto di lavoro».
Se Asmiu avesse un organico all’altezza delle sue esigenze, continua nel suo ragionamento l’amministratore, forse si riuscirebbe a far fronte a questi periodi di assenza, ma gli operatori sono pochi e hanno un’età media di 55 anni: sentono la fatica di un lavoro usurante, che comincia all’alba, con ogni tipo di temperatura, caldo, freddo, neve, pioggia o ghiaccio e che quindi necessita giorni di riposo, «per recuperare a livello fisico — dice sempre Orlandi — e psicologico. Perché avere a che fare con i rifiuti non è facile, né piacevole». I dipendenti di Asmiu sono 116, ma gli operatori su strada, quelli che si sporcano le mani insomma, sono soltanto 86 di cui 18 con inabilità parziali, che ne limitano l’impiego solo ad alcune mansioni. Asmiu non vede assunzioni a tempo indeterminato da almeno tre anni: gli ultimi assunti risalgono ad aprile 2014 quando furono presi 10 addetti; il resto degli ingressi in azienda, fino ad oggi, è stato solo di tre mesi in tre mesi e per 18 operai. «Quando arriva l’estate — spiega Orlandi — andiamo in affanno, perché Asmiu avrebbe bisogno di assumere più persone, visto che i servizi si moltiplicano, ma non abbiamo i soldi per farlo e, a causa delle numerose assenze, siamo costretti a fare ricorso al lavoro interinale. Chi rimane in azienda, poi, non può usufruire delle ferie e l’azienda deve coprire il lavoro che dovrebbero fare 70 operai, su 1400 chilometri di strade cittadine, a volte con la metà delle forze a disposizione. Con circa 12 giorni di assenza in media per ogni operaio salta all’occhio che molti servizi non possono essere garantiti».
Asmiu cerca di coprire comunque il 90 per cento delle sue competenze: raccolta stradale, differenziata a domicilio, campane di vetro, carta e cassonetti, spazzamento delle strade, abbandono dei rifiuti, ingombranti da ritirare a domicilio su appuntamento, pulizia del mercato settimanale, il martedì e venerdì. Ma è dura. Nonostante tutto Orlandi sembra fiducioso e fornisce alla commissione Ambiente dati confortanti sulla raccolta porta a porta, che sta interessando il centro storico di Massa: 690 utenze e 600 tesserini distribuiti per poter accedere alle due isole ecologiche in Ztl; con i bar e i ristoranti che, secondo Orlandi sono quelli che stanno avendo più problemi con la raccolta e più disagi, si arriva a 900 utenze che però ancora non sono state tutte raggiunte dalla campagna informativa. In queste prime tre settimane i dati di Asmiu vedono dai 300 ai 400 accessi al giorno alle isole ecologiche del centro storico, con il 5 per cento in più di raccolta differenziata effettuata e circa 100 tonnellate in meno di rsu (rifiuto solido urbano) prodotto e quindi accumulato dai cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Se Asmiu avesse un organico all’altezza delle sue esigenze, continua nel suo ragionamento l’amministratore, forse si riuscirebbe a far fronte a questi periodi di assenza, ma gli operatori sono pochi e hanno un’età media di 55 anni: sentono la fatica di un lavoro usurante, che comincia all’alba, con ogni tipo di temperatura, caldo, freddo, neve, pioggia o ghiaccio e che quindi necessita giorni di riposo, «per recuperare a livello fisico — dice sempre Orlandi — e psicologico. Perché avere a che fare con i rifiuti non è facile, né piacevole». I dipendenti di Asmiu sono 116, ma gli operatori su strada, quelli che si sporcano le mani insomma, sono soltanto 86 di cui 18 con inabilità parziali, che ne limitano l’impiego solo ad alcune mansioni. Asmiu non vede assunzioni a tempo indeterminato da almeno tre anni: gli ultimi assunti risalgono ad aprile 2014 quando furono presi 10 addetti; il resto degli ingressi in azienda, fino ad oggi, è stato solo di tre mesi in tre mesi e per 18 operai. «Quando arriva l’estate — spiega Orlandi — andiamo in affanno, perché Asmiu avrebbe bisogno di assumere più persone, visto che i servizi si moltiplicano, ma non abbiamo i soldi per farlo e, a causa delle numerose assenze, siamo costretti a fare ricorso al lavoro interinale. Chi rimane in azienda, poi, non può usufruire delle ferie e l’azienda deve coprire il lavoro che dovrebbero fare 70 operai, su 1400 chilometri di strade cittadine, a volte con la metà delle forze a disposizione. Con circa 12 giorni di assenza in media per ogni operaio salta all’occhio che molti servizi non possono essere garantiti».
Asmiu cerca di coprire comunque il 90 per cento delle sue competenze: raccolta stradale, differenziata a domicilio, campane di vetro, carta e cassonetti, spazzamento delle strade, abbandono dei rifiuti, ingombranti da ritirare a domicilio su appuntamento, pulizia del mercato settimanale, il martedì e venerdì. Ma è dura. Nonostante tutto Orlandi sembra fiducioso e fornisce alla commissione Ambiente dati confortanti sulla raccolta porta a porta, che sta interessando il centro storico di Massa: 690 utenze e 600 tesserini distribuiti per poter accedere alle due isole ecologiche in Ztl; con i bar e i ristoranti che, secondo Orlandi sono quelli che stanno avendo più problemi con la raccolta e più disagi, si arriva a 900 utenze che però ancora non sono state tutte raggiunte dalla campagna informativa. In queste prime tre settimane i dati di Asmiu vedono dai 300 ai 400 accessi al giorno alle isole ecologiche del centro storico, con il 5 per cento in più di raccolta differenziata effettuata e circa 100 tonnellate in meno di rsu (rifiuto solido urbano) prodotto e quindi accumulato dai cittadini.
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