Sicurezza
Vannucci scende in campo «Mi candido e faccio causa»
di Alessandra Vivoli
«Sarà la magistratura a stabilire chi ha ragione sulla questione statutaria» L’annuncio: se non avr ò il simbolo la mia lista sarà dei Democratici di Carrara
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CARRARA. «Mi candido a sindaco. Per interpretare le linee del Pd di Carrara e proporre una nuova federazione del popolo di centro sinistra che raccolga tutte le energie migliori della città e sia in grado di dare risposte al grande disagio e alla insoddisfazione che si percepiscono».
È ufficiale. Andrea Vannucci è il nono candidato a sindaco di Carrara alle prossime amministrative dell’11 giugno.
Vannucci ci siamo, allora si candida?
«Sì, ora posso dirlo. Siamo arrivati al punto che le abbiamo provate tutte per convincere chi rappresentata attualmente il partito democratico a capire che hanno preso una strada sbagliata. Non si è voluto capire, questo è il problema. Io sono stato candidato del Pd di Carrara a gennaio, dopo otto mesi di lavoro che ci aveva portato a definire una linea molto chiara. Dobbiamo presentarci agli elettori con i coraggio di ammettere i nostri errori e dicendo che ormai è il momento di voltare pagina rispetto all’amministrazione uscente».
Ma allora esce dal Partito democratico?
«Facciamo chiarezza. Mi candido per interpretare le linee del Pd di Carrara, e mi metto a disposizione di tutte le forze politiche e civiche che vorranno condividere il mio percorso. Io mi sento il vero candidato del Pd di Carrara, scelto democraticamente dagli organi costituiti. Se poi il commissario ne ha imposto un altro, quello sarà il suo candidato».
Quale sarà la sua lista. Che simbolo avrà?
«Cominciamo col dire che visto che la ragione del commissariamento è politica e si continua a raccontare sia stata una scelta statutaria credo sia arrivato il momento di interrompere la querelle e interpellare la magistratura per stabilire chi ha ragione riguardo la questione statutaria. Se non dovessimo ottenere il simbolo ci presenteremo come Democratici di Carrara».
«Le liste si presentano l’11 maggio - aggiunge Vannucci - e noi intanto nei prossimi giorni presenteremo la squadra che, lo ricordo è ancora aperta a chi vorrà dare il proprio contributo».
Perché non ha raccolto l’appello di Anselmi a sostenere Andrea Zanetti?
«Non posso dare il mio contributo a un progetto di continuità perché non ci credo e non ci crede la città. Non c’è stato nemmeno il coraggio di chiedere scusa ai nostri concittadini e pensiamo di cavarcela dicendo “siamo stati buoni ma un po’ sfortunati”».
«Carrara ha bisogno di affrontare la sfida del recupero della fiducia dei suoi cittadini, andando a testa alta e con la schiena dritta, rivendicando una autonomia che hanno cercato di toglierci. Da Firenze, e questo dovrebbe essere chiaro, vogliono comandarci, non proteggerci e Carrara non è una città abituata a farsi comandare».
Nella sua candidatura cosa è cambiato da gennaio a ora?
«Fino a oggi volevo far capire al mio partito che la linea giusta da seguire era la nostra, quella del Pd di Carrara. Oggi mi metto a disposizione di chi pensa non sia giusto che un centro sinistra venga rappresentato da un commissario di Firenze. L’idea di oggi è creare una Federazione che possa concorrere a realizzare un progetto per la città».
Cosa succederà nel Pd?
«Da due mesi stiamo dando un triste spettacolo, la sensazione che si percepisce è che si stia litigando per una eredità piuttosto che per assumerci una grossa responsabilità. Da domani per quanto mi riguarda si parlerà solo di programmi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È ufficiale. Andrea Vannucci è il nono candidato a sindaco di Carrara alle prossime amministrative dell’11 giugno.
Vannucci ci siamo, allora si candida?
«Sì, ora posso dirlo. Siamo arrivati al punto che le abbiamo provate tutte per convincere chi rappresentata attualmente il partito democratico a capire che hanno preso una strada sbagliata. Non si è voluto capire, questo è il problema. Io sono stato candidato del Pd di Carrara a gennaio, dopo otto mesi di lavoro che ci aveva portato a definire una linea molto chiara. Dobbiamo presentarci agli elettori con i coraggio di ammettere i nostri errori e dicendo che ormai è il momento di voltare pagina rispetto all’amministrazione uscente».
Ma allora esce dal Partito democratico?
«Facciamo chiarezza. Mi candido per interpretare le linee del Pd di Carrara, e mi metto a disposizione di tutte le forze politiche e civiche che vorranno condividere il mio percorso. Io mi sento il vero candidato del Pd di Carrara, scelto democraticamente dagli organi costituiti. Se poi il commissario ne ha imposto un altro, quello sarà il suo candidato».
Quale sarà la sua lista. Che simbolo avrà?
«Cominciamo col dire che visto che la ragione del commissariamento è politica e si continua a raccontare sia stata una scelta statutaria credo sia arrivato il momento di interrompere la querelle e interpellare la magistratura per stabilire chi ha ragione riguardo la questione statutaria. Se non dovessimo ottenere il simbolo ci presenteremo come Democratici di Carrara».
«Le liste si presentano l’11 maggio - aggiunge Vannucci - e noi intanto nei prossimi giorni presenteremo la squadra che, lo ricordo è ancora aperta a chi vorrà dare il proprio contributo».
Perché non ha raccolto l’appello di Anselmi a sostenere Andrea Zanetti?
«Non posso dare il mio contributo a un progetto di continuità perché non ci credo e non ci crede la città. Non c’è stato nemmeno il coraggio di chiedere scusa ai nostri concittadini e pensiamo di cavarcela dicendo “siamo stati buoni ma un po’ sfortunati”».
«Carrara ha bisogno di affrontare la sfida del recupero della fiducia dei suoi cittadini, andando a testa alta e con la schiena dritta, rivendicando una autonomia che hanno cercato di toglierci. Da Firenze, e questo dovrebbe essere chiaro, vogliono comandarci, non proteggerci e Carrara non è una città abituata a farsi comandare».
Nella sua candidatura cosa è cambiato da gennaio a ora?
«Fino a oggi volevo far capire al mio partito che la linea giusta da seguire era la nostra, quella del Pd di Carrara. Oggi mi metto a disposizione di chi pensa non sia giusto che un centro sinistra venga rappresentato da un commissario di Firenze. L’idea di oggi è creare una Federazione che possa concorrere a realizzare un progetto per la città».
Cosa succederà nel Pd?
«Da due mesi stiamo dando un triste spettacolo, la sensazione che si percepisce è che si stia litigando per una eredità piuttosto che per assumerci una grossa responsabilità. Da domani per quanto mi riguarda si parlerà solo di programmi».
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