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La Capitaneria indaga sul varo di Ouranus 

La Capitaneria indaga sul varo di Ouranus 

Il refitting dello yacht di lusso di Admiral al centro di un contenzioso tra Nca e un armatore greco

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CARRARA. Ha preso finalmente il largo dal bacino di Nca “Ouranus” uno yacht di lusso costruito un anno fa da Admiral (uno dei marchi del gruppo “The Italian Sea Group” di cui fa parte anche Nca, ndr) e tornato a Marina di Carrara per un restyling da 370 mila euro. Il secondo varo è stato decisamente più travagliato del primo, con tanto di intervento di Capitaneria di Porto e Polizia di Stato. Sì perché martedì sera, intorno alle 18, su viale Colombo c’è stato un gran movimento.
Ouranus è uno yacht da 50 metri della linea di lusso di Admiral: è dotato di sei camere da letto che possono ospitare fino a 12 persone e ha una velocità di crociera di 16 nodi. Dopo averne commissionato il refitting a Nca, l’armatore — una società greca — avrebbe chiesto di rimetterlo in mare all’inizio di questa settimana, in modo da poter essere in patria in tempo per festeggiare la Pasqua Ortodossa. Secondo quanto riferisce Nca, lo yacht è partito martedì sera intorno alle 23 dal cantiere navale, con 3 ore di ritardo rispetto a quanto concordato con l’armatore a causa del malfunzionamento di una gru. In realtà questo è stato forse l’ultimo e il minore dei problemi. I legali di Nca spiegano infatti che l’armatore avrebbe preteso di ritirare lo yacht entro questa settimana senza aver pagato le spese di “ristrutturazione” che ammontano a 370mila euro. Dalla querelle è nato un contenzioso legale che, dicono sempre gli avvocati di Nca, è finito in tribunale con tanto di sequestro dell’imbarcazione, ordinato il 3 aprile dalla Procura di Massa, e successivo deposito a mo’di cauzione su un conto indicato dal tribunale di una somma di 400mila euro, a “garanzia” di Nca. Il decreto ingiuntivo con il quale è stato autorizzato il “prelievo” della somma è arrivato martedì mattina. Cosa che ha permesso all’armatore di levare le ancore nei tempi auspicati se pur con 3 ore di ritardo. Secondo Nca, si sarebbe trattato di un intoppo e di una pura coincidenza. La diatriba tra il cantiere e l’armatore però non è completamente conclusa: sì perché i legali del cantiere riferiscono che il tribunale ha ordinato all’armatore di ripresentarsi a Marina di Carrara il mese prossimo per la verifica peritale che dovrebbe dirimere le contestazioni sollevate dalla società greca sul refitting. La Capitaneria di Porto ha spiegato che «sono in corso attività di indagine che non permettono di rilasciare alcuna dichiarazione».
(c. ch)

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