Il Tirreno

Impugnato il regolamento urbanistico 

di Manuela D’Angelo
Impugnato il regolamento urbanistico 

L’istanza presentata da una nota famiglia massese, il Comune si è costituito in giudizio. L’adozione slitta di almeno un mese

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MASSA. Regolamento Urbanistico: impugnato, la nota famiglia massese Abba, l’atto generale perché, secondo i richiedenti, difforme e in contrasto con il Piano Strutturale. La citazione è di qualche mese fa, il Comune si è già costituito in giudizio, ma il sindaco Alessandro Volpi non appare preoccupato: «Non è stata chiesta nessuna sospensiva, quindi noi continuiamo il nostro lavoro senza intoppi. Il resto è questione di cui si occuperanno gli uffici legali del Comune».
Si è parlato anche di questo ieri pomeriggio quando, alle 15,.30, si è riunita la commissione Urbanistica che avrebbe dovuto iniziare la visione delle osservazioni al regolamento di Massa e invece è costretta ad ulteriori domande, chiarimenti e prese di posizione nei confronti del procedimento in corso. Poiché il materiale, ovvero le 1621 osservazioni, non è ancora stato consegnato ai consiglieri comunali, il presidente della commissione, Luigi Turri (Pd), ha proposto di sospendere le sedute fino a quando non ci sarà «qualcosa di cui parlare». Richiesta ragionevole, commentano anche gli altri consiglieri, se non fosse che qualcosa di cui parlare in realtà per loro c’è: l’impugnazione del regolamento, che preoccupa alcuni membri della commissione di ulteriori complicazioni e ritardi nell’approvazione finale dell’atto, la richiesta, pervenuta da uno studio di geometri, di una integrazione alle osservazioni, quando le pratiche dovrebbero essere già state tutte accettate, senza possibilità di ritocchi e uno studio dell’Università di Pisa su Ronchi — Poveromo, che potrebbe cambiare la possibilità di intervento in quella porzione di territorio.
Il sindaco però, rigetta le velate accuse di “temporeggiamento”: «Ho proposto alla commissione di iniziare la consegna delle osservazioni in ordine cronologico, così come sono pervenute agli uffici, allegando le controdeduzioni dei tecnici relative a quelle pratiche. Le osservazioni sono state quasi tutte valutate dai nostri uffici, ne mancano solo alcune. La delibera di consiglio comunale è pronta, manca la pienezza dell’allegato. La commissione mi ha detto che vuole ricevere le osservazioni tutte insieme, con la delibera di consiglio e le controdeduzioni degli uffici. Se così è, dovranno aspettare ancora qualche settimana, ma mi sembra irragionevole». Non la vedono così alcuni consiglieri: «È la quinta volta che ci riuniamo senza motivo — dice Stefano Alberti (Pd) — quando la commissione ha già votato il metodo con cui intende visionare le osservazioni. Ogni volta il sindaco ci fa una proposta alternativa, chiedendoci di vedere le osservazioni sganciate da qualsiasi valutazione complessiva e noi la rigettiamo. Vorrei essere chiaro: che non si scarichino addosso alla commissione le responsabilità sui ritardi e il timer con cui poi dovremo andare alla lettura degli atti». Il consigliere del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi vorrebbe invece utilizzare il tempo che manca alla consegna del pacchetto delle osservazioni per visionare quella della Regione Toscana: «La risposta alla Regione — spiega Ricciardi — dovrebbe essere stata una delle prime elaborate dagli uffici. Analizziamo intanto le osservazioni istituzionali, di Regione, Provincia e Sovrintendenza, di cui spero ci siano già le controdeduzioni e che ci porteranno via molte sedute, in attesa che gli uffici ci consegnino le altre. Se non c’è ancora la risposta alla Regione, allora sì che la cosa sarebbe molto grave».
Spunta, poi, il caso di una “integrazione ad una osservazione” pervenuta agli uffici qualche giorno fa, quindi, a regola, a giochi fatti: «Lo voglio denunciare pubblicamente — spiega Fabrizio Brizzi (Arancioni)- pare che gli uffici abbiano accettato una integrazione pervenuta da uno studio di geometri, relativa ad una osservazione. Se è vero vorrei che se ne spiegassero i termini e si rendesse trasparente anche quel percorso, visto che nessuno ne sa nulla». Il consigliere di Toscana Attiva Stefano Caruso aggiunge che potrebbe trattarsi di una richiesta arrivata dal comune e non dai geometri, il che renderebbe il caso squisitamente tecnico e null’altro. In ogni caso i consiglieri aspettano la risposta. Infine si parla dell’impugnazione al regolamento il ricorso al Tar è stato inoltrato dalla famiglia Abba e riguarda “difformità e incongruenze” tra il regolamento urbanistico e il Piano Strutturale, di cui dovrebbe essere figlio. Per questo motivo un rappresentante dell’ufficio legale del comune, il dirigente Ticciati e il dirigente Della Pina, sono stati convocati mercoledì prossimo in commissione, per riferire ognuno secondo le proprie competenze in materia. E così passerà un altro mese, mentre il Ru, per legge, deve essere approvato entro luglio 2018, ovvero a tre anni dalla sua adozione, avvenuta nel luglio 2015.
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