Il Tirreno

«Abbiamo perso mezzo milione» lo sfogo dopo il rinvio del Poc 

di Cinzia Chiappini
«Abbiamo perso mezzo milione» lo sfogo dopo il rinvio del Poc 

Luca Corsi racconta la storia ventennale dell’immobile di famiglia che sorge nel cuore di Fossone La proprietà risulta “zona bianca” cioè priva di destinazione urbanistica e dunque non ristrutturabile

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CARRARA. Gli strumenti urbanistici non sono sempre e soltanto argomenti tecnici da addetti ai lavori e di scarso interesse per il “cittadino comune”. Tutt’altro: le sorti di questi atti condizionano spesso in modo concreto la vita e i progetti delle persone. Lo spiega bene Fabio Corsi, residente a Massa ma originario di Carrara che dopo aver appreso sulle pagine del nostro giornale del “naufragio” del Piano Operativo Comunale ha preso carta e penna per scrivere quante e quali conseguenze avrà per lui il rinvio del regolamento alla prossima legislatura.
«Attendiamo quest’atto dal 1997, ho calcolato che in questi vent’anni la mia famiglia ci ha rimesso mezzo milione di euro. Prima o poi ne chiederemo conto al Comune di Carrara» spiega il diretto interessato. Tutto ruota intorno a una proprietà della sua famiglia, 1000 metri quadri di terreno con già edificata un’abitazione di 40 metri di superficie, che sorge a Fossone, nei pressi della vecchia scuola elementare, nel centro del paese. «Questa storia coinvolge tutte le giunte che hanno governato Carrara negli ultimi 20 anni - attacca Corsi - Nel ormai lontano 1997 mio padre presentò un’osservazione al regolamento urbanistico per un terreno posto nel centro di Fossone in cui offriva al Comune di Carrara gratuitamente metà della proprietà per realizzare una strada che migliorasse la viabilità di fronte alle vecchie scuole elementari in cambio dell’edificabilità nella restante parte del terreno su cui è presente una vecchia casa, sprovvista si servizi» ricorda. Quell’osservazione fu bocciata dal consiglio comunale e all’epoca fu ipotizzata, scrive Corsi «l’apposizione di un vincolo di esproprio per realizzare due isole di verde pubblico divise nel mezzo da una strada».
La protesta del proprietario del terreno però non riguarda la mera bocciatura della variante ma piuttosto il fatto che quel sito sia ormai da decenni sprovvisto di una destinazione urbanistica e catalogato come “zona bianca”, quindi in una sorta di limbo burocratico. «Questo di fatto ci impedisce di farci qualsiasi cosa. Non possiamo ristrutturare l’abitazione, nemmeno dotarla di servizi e nel frattempo la viabilità è rimasta quella che era, cioè pericolosa» insiste Corsi convinto che il problema sia politico e non ti natura tecnica. Il proprietario, del resto, non si è arreso al primo tentativo: «Più volte dal 2011 in poi abbiamo cercato di trovare una soluzione con il Comune di Carrara, incontrando personalmente assessori all’urbanistica di ogni epoca». Il tutto inutilmente: senza una variante mirata o un nuovo Poc, l’area resta “intoccabile”. Le ultime speranze erano riposte appunto nell’approvazione del Piano Operativo Comunale lo strumento che ha preso il posto del vecchio Regolamento Urbanistico e che sancisce, nel dettaglio, la destinazione delle varie zone del territorio specificando cosa si può o non si può fare nei vari siti. «E’ obbligo di un’amministrazione pianificare e ripianificare quando decadono i vincoli ma a Carrara questo non è mai accaduto» protesta ancora Corsi, che ammette di essere uscito pubblicamente con la sua segnalazione spinto anche dall’imminente appuntamento con le elezioni amministrative. «Abbiamo voluto raccontare questa storia dopo 20 anni, alla vigilia di un voto comunale decisivo, per ricordare ai cittadini di Carrara che saranno chiamati alle urne per dare un giudizio su una storia politica che, per quanto ci riguarda, è assolutamente lo specchio di un paese che non vuole mai cambiare. Ci auguriamo che i cittadini diano un segnale forte. Un’intera classe dirigente – si sfoga Corsi - deve naufragare travolta dall’arroganza che l’ha contraddistinta e questo lo diciamo con dolore, perché la nostra famiglia proviene da tradizioni democratiche. Auguriamo ai cittadini di Carrara di riprendere in mano le loro istituzioni e riappropriandosene togliendole dalle mani di un sistema di potere ormai compromesso».
Parole pesanti, quelle dell’ex cittadino di Fossone, a cui risponde a distanza il presidente della Commissione Urbanistica Leonardo Buselli (Psi). Il consigliere non entra nel merito del caso specifico, ma si affida a una replica più ampia: «I tecnici incaricati del Poc hanno girato il territorio e fotografato tutto. Hanno preso in esame tutte le osservazioni e le hanno valutate. Purtroppo però sul fine legislatura ci siamo fermati» commenta l’esponente socialista che cita altri casi. Insomma Buselli, da consigliere di lungo corso, sa che erano in tanti in città ad attendere il Poc, per effettuare migliorie e investimenti: « Spero che questi cittadini ci diano comunque fiducia» conclude il presidente della commissione Urbanistica in una sorta di appello “elettorale”a poco meno di due mesi dal voto.

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