Sicurezza
il riconoscimento
Pietro Pietrini nel gotha degli scienziati
di Francesca Vatteroni
CARRARA. Il professor Pietro Pietrini, dal 2015 direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, istituzione accademica pubblica organizzata come scuola di dottorato e centro di ricerca, dà lustro ancora...
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il professor Pietro Pietrini, dal 2015 direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, istituzione accademica pubblica organizzata come scuola di dottorato e centro di ricerca, dà lustro ancora una volta, al nome di Carrara: «città dove sono nato e cresciuto dal punto di vista della formazione scolastica e dove abita ancora la mia famiglia d’origine: mia mamma e le mie sorelle» conferma lo stesso professore che, sebbene nato a La Spezia, ha vissuto sempre nella nostra città fino alla maturità liceale, conseguita al liceo classico Repetti nel 1980 e che ha regalato così al nostro territorio un altro motivo d’orgoglio. Il neuroscienziato infatti, già nel 2015 era stato insignito dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana, decorazione, per spiegare l’importanza del riconoscimento, di terza classe fra le onorificenze al merito conferite dalla Repubblica Italiana e l’anno scorso, ha ricevuto la cittadinanza benemerita dal Comune di Fivizzano, e dove ha radici la sua famiglia d’origine, mentre ieri, a Roma, nell'auditorium del ministero della Salute e dalle mani della Ministra della salute Beatrice Lorenzin, Pietro Pietrini ha ricevuto, insieme ad altri 26 scienziati italiani, un altro prestigioso riconoscimento: la medaglia di bronzo “al merito della Sanità Pubblica”.
«Sono premi che mi onorano molto e che mi ha fatto un grande piacere ricevere» spiega il neuroscienziato, che ha dedicato gran parte delle sue ricerche scientifiche allo studio del cervello, delle basi del comportamento umano e delle emozioni. Il professor Pietrini, si è laureato presso la facoltà di Medicina e chirurgia a Pisa, ha conseguito il diploma di perfezionamento in Neuroscienze alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e poi la specializzazione in Psichiatria sempre presso l’Università di Pisa: a metà del suo percorso di specializzazione, ha proseguito le sue ricerche negli Stati Uniti, al National Institutes of Health (Nih) di Bethesda, dove è rimasto per 10 anni, fino al 2000 e dove si è dedicato allo studio delle basi cerebrali, delle funzioni mentali e delle visualizzazioni cerebrali in vivo attraverso la risonanza magnetica, per lo studio in vivo, nell’ uomo della connettività cerebrale. Torna quindi in Italia nel 2000 dove gli viene assegnata a Pisa, la cattedra di professore ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Ha poi diretto il Dipartimento ad attività integrata di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana dal 2007 al 2011 e dal 2012 fino al 2015 quando si dimette per accettare l’incarico di direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, è direttore dell’Unità operativa di Psicologia clinica dell’Azienda ospedaliera e presiede il corso di laurea in Psicologia clinica e della salute. Un riconoscimento che arriva dopo 25 anni di «attività di ricerche incentrata sullo studio dei correlati metabolico-funzionali delle attività cerebrali quali attenzione, emozioni, memoria e comportamento in condizioni fisiologiche e in presenza di patologie mentali e neurologiche quali i disturbi della regolazione emotiva ed affettiva le sindromi demenziali», è la motivazione ufficiale della medaglia di bronzo, in merito alla quale il professore commenta: «Il riconoscimento mi è stato conferito per i miei studi sulle funzioni cognitive del cervello: quando ancora non esistevano gli studi molecolari di genetica, io avevo messo a punto uno stress-test per il cervello, in pratica avevo individuato dei marcatori cerebrali rivelatori dei rischi di sviluppo di demenza- racconta direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, rivelando alcuni dettagli dei suoi lunghi anni di studio e il contributo delle sue ricerche alla lotta contro quella che è stata definita da alcuni la malattia del secolo: il morbo di Alzheimer – inoltre in questa occasione tengo particolarmente a ricordare il progetto realizzato insieme all’ex prefetto di Pisa Francesco Tagliente, che ha portato alla creazione a Pisa di un servizio di ascolto e sostegno per imprenditori in crisi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Sono premi che mi onorano molto e che mi ha fatto un grande piacere ricevere» spiega il neuroscienziato, che ha dedicato gran parte delle sue ricerche scientifiche allo studio del cervello, delle basi del comportamento umano e delle emozioni. Il professor Pietrini, si è laureato presso la facoltà di Medicina e chirurgia a Pisa, ha conseguito il diploma di perfezionamento in Neuroscienze alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e poi la specializzazione in Psichiatria sempre presso l’Università di Pisa: a metà del suo percorso di specializzazione, ha proseguito le sue ricerche negli Stati Uniti, al National Institutes of Health (Nih) di Bethesda, dove è rimasto per 10 anni, fino al 2000 e dove si è dedicato allo studio delle basi cerebrali, delle funzioni mentali e delle visualizzazioni cerebrali in vivo attraverso la risonanza magnetica, per lo studio in vivo, nell’ uomo della connettività cerebrale. Torna quindi in Italia nel 2000 dove gli viene assegnata a Pisa, la cattedra di professore ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Ha poi diretto il Dipartimento ad attività integrata di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana dal 2007 al 2011 e dal 2012 fino al 2015 quando si dimette per accettare l’incarico di direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, è direttore dell’Unità operativa di Psicologia clinica dell’Azienda ospedaliera e presiede il corso di laurea in Psicologia clinica e della salute. Un riconoscimento che arriva dopo 25 anni di «attività di ricerche incentrata sullo studio dei correlati metabolico-funzionali delle attività cerebrali quali attenzione, emozioni, memoria e comportamento in condizioni fisiologiche e in presenza di patologie mentali e neurologiche quali i disturbi della regolazione emotiva ed affettiva le sindromi demenziali», è la motivazione ufficiale della medaglia di bronzo, in merito alla quale il professore commenta: «Il riconoscimento mi è stato conferito per i miei studi sulle funzioni cognitive del cervello: quando ancora non esistevano gli studi molecolari di genetica, io avevo messo a punto uno stress-test per il cervello, in pratica avevo individuato dei marcatori cerebrali rivelatori dei rischi di sviluppo di demenza- racconta direttore della Scuola Imt Alti Studi Lucca, rivelando alcuni dettagli dei suoi lunghi anni di studio e il contributo delle sue ricerche alla lotta contro quella che è stata definita da alcuni la malattia del secolo: il morbo di Alzheimer – inoltre in questa occasione tengo particolarmente a ricordare il progetto realizzato insieme all’ex prefetto di Pisa Francesco Tagliente, che ha portato alla creazione a Pisa di un servizio di ascolto e sostegno per imprenditori in crisi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google