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Mattine perse al Cup e risonanza rinviata: l’odissea di un utente 

Mattine perse al Cup e risonanza rinviata: l’odissea di un utente 

L’esame fissato dall’Asl dopo un anno e poi annullato Al centro chiesti 10 euro in più per il ticket senza spiegazioni

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CARRARA. La legge di Murphy è spesso calzante quando parliamo di servizio sanitario zoppicante. Fabio Mencucci lo ha imparato a sue spese proprio in questi giorni. Residente a Marina di Carrara, nel maggio 2015 si è presentato agli sportelli Asl per richiedere un esame specialistico - una risonanza magnetica - per un congiunto, che è stato fissata per ieri (undici mesi dopo) all’ospedale di Pontremoli (a 70 chilometri da casa). Per prepararsi, sabato mattina è andato al Cup di Marina per poter pagare intanto il ticket, ma il nuovo software diceva che avrebbe dovuto pagare 10 euro in più per il servizio, senza che l’operatore sapesse spiegare il perché. Mencucci allora ha provato a tornare lunedì al Cup, di Avenza questa volta, e dopo aver discusso con tre operatori per il solito motivo il responsabile ha provveduto a fargli pagare il ticket senza il sovrapprezzo (ancora immotivato dagli operatori). E quando finalmente tutte le pratiche sono state sbrigate, è arrivata la telefonata dall’ospedale di Pontremoli per dire che il macchinario si era rotto e che la risonanza è stata rimandata «a data da destinarsi».
«Non voglio pensare che debba trascorrere un altro anno» scrive in una lunga lettera di sfogo (inviata anche al difensore civico) il malcapitato utente, che si ritrova con un nulla di fatto e una mattinata gettata via davanti agli sportelli dei Cup. «Il tentativo di risolvere il mio problema è durato circa un’ora e quaranta minuti, duranti i quali uno dei quattro operatori in servizio ha inevitabilmente dovuto dedicarsi esclusivamente al sottoscritto ma questo ha di conseguenza penalizzato i numerosi utenti presenti provocato una coda lunghissima» dice Mencucci, rivolgendo quella che chiama «una critica costruttiva» verso l’Asl e l’organizzazione dei Cup, dopo la mattinata di ieri passata davanti agli sportelli.
«Perché non prevedete la realizzazione di un “back office” presso ogni Cup il quale si dedicherà alla risoluzione di problemi come ad esempio il mio, facendo però allo steso tempo defluire la fila delle prestazioni normali da parte degli addetti al “front office”?» propone il carrarino.
I disagi del resto non gli sono mancati. «Dopo non poche difficoltà e dopo aver perso due mezze mattinate ai Cup citati, è stata adottata, come ripeto, la scelta più intelligente che si potesse attuare (cioè quella di non far pagare il sovrapprezzo in attesa di capire da cosa fosse dipeso, dato che il software non lo ha specificato ndr), però mi chiedo se casi simili non siano già accaduti magari con persone meno “pignole” del sottoscritto - continua Mencucci - Penso ad esempio a degli anziani, che magari si potrebbero essere fidati di quanto detto dall’operatore Cup, senza manifestare la volontà di capire come mai e forse hanno pagato ingiustamente delle cifre maggiori rispetto al dovuto». Sperando poi di non incorrere in altri disagi.(al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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