Il Tirreno

L’appello al Comune: «Mense a rischio caos unificate le chiusure» 

L’appello al Comune: «Mense a rischio caos unificate le chiusure» 

La Uiltucs interviene per lo scaglione fra giugno e luglio: «Il servizio pubblico non sarà garantito per alcuni studenti»

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MASSA. «Mense scolastiche, unifichiamo la chiusura del servizio nelle scuole o si rischia il caos». A lanciare l’appello all’amministrazione comunale di Massa è il segretario provinciale Uiltucs, Angelo Lieti. Una questione legata soprattutto alla parità di tutti gli studenti di fronte al pasto caldo, dato che la normativa in vigore può portare a creare una distinzione tra chi avrà il pranzo sicuro fino a giugno e chi invece resterà digiuno molto prima.
Il problema è complesso: «A causa della normativa ogni dirigente scolastico dei plessi comunali può decidere in autonomia quando chiudere e quando interrompere le mense, garantite comunque da un bando di gara fatto da palazzo civico e vinto dalla società Gazzoli - continua Lieti - Un servizio che è però viziato dal problema dell’interruzione a “scaglioni” fra giugno e luglio. In questo modo si manifesta una evidente disparità fra i vari istituti nel servizio che viene pagato dalle famiglie dei bambini: c’è chi ne usufruisce fino alla fine di giugno e chi non va oltre la prima settimana. Ma stiamo parlando di un servizio comunale che dovrebbe essere garantito sempre allo stesso modo per tutti».
Questo è il problema centrale sollevato dal sindacato. Oltre all’utenza, però, c’è da mettere in conto anche i problemi dei lavoratori che operano quotidianamente in queste mense. «C’è chi smette di lavorare prima e chi dopo, con importanti conseguenze economiche a seconda dell’istituto all’interno di cui lavora — dice ancora il segretario Uiltucs — Stiamo parlando di circa centoquindici dipendenti. Come previsto dalla normativa, lo stop del servizio prevede la sospensione e non il licenziamento: durante il periodo di pausa non percepiscono né lo stipendio né il sussidio di disoccupazione. È chiaro che chi lavora qualche settimana in più è avvantaggiato».
Ma le questioni aperte legate all’interruzione a scaglioni non finiscono qua: «L’Inps tende a non riconoscere neppure questi mesi di sospensione per i fini pensionistici e la Uiltucs si sta battendo per farli riconoscere» continua il sindacalista. Il ribattezzato caos mense però va oltre e Lieti prova a portare alla luce un altro problema del servizio che potrebbe essere risolto - spiega lui - con un piccolo intervento del Comune. «Fino a un paio di anni fa gli istituti scolastici garantivano la mensa anche in caso di sciopero del personale distribuendo un “cestino”; oggi anche il servizio non viene garantito neppure se a scioperare non è il settore mense. Magari non era il massimo ma per un giorno bastava a evitare il disservizio e di rimandare a casa i bambini. Speriamo che l’amministrazione torni sui suoi passi e reintroduca il cestino nel caso di sciopero».
Insomma, stiamo per entrare nel periodo caldo dello stop ai nidi e la Uiltucs chiede «all’amministrazione e all’azienda appaltatrice di risolvere il problema delle chiusure frazionate uniformando la sospensione del servizio a fine anno per tutte le scuole» conclude il segretario provinciale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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