Il dolore
Ecco il regolamento sull’incolumità
di Manuela D’Angelo
Multe salate per chi mette a rischio la vita altrui: si va dai 200 fino ai 2000 euro
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MASSA. Salvaguardia della pubblica incolumità: approvato in commissione Lavori pubblici il nuovo regolamento che disciplinerà le situazioni a rischio per l’integrità fisica dei cittadini massesi e in arrivo ci sono multe fino a 2000 euro.
«La pubblica incolumità non ha colore politico- ha commentato il presidente della commissione Simone Ortori -; il nostro voto favorevole è importante; certamente lo strumento potrà essere migliorato ed esteso ad altre categorie di rischio. Ad esempio credo che all'interno della pubblica incolumità debba rientrare a pieno titolo anche l'emergenza amianto, ma il regolamento era quello che ci chiedevano i cittadini a fronte di numerose situazioni, impunite e incompiute, che si sono sedimentate nel tempo».
Si parla di nuovo regolamento di pubblica incolumità, ma in realtà è il primo nel suo genere per il comune di Massa, che si dota soltanto nel 2017 di questo strumento.
Prima, conferma il dirigente del settore Lavori Pubblici Fernando Della Pina, venivano emesse ordinanze dagli uffici che però, nella maggior parte dei casi, rimanevano inascoltate, nonostante i richiami. Adesso non sarà più possibile far finta di nulla: a seguito di segnalazioni, dopo il sopralluogo dei tecnici del comune e avvisato un pericolo per la vita delle persone, i privati responsabili avranno 20 giorni di tempo per ripristinare una situazione di sicurezza, altrimenti la multa sarà immediata e salata.
Nel regolamento viene riportata la griglia delle sanzioni da applicare ad ogni singolo intervento: 200 euro per la caduta di intonaco e infiltrazioni di acqua; 300 se non si provvede all’eliminazione di neve, ghiaccio e detriti fangosi; 800 euro per la caduta di tegole, lamiere, infissi, canne fumarie, pali, invasi, ma anche alberi ed altri tipi di vegetazione. Se crollasse una palazzina, anche solo in maniera parziale, si arriva a 1000 euro di multa per i proprietari; 2000 euro, infine, per l’inottemperanza totale o parziale delle prescrizioni dirigenziali relative ai provvedimenti.
Le situazioni a rischio, secondo il regolamento, possono derivare sia dagli immobili, sia dalle piante, che possono cadere da un giardino privato in strada, oppure che si possono ammalare e quindi inclinare, o perdere rami; nel regolamento si parla anche di muri di contenimento e canali, ma anche di terreni in stato di incuria o degrado: l’amministrazione ha voluto inserire l’articolo 5.3, “terreni a rischio idrogeologico”, proprio per regolamentare quelle modifiche del suolo che possono creare rischio per le persone.
In caso di pericolo il comune provvede intanto alla delimitazione provvisoria dell’area interessata, transennando e addebitando ai responsabili il costo del sopralluogo, i costi degli eventuali sfollamenti, il canone relativo all’occupazione del suolo pubblico corrispondente alla superficie dell’area recintata. Se i privati non intervengono nei tempi disposti dalla legge sarà il comune ad anticipare i lavori, il cui costo verrà poi addebitato ai responsabili.
«La pubblica incolumità non ha colore politico- ha commentato il presidente della commissione Simone Ortori -; il nostro voto favorevole è importante; certamente lo strumento potrà essere migliorato ed esteso ad altre categorie di rischio. Ad esempio credo che all'interno della pubblica incolumità debba rientrare a pieno titolo anche l'emergenza amianto, ma il regolamento era quello che ci chiedevano i cittadini a fronte di numerose situazioni, impunite e incompiute, che si sono sedimentate nel tempo».
Si parla di nuovo regolamento di pubblica incolumità, ma in realtà è il primo nel suo genere per il comune di Massa, che si dota soltanto nel 2017 di questo strumento.
Prima, conferma il dirigente del settore Lavori Pubblici Fernando Della Pina, venivano emesse ordinanze dagli uffici che però, nella maggior parte dei casi, rimanevano inascoltate, nonostante i richiami. Adesso non sarà più possibile far finta di nulla: a seguito di segnalazioni, dopo il sopralluogo dei tecnici del comune e avvisato un pericolo per la vita delle persone, i privati responsabili avranno 20 giorni di tempo per ripristinare una situazione di sicurezza, altrimenti la multa sarà immediata e salata.
Nel regolamento viene riportata la griglia delle sanzioni da applicare ad ogni singolo intervento: 200 euro per la caduta di intonaco e infiltrazioni di acqua; 300 se non si provvede all’eliminazione di neve, ghiaccio e detriti fangosi; 800 euro per la caduta di tegole, lamiere, infissi, canne fumarie, pali, invasi, ma anche alberi ed altri tipi di vegetazione. Se crollasse una palazzina, anche solo in maniera parziale, si arriva a 1000 euro di multa per i proprietari; 2000 euro, infine, per l’inottemperanza totale o parziale delle prescrizioni dirigenziali relative ai provvedimenti.
Le situazioni a rischio, secondo il regolamento, possono derivare sia dagli immobili, sia dalle piante, che possono cadere da un giardino privato in strada, oppure che si possono ammalare e quindi inclinare, o perdere rami; nel regolamento si parla anche di muri di contenimento e canali, ma anche di terreni in stato di incuria o degrado: l’amministrazione ha voluto inserire l’articolo 5.3, “terreni a rischio idrogeologico”, proprio per regolamentare quelle modifiche del suolo che possono creare rischio per le persone.
In caso di pericolo il comune provvede intanto alla delimitazione provvisoria dell’area interessata, transennando e addebitando ai responsabili il costo del sopralluogo, i costi degli eventuali sfollamenti, il canone relativo all’occupazione del suolo pubblico corrispondente alla superficie dell’area recintata. Se i privati non intervengono nei tempi disposti dalla legge sarà il comune ad anticipare i lavori, il cui costo verrà poi addebitato ai responsabili.
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