Il Tirreno

Liberazione, ecco “Le pietre della memoria” 

di Benedetta Bianchi
Liberazione, ecco “Le pietre della memoria” 

Illustrato il progetto delle scuole. Il vescovo: «La città ha ancora bisogno di essere liberata dalla violenza e dalla maleducazione»

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MASSA. Se oggi siamo liberi lo dobbiamo a chi oltre settant'anni fa ha lottato per venti mesi in terra apuana contro l'occupazione nazifascista, è morto per la patria, ha combattuto per i diritti di ogni uomo; lo hanno capito gli studenti delle scuole superiori di Massa, i ragazzi del futuro a cui oggi viene tramandata la memoria della lotta di Resistenza sul territorio apuano che più di altri ha pagato a caro prezzo quella battaglia. «Grazie a chi ci ha permesso di scoprire parti importanti del nostro passato di cui non eravamo a conoscenza», hanno detto Gioia Giusti, Roberto Calderone e Lorenzo Michelucci presentando il progetto “Le pietre della memoria” nel corso del consiglio comunale solenne per il 72° anniversario della Liberazione di Massa. Un progetto della Regione Toscana attuato dalle classi 3ª A-B-C del liceo classico “Rossi” e dalla 5ªB del liceo linguistico “Pascoli” con cui gli alunni hanno raccolto materiale e sono stati a contatto con chi la Seconda Guerra Mondiale l'ha vissuta; storie di nonni e bisnonni che, con le lacrime agli occhi, hanno fatto scoprire ai giovani l'importanza di quello che fecero i nostri avi e della libertà che ci hanno concesso.
«Siamo rimasti molto toccati nel vedere così da vicino la storia ed ascoltare i racconti di un passato recente», ha detto Calderone. La giovane Gioia si è soffermata sul significato del nome del progetto e la parola “pietra”: «Il marmo dei monumenti simboleggia l'eternità, ma quelle pietre sono mute, non hanno una voce come gli esseri umani; devono però diventare le fondamenta del nostro futuro». La cerimonia commemorativa ha preso il via con la deposizione di corone al monumento ai Caduti di piazza Aranci, al Cippo in ricordo di Naldo Pegollo e al monumento alla Resistenza in Largo Matteotti con l’accompagnamento della Banda Musicale P.A. Guglielmi.
È seguita la seduta solenne aperta del Consiglio Comunale nell'aula magna del liceo classico Pellegrino Rossi alla presenza delle autorità civili e militari, di associazioni partigiane, del sindaco di Massa Alessandro Volpi, la vice presidente del Consiglio Comunale Eleonora Biancolini, il Prefetto di Massa-Carrara Enrico Ricci, il Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti , il presidente provinciale di Massa-Carrara dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra - onlus, Cav. Uff. Elio Bernabò e il Vescovo Monsignor Giovanni Santucci.
Proprio il Vescovo della Diocesi apuana ha sottolineato come solo «condannare senza un vero cambiamento possa diventare ipocrisia; bisogna prendere le distanze dalle motivazioni che hanno portato al dominio dell'uomo sull'uomo e, visto quello che succede ogni giorno nel mondo, non abbiamo imparato molto. Anche se si festeggia la liberazione di Massa, la città ha ancora bisogno di essere liberata dalla violenza e dalla maleducazione di molte persone che la occupano: siete giovani, amate il vostro futuro».
Tutti i presenti, hanno ricordato come queste iniziative siano ancora fondamentali per affermare i valori di libertà, dignità umana, civiltà e dare un peso alla nostra Costituzione.
«Il superamento della guerra è una condizione da coltivare», ha commentato il sindaco Volpi.Ha chiuso la cerimonia la relazione del professor Claudio Palandrani su “La Resistenza a Massa, dal Fascismo alla Libertà" basata sul principio che «rinunciare alla memoria significa rinunciare alle generazioni che ci hanno preceduto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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