Il Tirreno

La regione ha chiesto al municipio di formalizzare una destinazione d’uso del sito 

Ex Rumianca, la bonifica della grande area potrebbe essere più vicina

CARRARA. L’ormai ultratrentennale caso della bonifica della ex Rumiancha potrebbe essere arrivato a una svolta. O almeno è quello che spera il sindaco Angelo Zubbani dopo essersi visto consegnare...

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CARRARA. L’ormai ultratrentennale caso della bonifica della ex Rumiancha potrebbe essere arrivato a una svolta. O almeno è quello che spera il sindaco Angelo Zubbani dopo essersi visto consegnare dalla Regione Toscana una richiesta di “destinazione d’uso” dell’area. Il primo cittadino ha spiegato alla commissione Urbanistica che dopo l’approvazione a luglio 2016 dell’accordo di programma sulla bonifica dell’area, è stato chiesto al municipio l’avvio di un procedimento che dimostri la volontà di recuperare il sito. «Per noi la destinazione è produttiva, lo abbiamo già scritto nel Piano Strutturale ma dobbiamo adeguare il Regolamento Urbanistico vigente» ha spiegato il primo cittadino, precisando che visto che il Poc spetterà alla prossima amministrazione, la sua giunta firmerà un avvio di procedimento come «atto di volontà».
Una richiesta, quella recapitata a Piazza Due Gigno che arriva sulla scia dello sviluppo dell'iter istruttorio del procedimento, il "Progetto Operativo di Bonifica della Falda del sito di Avenza" presentato da Syndial e approvato da parte del ministero dell'Ambiente, sentito il Ministero dello Sviluppo Economico, a inizio 2016. In questa fase sono in corso i lavori propedeutici all'avvio del progetto.
«Per il suolo e sottosuolo -si legge sul sito di Arpat, che ha dedicato alla vicenda una lunga e dettagliata ricostruzione dali anni ’40 a oggi - la Conferenza dei Servizi decisoria del 21 luglio 2016 ha approvato con prescrizioni l'Analisi di rischio trasmessa da Syndial Spa e, sulla base di questo documento, è stato presentato nel mese di novembre 2016 il Progetto Operativo di Bonifica dei Terreni, che è attualmente al vaglio del Ministero e degli enti interessati». L’agenzia regionale per l’ambiente, conferma poi che la bonifica dei suoli prevede interventi per lotti ed una durata dei lavori preventivata in circa 48 mesi.
Intanto è stata realizzata una copertura superficiale del sito mediante il riporto sul suolo di terra e ciottoli (materiale stabilizzante). «Questo materiale (diverse migliaia di metri cubi) -conclude L'Agenzia- è stato poi successivamente spianato e livellato e infine pavimentato con soletta di asfalto e bitume. Il sito è stato così superficialmente messo in sicurezza in quanto vento e acqua non incidono direttamente sulle contaminazioni del suolo e sottosuolo evitando così la dispersione superficiale degli inquinanti nell'ambiente circostante: gli inquinanti sono stati cioè isolati dal contesto ambientale superficiale». Il sito in questione, lo ricordiamo, era sviluppato su un'area di circa 17 ettari, che aveva, al momento della chiusura nel 1984, circa 300 dipendenti. L’area è stata gestita da diverse società (Rumianca, Sir-Rumianca, Anic Agricoltura, Enichem e Syndial Spa, attuale proprietaria) e ha ospitato svariate attività tutte altamente inquinanti: dalle produzioni di acido formico, arsenico metallico, anidride arseniosa, arseniato di piombo, anticrittogamici a base di rame, terre decoloranti, prodotti dell'elettrolisi del cloruro di sodio degli anni ’40 alla riconversione del 1960 alla produzione sintetica di antiparassitari, diserbanti, insetticidi. Dopo il 1980 si passò alle formulazioni di fitofarmaci fino all’incendio del 12 marzo 1984 con la fuoriuscita di diossine. L'11 giugno 1984 il sindaco di Carrara fece fermare lo stabilimento e successivamente la direzione aziendale decise la chiusura definitiva . Praticamente da allora, eseguiti carotaggi e caratterizzazioni, si aspetta la bonifica per rendere di nuovo produttivo il sito industriale più esteso del comune di Carrara.
David Chiappuella
Cinzia Chiappini

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