Sicurezza
Lavori in corso a Nazzano rinasce il polo Cucinelli
di Francesca Vatteroni
Sono partite le operazioni di demolizione interne nel maxi cantiere di via Ilice Si comincia con la riqualificazione, poi dovrebbe partire il progetto complessivo
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CARRARA. Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori. Così ammonisce il cartello di cantiere che campeggia sui cancelli della Pinturicchio srl: il complesso industriale della Pinturicchio infatti, società appartenente al gruppo della Brunello Cucinelli spa, che si trova nella zona Avenza, sulla strada Aurelia, verrà infatti sottoposto a lavori di riqualificazione paesaggistica, anzi le operazioni di demolizione sono già partite. La nota casa di moda che si occupa della produzione di maglieria pregiata in cashmere e tra le principali realtà internazionali attive nel settore del lusso, aveva acquistato il ramo produzione della D’Avenza, situata per l’appunto a Carrara, sulla via Aurelia, dall’imprenditore pratese Renato Cecchi nel 2014, costituendo una nuova società all’interno del gruppo societario: la Pinturicchio srl. L’accordo, sebbene non contemplasse l’acquisto del brand, prevedeva il passaggio dei dipendenti, una sessantina, delle attrezzature e dello stabile, alla società di nuova costituzione che fa capo appunto a Cucinelli, il celebre stilista umbro. Adesso il complesso industriale sarà sottoposto a operazioni di riqualificazione e ad occuparsene sarà una ditta di Perugia: la ditta Pelliccia Scavi srl di San Martino In Colle, specializzata in edilizia industriale, costruzione di strade, costruzione di infrastrutture, di marciapiedi e rifacimento strade. «È da qualche giorno, massimo una settimana che sono cominciati i lavori-conferma una vicina dello stabilimento, Alice Buffoni - era già nell’aria da un po’ di tempo la notizia di lavori di riqualifica e noi siamo contenti: il muro che circonda lo stabile sta cadendo a pezzi e il marciapiede davanti è completamente sconnesso». Lo stilista, che in passato aveva chiesto e spronato lo sviluppo sul territorio di una “cultura sartoriale” andata perduta, dimostrando di credere nelle potenzialità di Carrara, sembrerebbe aver deciso di affrontare un ulteriore investimento sulla società carrarese con un’operazione di riqualificazione e di ammodernamento. Scelta strategica del resto che, se fosse confermata, sarebbe perfettamente in linea con scelte simili messe in campo sul nostro territorio di recente, anche da altri importanti imprenditori dell’alta sartoria, che hanno deciso di aprire qui a Carrara, i loro atelier.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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