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I vandali decapitano la statua di San Giuseppe 

I vandali decapitano la statua di San Giuseppe 

Gesto oltraggioso al simbolo della parrocchia del Cinquale. Il danno è ingente Don Maurizio: «Voglio installare le telecamere, ma servono i soldi per farlo»

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CINQUALE. La testa di San Giuseppe Artigiano è stata staccata di netto dal busto e adagiata in terra. Ed è così che l’ha trovata una signora che di buon mattino si è recata in chiesa per la prima messa. «Non riusciva neppure a spiegarmi cosa era successo da quanto era rimasta traumatizzata da quello che aveva visto. È un vero sacrilegio, il santo è quello che dà il nome alla nostra parrocchia ed è l’immagine sacra nella quale ci riconosciamo un po’ tutti». A parlare è don Maurizio Iandolo. Al prelato è toccato constatare il danno e avvertire i carabinieri. «Un gesto senza senso. Io posso capire uno che non ha fede in dio, ma il dissenso semmai si potrebbe manifestare in modo più costruttivo. Questo mi sembra soltanto uno spregio alla religiosità, senza alcun motivo. Ed è un vero peccato perché adesso per rimetterlo a posto occorreranno molti soldi e non so se li abbiamo», continua il religioso.
La statua di San Giuseppe Artigiano è in marmo pregiato e ci vorrà uno scultore per realizzare il restauro a regola d’arte. Un’opera che si trova al Cinquale, davanti alla parrocchia che porta il nome del santo, dalla fine degli anni Cinquanta. E da allora nessuno l’aveva mai toccata. Anzi, come ha spiegato don Maurizio è diventata un punto di riferimento per la comunità. «Speriamo di riaverla nuovamente tra noi, bella come era prima. Costi quel che costi è un dovere cancellare quello che hanno fatto per colpire il nostro simbolo della fede», aggiunge il religioso sottolineando il suo disappunto.
Ma il parroco non si limiterà a pagare uno scultore per far riattaccare la testa (i vandali devono aver usato qualche oggetto che hanno trovato per la strada per compiere il vilipendio). «La zona dove sorge la parrocchia è isolata - conclude -. Io in casa sono sempre solo e ho capito che per proteggere i nostri tesori occorre fare uno sforzo. Ne ho parlato anche ai carabinieri che hanno raccolto la mia denuncia. È arrivato il momento di installare un sistema di allarme con le telecamere, in questo modo se qualcuno si dovesse avvicinare alla chiesa potrebbe essere identificato. Deve essere un deterrente, non si può restare in balia di persone del genere, che non hanno rispetto dei valori degli altri. Costerà un bel po’, ma anche questo è un lavoro che deve essere fatto. Troverò il denaro, devo trovarlo». Tra i fedeli potrebbe partire una sorta di sottiscrizione per aiutare don Maurizio e per proteggere la parrocchia di san Giuseppe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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